Source:
European Commission, DG Research
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300 Km sopra il cielo, e oltre: pericoli dallo spazio
Corrado Ruscica
Astronomia | Articoli | ** | Italiano
Spazzatura SpazialeUn’enorme quantità di detriti prodotti da vecchi satelliti e da stadi di razzi vettori si trova in orbita attorno alla Terra, quasi come un’atmosfera artificiale (vedi Immagine - 1), oramai da circa 50 anni. Gli esperti dicono che i detriti, noti anche come spazzatura spaziale, rappresentano sempre di più un problema serio sia per le missioni degli shuttle che per le attività extra veicolari degli astronauti e per i futuri satelliti artificiali. Una simulazione realizzata al computer dagli esperti della NASA ci fa vedere come l’evoluzione della quantità di detriti distribuiti su una fascia orbitale più bassa attorno al pianeta rimarrà relativamente costante fino al 2055 dopodichè aumenterà.
Gli scienziati quindi stanno cercando di capire come limitare il problema e come rimuovere i frammenti più grossi. Tutto cominciò nel 1957 con il lancio del satellite sovietico Sputnik e fino ad oggi l’istituto americano per la sorveglianza spaziale è impegnato a monitorare oltre 15.000 oggetti che hanno dimensioni di circa 10 cm e di cui il 40% sono dovuti a frammenti di satelliti o a pezzi derelitti di qualche razzo vettore. Poi ci sono frammenti più piccoli, dovuti alle esplosioni degli stadi dei razzi vettori che contenevano il combustibile o il propellente, che viaggiano nello spazio a velocità di circa 30.000-35.000 Km/h e che possono causare fori di qualche centimetro di diametro sui satelliti in orbita o addirittura possono disabilitarli causando corto-circuiti. Diversi sono gli episodi di collisioni e altrettanti sono stati documentati dal 1991 ad oggi. Il problema dei detriti spaziali dovrà essere seriamente affrontato nei prossimi anni. Esiste a tal proposito una organizzazione apposita chiamata Inter Agency Space Debris Coordination Committee costituita da varie agenzie di dieci paesi e dalla Agenzia Spaziale Europea. Lo sforzo primario è quello di mitigare il problema della quantità di frammenti che orbitano attorno alla Terra e quindi di pensare a come rimuoverli dallo spazio. Esistono vari progetti che propongono di rimuovere i detriti mandando nello spazio apposite sonde per prelevare i frammenti e portarli a Terra oppure di usare laser per rallentare la caduta dei detriti nell’atmosfera terrestre. Tuttavia, con la tecnologia a nostra disposizione questi progetti sembrano inattuabili ed economicamente inaccessibili. Il problema dei detriti spaziali non può essere comunque ignorato. E’ un problema che diventa sempre più importante e se non si prenderanno provvedimenti adeguati oggi diventerà molto difficile utilizzare opportuni rimedi in futuro. Asteroidi a rischioA distanze maggiori rispetto all’atmosfera terrestre, incombe un’altra minaccia che proviene dallo spazio profondo: gli asteroidi che passano vicino all’orbita terrestre. Se è pur vero che 65 milioni di anni fa la caduta di una asteroide provocò l’estinzione dei dinosauri è altrettanto vero che oggi noi umani abbiamo i mezzi e la tecnologia adatta per cercare di trovare un possibile rimedio ad un eventuale impatto di un asteroide con la superficie della Terra. Gli esperti che si occupano di scienze planetarie ed in particolare di corpi minori del Sistema Solare hanno individuato di recente un asteroide delle dimensioni di circa 1 Km di diametro che potrebbe seguire una rotta di collisione con la Terra tra circa 873 anni. Dopo una serie di calcoli che sono stati effettuati su osservazioni che durano ormai da oltre 50 anni, gli scienziati hanno trovato che esiste una possibilità su 300 che l’asteoride 1950 DA impatti la superficie terrestre il 16 Marzo 2880 (vedi Immagine - 2 – credit: NASA-JPL).
La probabilità di 1 su 300 per un possibile impatto sembra quasi irrisoria ma è di fatto la più elevata data dagli esperti ad un asteroide che appartiene alla classe dei NEO, cioè i Near Earth Objects. Le conseguenze dell’impatto con la superficie terrestre sono alquanto speculative perché non si conosce attualmente l’entità dei danni che potrebbe determinare, come ad esempio quella di distruggere un’intera città o causare un gigantesco tsunami qualora la zona d’impatto fosse l’oceano. Anche se rimane il fatto che sia alquanto improbabile che l’asteroide penetri nell’atmosfera terrestre, siamo comunque pronti ad affrontare una tale minaccia al punto tale che abbiamo tutto il tempo e i mezzi per pensare a come deviare l’asteroide dalla sua rotta di collisione con la Terra. Il problema di deviare l’asteroide dalla sua rotta di collisione con la Terra dipende fondamentalmente dalla sua natura fisica. I calcoli attuali tengono conto di tutti i fattori, come l’influenza gravitazionale di altri asteroidi e l’effetto del vento solare, e allo stato dei fatti si può dire che la probabilità che l’asteroide punti la Terra sta nell’intervallo 0-0,33%. Fino ad oggi, l’asteroide 1950 DA è stato osservato poche volte, una nel 1950 e poi nel Dicembre del 2000. Anche se l’asteroide percorre la sua orbita attorno al Sole in circa 2,2 anni, si trova a passare vicino alla Terra ogni 51 anni. La prossima volta che gli astronomi potranno osservare meglio l’asteroide sarà nel 2032. Quello che occorre sapere è come si muove, quanto pesa e qual'è la sua forma. Se non saremo in grado di avere queste informazioni con i telescopi da Terra dovremo mandare una sonda sulla sua superficie. Parafrasando allora Pericle possiamo dire che non importa quando e se avverrà l’impatto, l’importante è che ci troviamo pronti ad affrontare l’evento. SitografiaAudio della conferenza tenuta da Ruscica Corrado sui detriti spaziali - MP3 File, 6.63Mbhttp://milkyway.comune.milano.it/doc/05/10/ruscica27102005.mp3 IADC - Inter-Agency Space Debris Coordination Committee NASA Orbital Debris Program Office Near-Earth Object Program Asteroid 1950 DA - NEOP(Near Earth Object Program), NASA |
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