Source:
European Commission, DG Research
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Un Mondo-Brana Olografico - 3. Conclusioni
Stefano Gallozzi
Astronomia | Articoli | *** | Italiano
[01/09/2009] Conclusioni:Così come la radiazione dei buchi neri è originata dalle fluttuazioni quantistiche, che creano le particelle virtuali, anche le brane risentono dello stesso fenomeno causato dal principio di indeterminazione ed in uno spazio multi-dimensionale il tutto apparirebbe come la formazione delle bolle di aria nell'acqua in ebollizione: bollicine (brane) minuscole tenderanno a ricollassare di nuovo fino a scomparire, mentre una bolla, che cresce per fluttuazioni quantistiche oltre una certa dimensione critica, continuerà probabilmente a crescere (un osservatore interno a tale bolla, come noi, vedrebbe il suo universo espandersi a partire dal Big Bang). In questo modello la forma della brana che si origina nel tempo immaginario è di cruciale importanza: le storie del tempo immaginario, che non siano perfettamente lisce e/o sferiche, avrebbero probabilità più scarse di originarsi, ma avrebbero il vantaggio che all'espansione inflativa iniziale seguirebbe ad un certo punto un rallentamento, il quale permetterebbe la formazione di aggregati di materia... e quindi anche della vita.
Secondo il principio olografico, le informazioni riguardanti quello che accade in una regione dello spazio-tempo, verrebbero codificate sul confine della regione stessa. Degli esseri interni alla bolla penserebbero di essere in un universo a 4 dimensioni, ma la verità sarebbe che la loro intera esistenza sarebbe quella di "ombre proiettate" sulla brana da quello che accade in più dimensioni dentro alla bolla.
In questo senso ci potremmo chiedere cosa c'è fuori della bolla; le risposte possono essere molteplici:
Si tratta di studi teorici per lo più border-line e giustificati solo dal fatto che la gravità è una interazione molto debole e quindi si postula l'esistenza di un'altra gravità di grande unificazione forte come le altre interazioni, ma che risulti diluita nelle dimensioni aggiuntive. Se così fosse la lunghezza di Plank sarebbe molto più grande di quanto classicamente pensato e quindi l'energia di grande unificazione potrebbe essere alla portata degli acceleratori di particelle di prossima generazione (con LHC che farà da capofila...). In questa ottica due particelle che collidono ad una certa energia potrebbero trovarsi a distanza inferiore di quella di plank alla quale nessuna interazione conosciuta potrebbe arrestare la formazione di un mini-buco nero... con tanto di irraggiamento gamma che ne conseguirebbe dalla subitanea annichilazione... questo se l'evaporazione alla hawking fosse corretta... Note
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