Una nuova fase di sviluppo dell'oculistica: “L’OFTALMOLOGIA RIGENERATIVA”.
Autore: Raffaele NUZZI - Università degli Studi di Torino.
L’obbiettivo è il trattamento di un deficit progressivo di cellule oculari, conseguente a patologie degenerative, traumatiche o iatrogene.
L’utilizzo di cellule autologhe annulla le problematiche da trapianto d’organo: rischio di rigetto e tossicità della terapia immunosoppressiva nonché di vidimazione etica.
Le cellule staminali, in particolare, sono i mezzi più promettenti al servizio dell'oculistica rigenerativa in qualità di cellule indifferenziate, che si auto-mantengono e che danno origine a progenie cellulari diverse: oltre ad avere la possibilità di riparare direttamente il danno oculare, si integrano nel tessuto “patologico” con riattivazione ed induzione di capacità “autorisananti” delle cellule dell'ospite nonché di veicolo per il trasporto di molecole trofiche, anti-angiogenetiche e anti-apoptosiche.
Di converso basta rapportarsi ad esempio all'ulteriore allungamento della vita media, alle sempre più lunghe liste d’attesa e alla scarsità dei donatori connessi ai trapianti di cornea, lamellari “a strati“ - anteriore o posteriore- e/o perforante a tutto spessore, che comportano tecnologie e costi chirurgici elevati con una immunosoppressione continua nei pazienti a più alto rischio nonché con maggior carenza di tessuto disponibile.
Le fonti di cellule per l'apparato visivo sono molteplici, per lo più umane autologhe:
In più o meno gravi danni alla cornea o in presenza di trombosi venose retiniche potranno essere applicate, a più riprese, speciali lenti a contatto morbide “ricoperte” da cellule staminali autologhe mesenchimali e/o di derivazione emopoietica.
Queste cellule, con innesti pluricellulari, determinerebbero in particolare una “retino-riparazione” con sopravvivenza oltre i 6 mesi, migrazione costante verso il sito di danno ed integrazione da variazioni del microambiente molecolare(citochine, ecc) e/o una “retino-protezione” con “effetto vettoriale” per fattori di crescita come NGF/B-FGF/CNTF/GDNF(blocco/rallentamento della perdita dei fotorecettori) e PEDF(anti-angiogenesi, anti-apoptosi e incremento del trofismo dell'epitelio pigmentato retinico), tipo installazione di “micropompe” in loco.
Ad oggi la via di elezione dell'auto-innesto retinico risulta essere quella trans/endovitreale mediante vitrectomia mininvasiva -23/25 gauge- (rispetto alla via trans-sclerale posteriore) nonché per la possibilità di monitoraggio con SLO/microperimetria, OCT3, ERG multifocale, VECP e RMN funzionale.
Gli auto-innesti pluricellulari, costituiti in particolare da cellule staminali mesenchimali umane, potranno curare, con varie modalità, varie patologie oculari per lo più ad oggi sine terapia o a rischio evolutivo/recidive nonché in forte aumento sempre per l'allungamento progressivo della vita media (ad esempio la degenerazione maculare senile che triplicherà nei prossimi 20 anni):
La valutazione in vitro di vari parametri cellulari come la crescita, la vitalità, la morfologia, l'immunofenotipo ha dimostrato come l'utilizzo adiuvante e a basse concentrazioni del desametasone ha un effetto meno tossico, con effetto inibitorio sull'apoptosi indotta dalla “confluenza” in vitro delle cellule staminali mesenchimali umane e con capacità di supporto al microambiente d'innesto.
La verifica mediante colture in vitro degli AntiVEGF sistemici impiegati per via vitreale (pegaptanib, ranibizumab, bevacizumab, bevasiranib, Vegf trap, ecc), con o senza cellule staminali mesenchimali e/o cellule della linea retinica umana ARPE19, permetterà di valutarne definitivamente la reale utilità o l'effetto complementare, anche come “device” a lento rilascio.
In particolare nell'ambito della neurogenesi della retina è indispensabile verificare la localizzazione topografica completa nonché della possibilità di agire sulle cellule staminali endo-oculari presenti, partendo dalla evidenza che alcuni pesci possono - se necessario - auto-rigenerare l'intera retina in caso di danno della stessa. Si tratta quindi di determinare tutte le sedi delle cellule staminali quiescenti contenute nell'occhio umano: con l'identificazione di uno o più fattori inibitori che inducono lo stato d'inerzia si potrebbe ricercare la “chiave” della loro inattività per ottenerne poi la riattivazione, con o senza auto-innesto ulteriore o più semplicemente stimolandole in loco/in laboratorio affinché crescano, si espandano e si differenzino adeguatamente.
Su queste prospettive va razionalizzata la necessità di creare e di realizzare un progetto di massima integrazione scientifica multidisciplinare clinico-biologica: ad oggi molto spesso i risultati della ricerca biologica di base sono disgiunti dalla pratica clinica.
Lo stato dell'arte di queste ricerche è localizzabile nel complesso passaggio dalla sperimentazione animale a quella diretta sull'uomo in termini di auto-innesto (innesto autologo) e non di trapianto cellulare oculare, previo standardizzazione e tipizzazione cellulare - quantitativa e qualitativa - nonchè eventuale amplificazione in vitro ed attechimento in loco mediante farmaci adiuvanti.
Quanto sopra si pone alla luce di questo innovativo settore di ricerca oculistica e cioè la rigenerazione del tessuto oculare attraverso l'impiego di cellule, istituendo quindi una terapia di fatto cellulare “autologa”.
In campo oculistico i pazienti affetti da alcune patologie, in crescente aumento statistico-epidemiologico, tipo glaucoma, degenerazione maculare senile e retinite pigmentosa erano tradizionalmente considerati inguaribili: tutte le terapie a disposizione mirano unicamente a prevenire l'ulteriore perdita di elementi cellulari.
L'utilizzo della terapia cellulare per queste ed altre malattie, invece, permetterebbe la reintegrazione con nuove cellule, la riattivazione degli elementi considerati persi e la disinibizione delle cellule in sitù “dormienti”.
Si potrà arrivare in struttura complessa d'eccellenza dedicata (biologica-clinico-chirurgica oculistica) alla creazione integrata di una “ocular cell and tissue factories”.
In quest'ambito poi, nell'immediato post-mortem, il prelievo di cellule nervose retiniche umane né permetterà l'utilizzo per alcune malattie neurologiche altamente invalidanti.
Inoltre le staminali adulte prelevate dal midollo osseo o dai capelli del paziente stesso potranno, in casi particolari (ad esempio per danni retinici estesi e/o se non si auto-modulano in loco), essere ri-programmate ed espanse in vitro rendendole embrionarie (senza alterarne il DNA), con successivo autoinnesto oculare.
Questi studi nonché le relative applicazioni finalizzate potrebbero in un prossimo futuro riscrivere le regole ed i cardini della terapia oculare, con l'eliminazione di molti dogmi e tradizioni consolidate ed in particolare ritardare lo sviluppo delle malattie oculari senili, con risvolti socio-sanitari evidenti e preminenti.
1) B.Boles Carenini, M.Musso, R.Nuzzi
Il trattamento laser della membrana neovascolare sottoretinica maculare
Atti del LXVIII Congresso S.O.I.,Roma, 24-27 novembre 1988,p.35.
2) F.M.Grignolo,R.Nuzzi,C.Cracco
Biological bases for retinal regeneration and trasplant
Acts 3rd International Congress on vitreoretinal surgery,Rome,September 12-14,1991,434.
3) B.Boles Carenini, R.Nuzzi
Laser treatment of glaucoma
Current Opinion in Ophthalmology, Current Science, Vol 3, 178, 1992 .
4) Nuzzi R., Mollo M., Poggio V.:
Topographic evaluation by fluorangiograph examination of pigment epithelium alterations in the fellow eye of patients suffering from central serous chorioretinitis.
N. Trends Ophth. VIII, 2, 103-106, 1993.
5) NUZZI R., FINAZZO C., GRIGNOLO F.M.: Modification de l'innervation adrenergique de la choroide pendant la senescence
J.Fr.Ophtalm. 19, 2, 89-96, 1996.
6) NUZZI R.,DONATI S.,RECLUTA E.,VERCELLI A.: Cellule staminali e possibilità di una riabilitazione biologica in esiti di patologie retiniche e/o del nervo ottico: aspetti preliminari e possibili applicazioni.
Atti 9° Congr. GISI, Roma,30/11/2001,8-9.
7) PALANZA L.,NUZZI R.-REPICI M.-VERCELLI A.: Ganglion cell apoptosis and increased number of NADPH-D positive neurones in the rodent retina in an experimental model of glaucoma.
1° Meeting Italian Greek Gluaucoma Societies. Prague, 21 marzo 2001
Acta Oftalmol.Scandin.80,Suppl.236,47,2002.
8) NUZZI R.,DONATI S.,COMETTO A.,GRIGNOLO F.M.: La riabilitazione “biologica” nelle maculopatie giovanili.
Minerva Ophthalmol. 2002, 44.
9) NUZZI R.,DONATI S.,BROGLIATTI B.,GRIGNOLO F.M: La riabilitazione “biologica” nel glaucoma.
Minerva Ophthalmol. 2002, 44.
10) PALANZA L.,REPICI M.,NUZZI R.,VERCELLI A.:Indicatori di morte neuronale nella retina di ratto in seguito a glaucoma sperimentale acuto.
XXVI Riunione SONO, Torino, 5-6 ottobre 2001.
Boll. Di Ocul. 81,Suppl. 2,57-60,2002.
11) NUZZI R.,PALANZA L..,DONATI S.,REPICI M.,VERTCELLI A.,BOLES CARENINI B: Modelli sperimentali di ipertono oculare acuto e cronico: espressione NADPH-diaforasica e meccanismi apoptonici in retine di roditori
XVII Riunione AISG, Rapallo 22-23 marzo 2002.
12) NUZZI R.,PALANZA L..,DONATI S.,REPICI M.,VERCELLI A.: Modelli sperimentali di ipertono acuto e cronico: possibili sperimentazioni farmacologiche antiglaucomatose.
XVII Riunione AISG, Rapallo 22-23 marzo 2002 .
13) BOLES CARENINI B., NUZZI R.: Action od induced hypertension and apoptosis: an experimental study in rat.
2° Meeting Italian-Greek Glaucoma Society. Barcellona, 19 marzo 2003.
14) MARINONE L., PALANZA L., NUZZI R.,VERCELLI A.: Apoptosis in the rat retina following transient ischemia.
13° Conv.Naz.It. per lo Studio della Neuromorfologia (G.I.S.N.). Bologna, 5-6 dicembre 2003.
15) MARINONE L.,VERCELLI A., NUZZI R.: Cellule staminali e retinopatie degenerative (Stem cells and degenerative retinopathies).
Minerva Oftalmologica, 46,1,1-3, 2004.
16) NUZZI R., FANTON G., CHOLEVA V.: Glaucoma ed impianto di cellule staminali: aspetti preliminari. Atti Ass. Ital. St. Glaucoma (AISG) XXII° Riunione 9-10 marzo 2007.
17) NUZZI R., FANTON G.: Strabismo. Enciclopedia Medica Italiana Agg. III, UTET-Torino 2007-2008, pagg. 3882 – 3888.
18) NUZZI R., FANTON G., MUZZI P., VERCELLI A.: Cellule staminali e apparato visivo. Enciclopedia Medica Italiana Agg. III, UTET-Torino 2007-2008, pagg. 2616 – 2626.
19) NUZZI R., BUSCHINI E., PIRAS A., VERCELLI A.: Age related macular degeneration and drusen: Neuroinflammation in the retina- Progress in Neurobiology 95 (Maggio 2011) pagg. 14-25.
20) NUZZI R., FERRERO I., GUNETTI M., RUSTICELLI D., ROAGNA B., FRONTICELLI BARDELLI F., FAGIOLI F.: The effect of in vitro exporuse of corticosteroid drugs on Mesenchymal stem cells: a possible winning combination therapy for Age- related Macular Degeneration- Stem Cells International 2012.
21) NUZZI R., GHIGO D., GAZZANO E., OLKHOVIKOVA O., ALDIERI E., GULINO G.R., Antioxidant effect of dexamethasone in cultured retinal pigment epithelial cells- Investigative Ophtalmology and Visual Science- Manuscript ID IOVS 12-9996- 2012- in corso di accettazione.
22) NUZZI R., TRIDICO F., : Local and systemic complications after intravitreal administration of anti-vascular endothelial growth factor agents in the treatment of different ocular diseases: a 5-year retrospective study- OPHTHALMOLOGICA 2012- in corso di accettazione.
