Source:
European Commission, DG Research
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Chi prima arriva...ha più allergie!
Bruna Pelucchi
Biologia | Articoli | * | Italiano
11/06/2008 Che i primogeniti fossero maggiormente a rischio di sviluppare allergie era noto da qualche tempo. Fino ad ora si era ritenuto che i secondogeniti sviluppassero un sistema immunitario più robusto ed efficiente perche' durante la prima infanzia contraevano numerose infezioni dai loro fratelli maggiori. Un recente studio di un gruppo di ricercatori dell’Università del South Carolina diretto dal Dott. Wilfried Karmaus ha invece scoperto che la maggiore suscettibilità alle allergie dei primogeniti dipende da fattori prenatali. In particolare alla prima gravidanza il neonato ha maggiori probabilità di presentare una variazione genetica correlata al rischio di asma ed allergie.
I risultati della ricerca sono stati presentati alla Conferenza Internazionale della American Thoracic Society che si è tenuta a Toronto il 21 maggio. Il team di ricercatori ha analizzato il sangue prelevato dal cordone ombelicale di 1200 neonati dell’isola di Wight, in Inghilterra, dosandone il contenuto in IgE. Le IgE sono una delle 5 classi di anticorpi (o immunoglobuline) presenti nel nostro organismo ed il loro livello nel sangue ė correlato ai problemi allergici. L’elevato livello di anticorpi nei neonati era legato ad una variante del gene IL13 che controlla la produzione di una particolare proteina utilizzata nella comunicazione tra cellule, la citochina. La citochina a sua volta regola la produzione degli anticorpi. I neonati sono stati seguiti in uno studio longitudinale per verificare il rischio di allergia negli anni successivi: i bambini che alla nascita presentavano i maggiori livelli di IgE erano anche quelli con la maggiore reattività ai test cutanei (skin prick test) effettuati al quarto ed al decimo compleanno. Negli ultimi 30 anni, nei paesi industrializzati si è assistito ad una crescente incidenza di problemi allergici nei bambini. Questa scoperta ne rende almeno parzialmente conto. A causa del calo demografico, infatti, la percentuale di bambini che sono figli unici, e conseguentemente primogeniti, è in costante aumento. La scoperta che i primogeniti si trovino in un ambiente uterino differente rispetto a quello che accoglierà i loro fratelli minori e di per sé notevole ma particolarmente sorprendente è che gli effetti si mantengano così a lungo, fino al decimo anno di età. La comprensione degli esatti meccanismi in gioco potrebbe consentire in futuro di mettere in atto strategie per la prevenzione dell’asma e delle allergie. BIBLIOGRAFIAKarmaus W., and Botezan C., Does a higher number of siblings protect against the development of allergy and asthma? A review. J Epidemiol Community Health, 56(3):209-17, 2002 SITOGRAFIAAmerican Thoracic Society University of South Carolina Personal Page Dott. Karmaus |
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