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Terapie a base di cannabis

[23/05/2004] Una certezza o una possibilità in corso di sperimentazione? Recentemente è emerso un tema che spacca a metà la comunità scientifica: è vero che la cannabis ha proprietà terapeutiche? E se le ha, è giusto liberalizzarne l'uso? E' vero che è così pericolosa o in realtà è un prezioso rimedio finora sottovalutato? Le notizie che arrivano al pubblico molto spesso sono incomplete perciò al lettore risulta difficile farsi un'opinione reale, completa e consapevole. Cannabis Sativa Immagine - 1 - Cannabis Sativa ©Wikimedia Commons, http://commons.wikimedia.org/wiki/Main_Page Molto spesso si sente parlare di cure che sembrano miracolose: è successo per gli antidepressivi che sono stati scambiati per "pillole della felicità" e per la cura di Bella che era stata vista come la definitiva e completa sconfitta del cancro, una delle malattie che più affligge il nostro secolo. E' giusto che un paziente si entusiasmi per un nuovo spiraglio di guarigione che gli si presenta ma è anche giusto che sia informato di tutti i rischi che la terapia comporta.

Scelta oculata del farmaco a seconda del caso

Non tutti i farmaci inoltre vanno bene per ogni caso, bisogna vedere il rischio che si corre per il beneficio che si vuole ottenere: voi dareste ad una persona che soffre di un leggero mal di testa della morfina per alleviare il dolore? Sicuramente no, anche se è uno degli analgesici più potenti, non vale la pena correre il rischio di dipendenza per un sollievo che si può avere anche con altre molecole meno rischiose!!

La Cannabis sativa

La Cannabis sativa, comunemente detta marijuana, è una pianta nota per le sue proprietà euforizzanti il cui principio attivo è il delta9tetraidrocannabinolo (THC). molecola del thc Immagine - 2 - Struttura chimica del THC

Effetti dei cannabinoidi

Assunti per via inalatoria, i cannabinoidi producono uno stato d'euforia (spesso accompagnato da risate incontrollate), seguito da rilassamento e sonnolenza. Durante lo stato d'euforia, si ha un'alterazione delle percezioni visive, uditive e temporali con mancanza della capacità di concentrazione ed a volte allucinazioni. L'alterazione sensoriale è stata scientificamente dimostrata da un gruppo di ricercatori dell'Università della Georgia, attraverso un esperimento fatto sui ratti. Gli animali sono stati messi in un box equipaggiato con un'apparecchiatura per far sentire i suoni e due leve retrattili. I ratti sono stati addestrati a riconoscere due tipi di suoni, brevi (della durata di quattro secondi) e lunghi (sedici secondi) e, secondo il suono percepito, a premere l'una o l'altra leva per ricevere cibo come gratificazione. Dopo la somministrazione dei cannabinoidi agli animali, si è osservato che questi non erano più in grado di distinguere i due stimoli, quindi la loro percezione sensoriale era stata alterata da queste sostanze.

Terapie a base di cannabis

La cannabis sembra abbia anche proprietà terapeutiche ed a questo proposito, da qualche anno in Italia è possibile curare alcuni sintomi della sclerosi multipla con i derivati della cannabis. Gli studi che sono stati effettuati a questo proposito, hanno però portato a risultati contrastanti e sicuramente non conclusivi e chiari. Nell'importante rivista Neurology è stato pubblicato uno studio in doppio cieco dai risultati deludenti: nei pazienti con sclerosi multipla trattati con cannabinoidi non c'era un miglioramento del tremore rispetto a pazienti trattati con placebo. I test sono stati fatti dal medico seguendo parametri obiettivi e misurando le risposte dei pazienti prima e dopo il trattamento. Sulla rivista Lancet è stato pubblicato un altro studio, che valutava la spasticità muscolare sia tramite parametri obiettivi (attraverso la scala di Ashworth), che attraverso colloquio col paziente (parametri soggettivi). Secondo la valutazione obiettiva data da questa scala, i pazienti non hanno mostrato miglioramenti rispetto a placebo. Invece, dal colloquio col medico, sono apparsi dei miglioramenti nei sintomi, quindi è da valutare se questo tipo di scala è troppo poco sensibile e se effettivamente la cannabis ha un effetto terapeutico. I cannabinoidi sono anche stati sperimentati nel trattamento di nausea e vomito indotto da chemioterapici e per aumentare l'appetito nei pazienti immunodepressi; in questo caso però è meglio essere cauti, in quanto è stato visto un effetto immunosoppressivo dei derivati della Cannabis, per questo è opportuno monitorare gli effetti e valutare caso per caso l'eventuale utilizzo.

Gravi effetti collaterali

Tra gli effetti pericolosi della cannabis è opportuno segnalare che alti dosaggi possono scatenare allucinazioni ed attacchi di panico e, dopo uso prolungato è stata anche descritta una sindrome "da demotivazione" con mancanza di interessi e di cura per se stessi. Uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha dimostrato anche che i cannabinoidi aumentano il rischio di depressione e schizofrenia. Sono stati osservati 1600 studenti utilizzatori di cannabis con i seguenti risultati: i consumatori quotidiani avevano il quintuplo della probabilità di ammalarsi di depressione, quelli settimanali il doppio, inoltre il rischio di sviluppare schizofrenia era aumentato del 30%.

Conclusioni

Valutare bene se e quando utilizzare i cannabinoidi in terapia, analizzando bene i pazienti cui è destinata ed i rischi di effetti collaterali che ci possono essere. Gli studi finora fatti hanno portato a risultati contrastanti e sicuramente non esaustivi e chiari per cui è necessario approfondire il ruolo terapeutico dei cannabinoidi sia nel trattamento della sclerosi multipla che in eventuali altre patologie.

Bibliografia

Cannabinoids for control of chemotherapy induced nausea and vomiting: quantitative systematic review. British Medical Journal 2001, Volume 323, pp 16-21; The effect of cannabis on tremor in patients with multiple sclerosis. Neurology 2004, April 13; 62 (7): 1105-9; Cannabinoids in Multiple Sclerosis Trial: Lancet 2003, Nov 8, 362 (9395): 1517-1526; Cannabis use and mental health in young people: cohort study. British Medical Journal Volume 325, pp 1195-8.

Sitografia

Rat study conducted by UGA researchers suggests that cannabis interferes with sustained attention. www.uga.edu Neurology www.neurology.org Lancet www.thelancet.com British Medical Journal www.bmjjournals.com