Source:
European Commission, DG Research
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La valorizzazione degli scarti di produzione agroalimentare
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Chimica | Articoli | *** | Italiano
21/05/2008 Autori:Barbara Nicolaus, Annarita Poli, Giuseppina Tommonaro Barbara Immirzi, Mario Malinconico Maria Grazia Volpe La valorizzazione degli scarti di produzione agroalimentareGli scarti di lavorazione del pomodoro derivano in parte dai difetti riscontrati sulla materia prima in arrivo (pomodori immaturi o con gravi difetti di pigmentazione, pomodori lesionati sia per cause meccaniche sia per azione microbica) e in parte dal processo stesso di trasformazione e di lavorazione (residui di lavorazione, scarti di raffinazione, di pulitura, bucce e semi). Un’analisi preliminare rivela che il 50% dello scarto è rappresentato da fibre, il 18% da proteine e il 10% da grassi, oltre a quantità non trascurabili di carotenoidi, quali licopene e beta-carotene, e sostanze con attività antiossidante. Composizione dello scarto tipo derivante dalla lavorazione del pomodoro.Nelle fibre risulta abbondante la presenza di polisaccaridi, sia come costituenti della parete cellulare (cellulosa, pectine, emicellulosa), sia come materiali di riserva (amido).
Scarti di lavorazione industriale del pomodoro.Verificata la fattibilità tecnica del riciclo degli scarti di lavorazione del pomodoro, il lavoro svolto dal nostro gruppo di ricerca ha avuto come principale obiettivo la nobilitazione di semi e bucce per il recupero di biomolecole d'interesse quali i polisaccaridi (Strazzullo et al. 2003). È stato messo a punto un metodo rapido di estrazione di polisaccaridi a partire dagli scarti di lavorazione del pomodoro. Si tratta di un metodo a basso impatto ambientale (quindi con un impiego limitato di solventi organici), di facile applicazione e in grado di fornire buone rese di prodotto con un ridotto tempo di trattamento. Il passo successivo è stato la caratterizzazione chimico-fisica del polisaccaride ottenuto, al fine di valutare le eventuali proprietà reologiche del polimero. Studi addizionali hanno permesso di applicare la metodica di estrazione del polisaccaride anche ad altri scarti vegetali, come ad esempio quelli ottenuti dal "frutto della passione". Questo frutto, conosciuto anche col nome "Granadilla" (Passiflora liguralis) (Tommonaro et al. 2007), è molto diffuso nei paesi latinoamericani dove è cospicua la produzione industriale del suo succo. Ulteriori studi sono in corso non solo per il recupero di polisaccaridi da altri scarti vegetali quali la carota e il finocchio, ma anche per il loro eventuale utilizzo nella produzione, a basso costo, di biomasse microbiche. Le potenzialità biotecnologiche di tali biopolimeri sono state sperimentate e ottimizzate al fine di realizzare biomateriali da utilizzare in differenti settori come l'agricoltura (solarizzazione e pacciamatura) e il settore farmacologico. |
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