Source:
European Commission, DG Research
| home | lswn | team | privacy | contatti | impressum |
Tavola periodica e nuovi elementi
Paolo Micheli
Chimica | Articoli | *** | Italiano
Per un chimico o per chi studia chimica, la tavola periodica degli elementi è uno strumento essenziale ed allo stesso tempo affascinante per la sua semplicità e praticità, che svela una notevole potenzialità.
Dmitri Ivanovich MendeleevIl merito di quest’invenzione (1869) si deve al chimico russo Dmitri Ivanovich Mendeleev (Tobolsk, Siberia, 8/02/1834 - San Pietroburgo 02/02/1907) che dispose gli elementi allora noti, in uno schema di gruppi e periodi (colonne e righe) in ordine di peso atomico crescente poiché il concetto di numero atomico non era ancora conosciuto. Il fatto che il numero atomico (n° dei protoni che è uguale al n° degli elettroni, in un elemento allo stato fondamentale), cresca con il peso atomico ha permesso a Mendeleev di disporre, inconsapevolmente, gli elementi con il n° di elettroni crescente. La tavola periodica è divisa in blocchi (colonne in Immagine - 1) che individuano il tipo d’orbitale che è riempito lungo il periodo (righe in Immagine - 1). il numero del periodo di un elemento corrisponde al numero quantico principale che individua il guscio elettronico di valenza dei suoi atomi.
Tutti gli elementi di uno stesso gruppo hanno la medesima configurazione di valenza con valori crescenti di numero quantico principale. La forza straordinaria della tavola periodica risiede nel fatto che la periodicità della configurazione elettronica si riflette anche nella periodicità delle proprietà fisiche. Questo ha permesso a Mendeleev di prevedere le proprietà d’alcuni elementi mancanti (non ancora scoperti) con notevole precisione. In teoria non ci sono limiti per quanto riguarda il numero di elementi chimici da collocare nella tavola. Attualmente, sono circa un centinaio gli elementi presenti tra quelli naturali e quelli preparati sinteticamente attraverso esperimenti e reazioni con acceleratori di particelle. Proprio attraverso questi studi che sono individuati nuovi elementi e sono poi collocati nella tavola. Questi esperimenti hanno diversi scopi tra i quali quello di verificare la stabilità degli elementi transuranici non presenti in natura. L’uranio è l’elemento naturale più pesante esistente. Elementi più grandi tendono a rilasciare l’energia interna che posseggono (somma delle repulsioni fra elettroni e fra protoni, forze nucleari) attraverso il decadimento radioattivo. Studi teorici hanno portato a sviluppare una teoria, denominata "isola di stabilità" che racchiude elementi con configurazione elettronica che riesce a bilanciare le forze nucleari e risultato stabile. Recentemente, gli elementi 113 e 115 sono stati sintetizzati e rilevati per la prima volta da parte di un gruppo di ricerca russo del Dubna’s Joint Institute for Nuclear Research insieme ai colleghi del Lawrence Livermore National Laboratory. L’esperimento ha visto il bombardamento, attraverso acceleratori di particelle, di un bersaglio costituito da americio (Am) con un raggio di ioni calcio (Ca): 243Am + 48Ca, xn + 291-x115 Osservando i prodotti della collisione è stato possibile osservare, per circa 100ms, un elemento con n° atomico 115 che emettendo un nucleo di 4He (decadimento a) ha prodotto un altro nuovo elemento di n° atomico 113. Nei successivi 20s l’elemento 113 ha rilasciato energia con i suoi decadimenti fino a recuperare l’elemento 105, al qual è stato recentemente assegnato il nome di dubnium. A prima vista, queste sembrano scoperte che soddisfano solo la curiosità degli scienziati e che ciò ha scarsa rilevanza nella tecnologia di tutti i giorni. In realtà, questi nuovi traguardi devono essere raggiunti per capire il limite, se e dove esiste, dei nuclei degli atomi. Elementi poco conosciuti, come quelli del gruppo dei Lantanidi e/o Attinidi (vedi uranio, U), sono i costituenti di parti elettroniche e meccaniche d’alcune apparecchiature scientifiche d’uso comune come la risonanza magnetica. ConclusioniLa scoperta di nuovi elementi non serve solamente a riempire gli spazi vuoti della tavola periodica ma a riempire i vuoti della nostra conoscenza con nuovi strumenti che, col tempo, potrebbero essere applicati. Certamente, come ogni aspetto della ricerca pretende, c’è bisogno di tempo per raggiungere il risultato finale, tuttavia si vede chiaramente come uno strumento inventato più di cent’anni fa, sia ancora utile e molto interessante. SitografiaA Periodic Table of the Elements at Los Alamos National Laboratory WebElements periodic table The Pictorial Periodic Table Mendeleev Dmitriy Mendeleev Online LANLCD - Los Alamos National Labs Chemistry Division JINR - Joint Institute for Nuclear Research JINR - Joint Institute for Nuclear Research LLNL - Lawrence Livermore National Laboratory BibliografiaOganessian, Y.T. et al. Experiments on the synthesis of elements 115 in the reaction 243Am (48Ca, xn)291-x115, Physical Review C, 69, 021601(R), 2004; Chemical&Engineering News, Vol.82, N.6, 2004; DOWNLOAD SOFTWARE:
|
LSWN.eu SustainMake a donation for LSWN - Le Scienze Web News European Guide Science MuseumsLSWN.eu Highlighted EventsR&D Research and DevelopmentMedilit http://rd.lswn.it is a new Italian joint venture partnership created with the primary aim of providing an important reference point for the collection and placement of existing patents, projects and innovative technologies from Italy and abroad. Advertising
LSWN.eu SocialLogin utente |
|
|