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L'età delle stelle, risolto un giallo astronomico

Grazie al Telescopio Spaziale Hubble (HST) della NASA e dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), un gruppo di ricercatori italiani e statunitensi ha risolto un dilemma che da tempo era diventato un vero rompicapo per gli astronomi.

Usando l'eccezionale capacità di HST di vedere oggetti deboli, alcuni anni fa, lo stesso gruppo aveva identificato nell'ammasso stellare aperto NGC 6791 nella costellazione della Lira tre gruppi di stelle che mostravano avere tre età diverse.

immagine da terra di NGC6791
Immagine - 1 - a sx immagine da terra di NGC6791. In alto a dx immagine ripresa dell'Hubble Space Telescope. In basso a dx un ingrandimento dell'immagine che mostra le nane bianche (quelle cerchiate in blu sono le nane bianche più luminose. ©http://hubblesite.org/

Immagine 1 - [JPG file, 1000 x 730 px]

Questo risultato è rimasto un vero e proprio puzzle per alcuni anni, in quanto gli astronomi hanno sempre ritenuto che le stelle degli ammassi stellari si siano formate tutte contemporaneamente e quindi abbiano tutte la stessa età .

Invece, in NGC 6791 le stelle non evolute, molto simili al Sole e che come il Sole stanno ancora bruciando idrogeno nel loro nucleo centrale, hanno una età di 8 miliardi di anni, mentre le loro sorelle nate con una massa più grande e che ora sono in fase di spegnimento sotto forma di nana bianca sembravano dividersi in due gruppi: uno con una apparente età di 4 miliardi di anni e uno di 6.

È come se gli astronomi si fossero trovati davanti un orologio con tre quadranti, ognuno dei quali avanza con un ritmo diverso dagli altri.

Dopo ulteriori osservazioni con HST e ulteriore lavoro teorico gli astronomi sono riusciti a capire che in realtà le nane bianche più giovani apparivano tali solo perché sono in sistemi binari, due nane bianche in orbita uno attorno all’altra.

Immagine 2 Gli oggetti usati dagli astronomi per stimare l’età delle stelle
Immagine - 2 - Gli oggetti usati dagli astronomi per stimare l’età delle stelle

Anche l’enorme potere risolutivo di HST non può distinguere le due singole stelle a causa della enorme distanza di NGC 6791 (13300 anni luce): così la loro luce combinata le fa apparire più brillanti. Ed è questa anomala luminosità che ha fatto pensare fossero più giovani.

Questo risultato conferma come molte stelle nella nostra Galassia, anche all’interno degli ammassi stellari, non viaggiano da sole (come il nostro Sole), ma siano in sistemi che comprendono due o più stelle in mutua attrazione gravitazionale.

Gli autori di questa scoperta sono molto sollevati per aver sistemato uno degli orologi di NGC 6791, in quanto le nane bianche (stelle che, esaurito il loro combustibile nucleare, si stanno lentamente spegnendo) sono spesso usate per misurare l’età degli ammassi.

Ora si tratta di sincronizzare gli altri due orologi, ma questo è più semplice in quanto basterà individuare il meccanismo che rallenta il tempo di raffreddamento di una nana bianca.

Tra i ricercatori che hanno finalmente chiarito quello che era diventato un inspiegabile enigma astronomico ci sono il Professor Giampaolo PIOTTO, Direttore della Scuola di Dottorato di Ricerca in Astronomia dell’Università di Padova, e il Dott. Luigi BEDIN, allievo del Professor Piotto, ora ricercatore presso lo Space Telescope Science Istitute of Baltimora.

Immagine 3 - Prof. Giampaolo Piotto
Immagine - 3 - Prof. Giampaolo Piotto

Hanno collaborato alla ricerca anche il Dott. Antonino Milone, dottorando in Astronomia a Padova, il Dott. Santi Cassisi dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Collurania, il Prof. Maurizio Salaris della Liverpool John Moores University in Inghilterra, il Prof. Ivan R. King dell’University of Washington in USA e il Dr. Jay Anderson dello STSCI di Baltimora.

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