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Lo sguardo altrui: modifica le nostre scelte e come ne valutiamo gli esiti

22/10/2008 Il lavoro, che indaga il modo in cui la presenza degli altri influisce sulle nostre decisioni, è stato condotto dagli economisti Nadège Bault, Giorgio Coricelli e Aldo Rustichini e verrà pubblicato sulla rivista PLoS ONE Rovereto - La celebre lotteria olandese "Postcode" prevede l’estrazione dei biglietti vincenti sulla base non della matrice del tagliando, ma del codice postale di residenza. Se viene estratto il codice postale della tua zona, sarai circondato da vicini di casa vincitori, improvvisamente ricchi. Al rammarico per non aver acquistato un biglietto, si aggiunge un intenso sentimento di invidia. Le cronache riportano il caso di una donna di una cittadina nel sud dei Paesi Bassi frustrata e disperata che ha fatto causa alla lotteria per danni morali. Il modo in cui valutiamo gli esiti delle nostre scelte dipende dal contesto in cui stiamo agendo. Analogamente, modifichiamo i nostri comportamenti di scelta sulla base della presenza o meno dei nostri simili, anche quando sono solo spettatori. Questi i risultati di uno studio relativo all’influenza sulle nostre scelte dello status sociale, condotto da un gruppo di economisti e neuroscienziati delle università di Lione, di Trento e del Minnesota e che sarà pubblicato sulla rivista PLoS ONE il 22 ottobre,. I ricercatori hanno indagato in che modo gli individui valutano i risultati delle proprie scelte nei contesti individuale e sociale e se, ed in che modo, i due diversi contesti influenzano le decisioni anche di tipo finanziario. Cosa accade quando non siamo soli ma attorno a noi agiscono anche altri individui? Lo studio dimostra che, in questa situazione, le emozioni legate al successo e all’insuccesso di un’azione hanno intensità diversa e agiscono in modo differente. Inoltre, di fronte ad un interlocutore debole, tendiamo a compiere scelte audaci; al contrario, diventiamo prudenti quando è l’altro ad essere ardito.

Emozioni sociali competitive più forti delle corrispettive emozioni individuali

Prendere delle decisioni è qualcosa che facciamo quotidianamente così come valutarne le conseguenze. Spesso ci perdiamo in ragionamenti controfattuali, ricostruendo mentalmente come sarebbe evoluta la situazione "se" avessimo deciso altrimenti. Il senso di sollievo legato al successo di una scelta scompare quando valutiamo che l’alternativa avrebbe portato a conseguenze migliori; in questo caso, rimpiangiamo di avere fatto la scelta sbagliata. Rimpianto e sollievo sono emozioni legate alla valutazione di un comportamento di scelta, quindi nate da un ragionamento, eppure sono decisive per aggiustare i comportamenti futuri. Cosa accade quando ci troviamo in un contesto sociale? In questo caso, di fronte ad un esito favorevole delle scelte altrui, proviamo invidia (l’analogo sociale del rimpianto). Invece, quando a vincere siamo noi, non c’è empatia o solidarietà che tenga: a prevalere è sempre il gloating, termine che sta ad indicare la gioia maligna per la sventura altrui. Non solo. In un contesto sociale, ci dicono i ricercatori, la risposta emotiva ad una determinata scelta, sia essa stata fallimentare o di successo, cambia di intensità a causa dell’ “effetto confronto�: le emozioni sociali hanno effetti maggiori delle loro controparti private. Inoltre, operano in modo diverso e influiscono in modo profondo sul nostro comportamento. Se nelle scelte individuali le perdite contano emotivamente più delle vincite, nel sociale a prevalere è l’effetto competitivo. "In molte situazioni, è importante superare gli altri: in questo caso, il gloating è comprensibile – ha detto l’economista Giorgio Coricelli, ricercatore del Centro Mente Cervello dell’Università di Trento e dell’Institut des Sciences Cognitives, Centre de Neuroscience Cognitive, CNRS all’università di Lyon – Ma i contesti sono diversi e a volte cambia la prospettiva d’azione: l’importante diventa minimizzare l’invidia, la distanza sociale tra me e gli altri. Dovrò dunque adeguarmi e livellarmi agli altri. Ciononostante, non appena l’essere umano si trova in un contesto sociale, anche se di minima interazione e privo di elementi di competizione indotti, a prevalere in lui è la preoccupazione per il suo status. E questo ha pesanti implicazioni sul suo comportamento di scelta". Vediamo i dettagli. Nello studio, i soggetti hanno giocato ad una lotteria, senza che mai l’azione degli uni influenzasse guadagni e perdite degli altri. La risposta emotiva veniva registrata tramite la misurazione del battito cardiaco e della conduttanza cutanea, attraverso dei sensori posti sulla pelle. Nonostante l’abolizione di ogni elemento di competizione, è emerso che la gioia provata per la perdita altrui, il gloating, è maggiore dell’invidia in caso di vincita dell’avversario. Al contrario, quando il giocatore è uno solo, il suo rimpianto per una perdita è più intenso del sollievo provato in caso di successo. Le emozioni sociali di tipo competitivo sono più forti delle loro controparti private anche quando in laboratorio non viene indotto alcun aspetto competitivo. Le valutazioni soggettive rilasciate al termine di ogni giocata sono consistenti con i valori fisiologici misurati.

Influenza dell’ambiente sulle scelte: perdite e guadagni sociali

Infine, i soggetti sono stati messi di fronte a scelte dal diverso livello di rischio e a gruppi di avversari diversi per comportamento di gioco. Anche qui, è emerso che nel sociale la soddisfazione per una vincita è maggiore del dispiacere conseguente ad una perdita, contrariamente a quanto accade nel privato. Coerentemente con la teoria della “complementary perspective�, evidente nelle relazioni posturali, di fronte ad un interlocutore debole tendiamo a compiere scelte audaci; al contrario, diventiamo prudenti quando è l’altro ad essere ardito. Quello che accade è che adottiamo il comportamento che risulta più soddisfacente in un ambiente competitivo. Questa diversa valutazione dei pesi relativi di guadagni e perdite che adottiamo - spesso senza averne consapevolezza - nei diversi contesti sociale ed individuale può essere ricondotta al diverso impatto che un esito infausto può avere nell’ambiente individuale (è in gioco sopravvivenza fisica dell’individuo) rispetto ad un fallimento riguardante lo status. Risalire la scala gerarchica del nostro gruppo e diventare dominante può dare immensi vantaggi, sessuali e alimentari. Tuttavia, se essere il primo è molto meglio che essere secondo, tra tutti gli altri in classifica non esistono in fondo differenze radicali (“il primo piglia tutto� o come dicono gli inglesi “close but no cigar�). I ricercatori proseguono le loro ricerche in questo settore, analizzando il ruolo delle emozioni complesse di rimpianto e invidia nei pazienti con lesioni ai lobi frontali e negli autistici, attraverso dati comportamentali e dati raccolti con strumentazioni di neuroimaging come la risonanza magnetica. Interdependent utilities: How social ranking affects choice behavior Nadège Bault*, Giorgio Coricelli*†§ and Aldo Rustichini‡§ *Institut des Sciences Cognitives, Centre de Neuroscience Cognitive, CNRS UMR5229, Université Lyon1, 67, Blv. Pinel 69675 Bron, France †Center for Mind/Brain Sciences, CIMeC, University of Trento, Via delle Regole, 101, 38060 Mattarello, Trento Italy ‡Department of Economics, University of Minnesota, 271 19th Avenue South, Minneapolis, MN 55455, USA http://dx.plos.org/10.1371/journal.pone.0003477

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