Trieste – Gestione delle risorse idriche e ittiche, degli ecosistemi naturali e d’acqua dolce. Mitigazione del rischio sismico. Confinamento geologico dell’anidride carbonica. Studio del clima attraverso crociere scientifiche ai Poli e osservazione degli oceani e dei loro parametri chimico-‐fisici e biologici.
Sono solo alcuni dei filoni di ricerca di cui si occupa l’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale), un ente di ricerca a carattere multidisciplinare attivo nel campo delle Scienze della Terra che – se verrà approvato il decreto Monti sulla spending review – è destinato alla soppressione.
Nella bozza recante le “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica, ad invarianza dei servizi ai cittadini”, a pagina 46 si legge: “Dalla data di entrata in vigore del presente decreto l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale è soppresso e i relativi organi statutari decadono …”. Il che, tradotto in altri termini decreta la fine di un istituto nato nel 1753 e cresciuto nel corso dei secoli fino a diventare un ente che si pone costantemente al servizio del Paese, sviluppando in parallelo una marcata vocazione alle ricerche di calibro internazionale.
Il destino che gli riserva il suddetto decreto è di accorpamento all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), ente con cui l’OGS ha in essere solide e proficue collaborazioni, ma solo per quel che concerne il terreno comune della sismologia, dacché le specificità dell’OGS spaziano in settori assai diversi rispetto all’ente romano.
“Nel 2011 – fa notare amareggiata Maria Cristina Pedicchio, Presidente di OGS – l’OGS ha partecipato a 130 progetti di ricerca, 42 dei quali a livello internazionale, fornendo al contempo servizi specifici al Paese e a terzi. Attualmente i progetti in essere sono 96, di cui 40 internazionali, ma a dicembre dovrebbero essere 159. Le tematiche di cui ci stiamo occupando centrano in pieno gli obiettivi dei recenti documenti Europe 2020, Innovation Europe e Horizon 2020, che puntano – come ha da tempo recepito l’OGS in modo autonomo - al rafforzamento delle politiche di ricerca e innovazione”.
Non potrebbero esserci progetti senza il supporto di adeguate infrastrutture di ricerca. Dice ancora Pedicchio: “Le infrastrutture di ricerca sono elementi basilari della competitività europea, e l’OGS è coinvolto nell’attuazione di due infrastrutture: EURO ARGO e PRACE, rispettivamente un sistema mondiale di osservazione degli oceani in situ basato su misure di profilatori autonomi, galleggianti di superficie, alianti sottomarini e navi di opportunità, e un’iniziativa europea ideata per fornire risorse computazionali di eccellenza alle comunità scientifiche europee”.
A completare il quadro l’OGS Explora, l’unica nave da ricerca con capacità oceaniche di proprietà di un Ente pubblico attualmente esistente in Italia, inserita tra le cinque piattaforme di ricerca europea nel progetto europeo di infrastrutture Eurofleets, e un aeromobile destinato sia alla ricerca che alle attività di servizio, che permette di acquisire dati telerilevati (laser a scansione, termici, fotografici, iperspettrali) e di effettuare campionamenti diretti della colonna atmosferica per la determinazione della qualità dell’aria (concentrazione CO2, polveri sottili).
“Il nostro Paese ha deciso, in passato, di investire nell’OGS. E le ricadute positive sono sotto gli occhi di tutti”. Non solo servizi alla società sotto forma di reti sismometriche fisse e mobili, monitoraggio dei corpi idrici, studio degli argini cedevoli dei fiumi, monitoraggio dell’Alto Adriatico e del Mediterraneo. Ma anche una cospicua attività di trasferimento tecnologico e otto brevetti depositati, legati a tematiche geofisiche, di rilievo aereo e ad applicazioni di biologia marina. “Cancellare questo ente, con le sue specificità e le competenze acquisite negli anni, equivale a gettare via gli investimenti pubblici del passato, affossando il nostro Paese in un Medioevo scientifico dal quale, temiamo, già ora è difficile uscire”.
Trieste, 5 luglio 2012
Ogs (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale)
Ufficio Stampa
Dr. Cristina Serra - cserra AT inogs.it
