Il problema energetico è emerso con evidente priorità tra le sfide che l'umanità dovrà affrontare nei prossimi decenni.
In un recente articolo www.lswn.it/energia/articoli/le_dieci_sfide_globali_umanita abbiamo parlato delle fonti rinnovabili di energia come di quelle che costituiscono la migliore risorsa del futuro.
Ci pare però giusto sottolineare e divulgare il punto di vista di chi condanna gran parte di queste fonti, soprattutto quella solare ed eolica, a favore invece di un ritorno al nucleare.
Del nucleare stesso abbiamo già parlato, nel momento in cui Patrick Moore, fondatore di Greenpeace, ha deciso di schierarsi a suo favore.
A dispetto del suo ottimismo a senso unico, abbiamo evidenziato dubbi e perplessità sul nucleare. Questa volta dobbiamo riconsiderare anche i limiti della fonte rinnovabile per eccellenza: il sole.
Durante la conferenza "Le dieci sfide globali del pianeta", tenutasi Domenica 1 Ottobre nel corso del festival Bergamo Scienza, il Professor Franco Battaglia, docente di chimica dell'ambiente all'Università di Modena, si è pronunciato in termini molto negativi sulle capacità dell'energia solare.
Il sole è l'energia del passato. Fino a 100 anni fa dal sole si ricavava praticamente il 100% dell'energia di cui l'umanità necessitava, principalmente utilizzando la legna da ardere.
Grazie al sole si svolge la fotosintesi clorofilliana che fa vivere gli alberi, e il legname da essi ricavato deve quindi esser considerato come potenziale energia derivata dal sole.
Oggi l'energia solare soddisfa il 10% del fabbisogno mondiale.
L'energia che il sole irradia 365 giorni l'anno sarebbe sufficiente a tenere accesa una lampadina di 200 watt per 24 ore al giorno.
In realtà si deve considerare che l'energia solare deve essere trasformata in meccanica o elettrica, e che questo processo di trasformazione è altamente dispersivo: i 200 watt potenziali diventano 0.5 W/mq con l'idroelettrico o la legna da ardere, 1 W/mq con l'eolico, 20 W/mq coi moduli FV, e 100 W/mq coi collettori solari.
Del 10% dell'energia che ricaviamo dal sole, ben il 95% deriva dalla legna da ardere e dall'energia idroelettrica, che come mostrano i dati sembrerebbero essere gli utilizzi meno efficienti.
Va detto però che sono anche i più costanti, e permettono di essere usati nei momenti di effettivo bisogno.
Il solare fotovoltaico sembra essere fra i metodi più vantaggiosi per sfruttare l'energia solare.
Purtroppo però la sua efficienza non sembra tecnicamente destinata a produrre grandi salti di qualità nei prossimi anni. Inoltre, il suo costo è elevato, e proprio a causa dello stallo tecnico-qualitativo del prodotto, non potrà scendere nei prossimi anni.
Due limiti, sostiene Battaglia, difficilmente superabili.
Anche il solare termico, il più redditizio, è poco utilizzato: serve solo a scaldare aria e acqua, e gli vengono comunque preferiti gas o elettricità .
Ancor più svantaggiosi si rivelano i biocombustili, ovvero la legna da ardere: in buona parte dei casi il profitto che se ne ricava non è superiore ai costi di produzione.
Dall'analisi del Professor Battaglia emerge quindi un contesto di effettiva difficoltà per lo sviluppo del solare come energia del futuro. Meglio sarebbe tornare al nucleare.
Dalle diverse posizioni di scienziati e ambientalisti si comprende come il problema energetico, nel suo rapido e drammatico evolversi, sia da tutti condiviso.
Le soluzioni, rapide e condivise, ancora non ci sono.
David MacKay - "What's the highest efficiency a Solar-thermal power system could have?"
www.inference.phy.cam.ac.uk/sustainable/solar/thermal.html
David J.C. MacKay University of Cambridge
www.inference.phy.cam.ac.uk/mackay/
Patrick Moore (Environmentalist)
http://en.wikipedia.org/wiki/Patrick_Moore_%28environmentalist%29
