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Man the killer

A Padova il primo convegno internazionale di Archeologia Forense 18/12/2007 Scena del crimine, determinazione degli eventi prima e dopo la morte della "vittima", ricostruzione di una sepoltura accidentalmente danneggiata dall’uomo o da eventi climatici: non è la sceneggiatura di un telefilm o la trama di un giallo ma solo alcuni degli interventi dell’archeologia forense. L’archeologia forense, in senso stretto, è il frutto dell’applicazione dei metodi propri dell’indagine archeologica ai casi giudiziari che prevedono il recupero di resti umani dopo il loro occultamento. La disciplina, nel tempo, ha affinato tecniche e esteso i metodi di indagine tanto che gli stessi studiosi hanno sentito il bisogno di dover ridefinire i confini stessi della materia. Genocidi e morti violente sono, dall’alba dell’umanità, gli scheletri non metaforici nascosti nell’armadio dell’oblio dalle nazioni. Con questi corpi del reato le generazioni successive si confrontano e tentano di ricostruire ciò che è accaduto grazie all’aiuto dell’archeologia forense. Giovedì 20 dicembre, ore 10:00, in Aula Nievo del Palazzo del Bo, si terrà il convegno dal titolo "Man the killer, Forensic Archaeology", organizzato dal Dipartimento di Archeologia dell’Università degli Studi di Padova. Dopo i saluti di Elena Francesca GHEDINI, Direttore del Dipartimento di Archeologia, Gianpietro BROGIOLO, Direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia, Vittorio CASARIN, Presidente della Provincia di Padova, Giuliano DE MARINIS, Soprintendenza Beni Archeologici della Regione Veneto, il convegno prosegue con le relazioni di esperti internazionali sull’archeologia forense nello scenario giudiziario italiano e approfondimenti su scavi archeologici di varie epoche storiche.

Per informazioni:

Università degli studi di Padova

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