La simmetria di rotazione di Gauge come dimensione circolare supplementare si aggiunge alle n-dimensioni del mondo delle stringhe - Page 3


Leggi la pagina 1 - "La simmetria impone ad alcune particelle la presunta proprietà di non avere massa mentre ad altre il dualismo"

“I teorici delle stringhe ripongono grande speranza nel fatto che tutte la nostre nozioni di carica e di simmetria di gauge possano semplicemente discendere dalla segreta natura n-dimensionale del mondo (con n. maggiore di4)(5).”

SUL RAPPORTO GAUGE/STRINGA, ANOMALIA DUALISTICA CHE SI RIPETE.

A questo rapporto si include sempre una quinta dimensione, che si va ad aggiungere alle quattro canoniche dello spazio-tempo curvo. Da questo si intuisce subito che si assume il presupposto einsteiniano come oro colato.

In questo modo è dimostrato inevitabilmente che la teoria delle stringhe, è una teoria di compromesso, che non risolve l’anomalia percettiva 3D alla base, ma l’assume come base di partenza. Formulando le interazioni 3D-brane *(153) legate alle stringhe, si arriva a intuire una superficie a otto dimensioni.

All’interno di un contesto che ha una geometria decadimensionale. Il problema del dualismo irrisolto, si spiega indirettamente nelle risoluzioni a livello delle equazioni matematiche con tutto ciò che comportano a livello di limite gnoseologico tali risoluzioni.

Ma il problema legato all’anomalia dualistica sta proprio nel modo di concepire la struttura delle equazioni.

Come afferma Hooper "Per fare in modo che la teoria rispetti la simmetria di Gauge, bisogna aggiungere un altro termine all’equazione e, quando si capisce quale deve essere questo termine, si scopre che esso descrive una particella esattamente uguale al fotone." In altre parole, il principio di simmetria di Gauge ci dice che, se la natura contiene elettroni e positroni, deve anche contenere fotoni! …. Nella nostra equazione corretta della teoria elettromagnetica, abbiamo incluso in fotone con massa esattamente uguale a zero; se vogliamo, possiamo scrivere un altro termine nell’equazione, per dare massa al fotone. Quando lo facciamo, però, scopriamo che la nostra teoria non possiede una simmetria di Gauge.

Imponendo una simmetria di Gauge alla teoria dell’elettromagnetismo, siamo quindi obbligati a renderci conto che i fotoni devono essere assolutamente privi di massa”. Hooper 93-94.(6)

Ancora una volta nella simmetria di Gauge, che è quella base che giustifica la teoria delle stringhe e imposta i presupposti per le dimensioni extra che caratterizzano questa teoria, vale la concezione capovolta del reale, che sta alla base dell’anomalia, cioè non è la struttura matematica che si adegua alla realtà ma è quest’ultima che deve adeguarsi alla struttura simmetrica della matematica, … in questo modo, se vogliamo rispettare la struttura dobbiamo renderci conto che i fotoni devono assolutamente essere concepiti privi di massa. Questo principio assolutamente intoccabile, questa condizione irremovibile che la simmetria e la massa azzerata del fotone e tutte le altre restrizioni (l’allineamento dello spin) che la simmetria di Gauge e la spiegazione è data a livello matematico, soprattutto quella legata alla teoria quantistica di campo.

È questo il limite profondo della teoria delle stringhe, la base strutturale è nella matematica, la sostanza è nelle equazioni.

Tutte le equazioni che descrivono la dualità Gauge/stringhe hanno delle varianti, sono equazioni differenziali, ma il loro limite sta nella sua collocazione in un dualismo percettivo più ampio, descrivono ciò che accade in un intero arco SPAZIO - TEMPORALE.

Note:

(5) ibidem pag. 89-90 (6) Dan Hooper, Il lato oscuro dell’universo ed. Dedalo, pag. 93-94

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