Memoria, conoscenze ed informazione un corso per orientarsi nel futuro.


[20/02/2002] Memoria e storia sono i due versi di una stessa medaglia.

Conservare la memoria dei fatti è già di per sè un compito arduo.

Lo é di più oggi, alle soglie del terzo millennio.

Infatti la rivoluzione informatica in atto, cui si vogliono imputare parecchie soluzioni di conservazione e di archiviazione dei dati storici, non e' pienamente compiuta.

Conservare la memoria e proiettarsi verso il futuro e' quanto offre il Corso di perfezionamento in Saperi Storici e Nuove Tecnologie, diretto dall'eminente Prof. Francesco Barbagallo e che si svolge presso l'Università Federico II di Napoli, dipartimento di Discipline Storiche.

Il corso alla sua seconda edizione é il primo di questo genere nel Mezzogiorno ed e' rivolto ai giovani laureati in materie umanistiche.

La finalità che si propone, in special modo, é l'acquisizione delle conoscenze di base, teoriche e pratiche, delle applicazioni informatiche nei processi di studio, ricerca e didattica, in anni in cui l'informatizzazione sta investendo tutta la rete del sapere e del fare umano.

Si articola in due percorsi alternativi: storico ed archivistico-bibliotecario.

I percorsi hanno in comune un modulo generale e si differenziano in moduli specialistici, secondo la scelta.

Per entrambi e' prevista la frequenza di 20 ore di tirocinio presso enti pubblici ed imprese, con le quali vengono stipulate di anno in anno apposite convenzioni.

La durata finale di ciascun percorso e' di 100 ore. I docenti sono scelti tra i maggiori esperti in campo locale e nazionale e provengono da tutte le Università italiane.

Vero deus ex machina di tutta l'operazione e' il prof. Roberto Delle Donne, responsabile anche del Polo Informatico del Dipartimento.

Oggi i giovani (ma anche i meno giovani) sono sempre piu' attenti ed interessati alle nuove tecnologie ed ai loro riflessi nella vita quotidiana.

Notevoli, infatti, sono i nuovi scenari che si aprono di fronte a questi saperi, soprattutto per coloro che devono compiere il primo passo nel mondo del lavoro.

Le implicazioni sono talmente tante che diventa difficile anche solo elencarle in breve sintesi ed in spazi ristretti.

Pensiamo agli archivi: la memoria é formata da miliardi e miliardi di informazioni che nessuna mente umana potrebbe ritenere tutte senza grave sforzo.

Il computer é l'approdo naturale della storia dell'oggi.

L'informatizzazione dei dati é il risultato di millenni di storia.

Il problema principale, però, consiste nel definire esattamente i contenuti dei documenti-fonte e soprattutto nella standardizzazione della descrizione archivistica, sebbene la Commissione creata ad hoc dal Consiglio internazionale degli archivi abbia posto, sin dal 1988, una serie di regole generali per la descrizione archivistica (ISAD-International Standard Archival Description ed ISAAR-International Standard Archival Authority Record).

Tuttavia non sempre si sono raggiunti gli stessi risultati soddisfacenti come per la creazione degli indici: toponomastici, cronologici, numerici, rivelatisi particolarmente utili nel facilitare l'accesso alle informazioni da parte dei ricercatori e studenti. I progetti come Arianna e Archeion hanno avuto notevole sviluppo e positivi risultati per i servizi di accesso ai data-base da parte degli utenti.

Il pubblico si e' sentito assistito, a casa come in sala lettura, procedendo ad una cosultazione facilitata al massimo.
Ecco se avessimo gia' provveduto a registrare, oltre a quelli librari, tutti i beni archeologici, oggi esistenti in Italia, forse non si verificherebbero fatti cosi' degradanti come i furti nelle chiese (pensiamo alle chiese di Napoli e soprattutto a quella dei Gerolomini) o nei musei, dove giacciono abbandonati centinaia di reperti archeologici di cui il pubblico ignora persino l'esistenza ma non i ladri di opere d'arte.

Certo si potrebbe paventare una certa ingenuite' o persino presunzione a voler porre rimedio ad una situazione insoluta da decenni, eppure bisogna pur cominciare.

Se tutto il nostro patrimonio archivistico-librario fosse indicizzato, registrato, catalogato e possedesse una marcatura quante opere d'arte starebbero ancora al loro posto. Non tutte, forse, ma alcune si.

Tuttavia le difficoltà oggettive di questa svolta, per l'impossibilità di archiviazione di alcune fonti ne ha rallentato notevolmente gli sviluppi.

Pensiamo alla Pubblica Amministrazione: la rivoluzione informatica che sta investendo le amministrazioni centrali, locali e territoriali prende le mosse dalla madre delle leggi sulle autonomie locali e semplificazioni amministrative, la 142/90 approdata alla ben piu' nota legge Bassanini (del 15/03/97 n.59).

L'uso degli elaboratori elettronici nella formazione dei documenti amministrativi ha introdotto problemi nuovi, soprattutto per quanto attiene il valore probatorio da attribuire a tale documentazione, o per lo scarto ed il riordinamento del materiale amministrativo.

Eppure non bisogna sottovalutare che la progressiva informatizzazione degli archivi sta imprimendo una svolta epocale se si pensa all'attivazione della Rete unitaria della Pubblica Amministrazione, prevista dal piano triennale 1995-1997 dell'AIPA (Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione), finalizzata a collegare tra loro tutte le amministrazioni pubbliche, prevedendo facile e rapido scambio dei documenti, nonchè l'agevole accesso da parte dei cittadini anche a documentazioni di amministrazioni distanti dal luogo di residenza.

Pensiamo al mondo della scuola: educazione ed informazione vanno di pari passo.

Educare vuol dire offrire informazioni utili al decondizionamento ambientale, vuol dire anche condizionare alla cultura e quindi all'elaborazione di comportamenti intelligenti.

Un elaboratore intelligente, ad esempio, e' un computer che pero' e' un'intelligenza artificiale.

Ma un computer é capace di memorizzare, archiviare, adattare tutte le attività proprie dell'intelligenza umana, quindi imparare ad utilizzare l'intelligenza artificiale ed i suoi processi per sviluppare le conoscenze umane e' un compito proprio della scuola.

Conclusioni

Pensiamo anche al mondo giuridico, a quello universitario.

Sono solo alcuni esempi delle implicazioni che le moderne tecnologie possono avere nel sociale, aprendo le porte a quantità consistenti di nuove figure professionali.

Non e' vero, quindi, che il computer toglie posti di lavori, e se ciò é vero, nel contempo ne crea infiniti altri.

A questo punto e' importante la formazione e la preparazione di un nuovo tipo di cittadino-lavoratore, un cambio di mentalità e cultura per un compiuto approccio verso il futuro dell'umanità.

Sitografia

Corso di perfezionamento in "Saperi storici e nuove tecnologie" www.storia.unina.it/perfez/saperi01.html

ICA - International Council on Archives www.ica.org

ISAAR(CPF): International Standard Archival Authority Record for Corporate Bodies, Persons, and Families, Second edition - ICA.org www.ica.org/en/node/30230

ISAD(G): General International Standard Archival Description, Second edition - ICA.org www.ica.org/en/node/30000

Archeion Project - Archives Association of Ontario http://archeion-aao.fis.utoronto.ca/

Archives Association of Ontario http://aao.fis.utoronto.ca/



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