Twitting on the sky …


Autori: Leopoldo Benacchio, INAF-Padova, http://www.lblog.it Cristina Rigutto, Intuic Italia, http://tuttoslide.com Vedere il cielo e le stelle è sempre più difficile. In aperta campagna, al mare o in montagna sarà capitato di vedere un cielo stellato “mozzafiato” e le stelle saranno sembrate tante da non poterle numerare. In realtà ad occhio se ne vedono da 3 a 4.000 mentre in piazza Duomo a Milano o Piazza Plebiscito a Napoli è difficile andare oltre la diecina.

Ma è solo colpa della troppa luce o anche del fatto che il cielo non lo guardiamo e non lo usiamo più, come facevano i nostri bisnonni, come orologio naturale, calendario e anche come bussola? Abbiamo “perso” il cielo quindi, che è poi la metà del nostro ambiente naturale?

Una conferenza insolita al Festival della Scienza di Genova: “Piovono parole dal cielo” ci fa capire il contrario: il cielo ricorre continuamente in parole e detti che usiamo parlando e riflettono quest’antico rapporto con l’umanità. Se prendiamo molto freddo ad esempio ci “assideriamo” parola che viene dal latino “ad sidera” e che possiamo tradurre “restare esposto alle stelle”, che da sempre vuol dire prendere un sacco di freddo! Così, se dobbiamo prendere una decisione importante occorre che “consideriamo” bene i pro e i contro, stiamo insomma “cum sidera” assieme alle stelle, perché nel cielo per secoli e millenni abbiamo messo gli dei, i presagi, speranze e castighi e quindi la lingua che parliamo ci ricorda che è bene chiedere l'aiuto delle stelle e “considerare”.

La conferenza poi si tiene a Genova, città di mare, e quindi possiamo ricordare che è bene non “perdere la tramontana”, ossia l’orientamento nella vita e nei rapporti con gli altri. Un detto marinaresco che ci fa capire quanto importante erano le stelle per i naviganti: tramontana è infatti la stella polare, senza la quale non si faceva la rotta della nave: e se la rotta è errata si può perdere la vita e finire in alto mare o fra i pirati. Tant'è vero che una delle invocazioni alla Madonna molto usata nei nomi delle navi è “Ave Maris Stella”.

E così la più semplice delle parole: “cielo” significa “volta che ci attornia”, e prima o poi tutti abbiamo avuto la sensazione di essere sotto il manto del cielo stellato, come dice il poeta. E ancora: celeste, il colore preferito da molti, è quello del cielo e allo stesso tempo è correlato al divino, il Pastore celeste, perché è in alto che sta sempre Iddio.

Un tema insolito e antico quindi che verrà trattato alla conferenza di Leopoldo Benacchio, Istituto Nazionale di Astrofisica, al Galata, Museo del Mare il 30 ottobre alle 15.30, nell’ambito del Festival della Scienza di Genova.

Accanto alla conferenza, tradizionale per quanto insolita, è stata però affiancata una operazione del tutto innovativa tramite i social network, in particolare Twitter.

L’interazione con gli utenti è già iniziata da giorni sul sito http://www.paroledelcielo.it e su Twitter, con l’utente @skyleop, grazie a un’esercitazione degli studenti del Master in Comunicazione dell’Università di Padova, sotto la guida di Cristina Rigutto, di Intuic Italia e insegnante di queste tecnologie.

Fabio Cian, Luca Ceccato, Luis Emiliano Pena Altamira, e Laura Barberis hanno lavorato oltre un mese per mettere a punto la migliore strategia comunicativa.

Sempre più conferenze vengono twittate, allora qual’è il carattere di novità di questa conferenza? Cambiano gli attori: a “Piovono parole dal cielo” twitta per primo il relatore che inizia ad interagire con il suo pubblico prima della conferenza, anticipando i contenuti, svelando alcune delle parole del cielo e invitando le persone ad indovinarne il significato.

Pubblico e relatore si incontrano, seppur virtualmente, alcuni giorni prima della conferenza; interagiscono, acquisiscono familiarità l'uno con i contenuti proposti dal relatore, l’altro con le aspettative del pubblico.

L’interazione si farà più forte nel corso della conferenza, che sarà trasmessa anche via twitter e che sarà aperta a domande e commenti che perverranno sempre tramite il social network.

Il progetto ha richiesto un importante lavoro preliminare di: segmentazione dei pubblici; classificazione degli argomenti; posizionamento; individuazione dei power user; verifica degli interessi dei pubblici target; formulazione dei tweet secondo criteri predeterminati.

Per tutta la durata del progetto tutti i dati relativi ai tweet verranno registrati e in seguito analizzati per verificare l’efficacia della comunicazione, punti di forza e limiti.

Da seguire sul sito http://www.paroledelcielo.it su Twitter: @skyleop e su lswn.it (Box a destra "Twitter Trends") Cascasse il cielo!



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