Il sistema umano è sempre stato un importante modello di riferimento e di ispirazione per gli ingegneri nella progettazione di componenti e dispositivi con grandi prestazioni.
Precedenti lavori di ricerca all’esperimento di LifeHand hanno preso in esame l’impianto di elettrodi intra-neurali sono: uno studio americano iniziato nel 2004 guidato dal Prof. Ken Horch della University of Utah; hanno impiantato elettrodi LIFE di generazione precedente nei nervi del braccio prossimali all’amputazione di un gruppo pazienti con amputazione cronica.
Il prototipo di mano robotica utilizzato per il progetto LifeHand si chiama CyberHand e pesa circa due chili.
La comunità robotica ha da sempre dedicato una grande attenzione alle problematiche di manipolazione ed in particolare alla presa di oggetti e diversi lavori di ricerca spaziano dalla BioRobotica alla Biomeccatronica e di particolare importanza nel campo della neuro-robotica quelli finalizzati allo studio di protesi di mano cibernetiche.
E' la prima cybermano che risponde agli impulsi del cervello
[02/12/2009]
Gli ingegneri dell'ARTS Lab, operativi presso il Polo Sant'Anna Valdera della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, hanno di recente sviluppato un nuovo prototipo, di nome SmartHand, del peso di 520g.
[02/12/2009]
Il prototipo di mano robotica utilizzato per il progetto LifeHand si chiama CyberHand.
[02/12/2009]
L'idea di realizzare protesi di arto collegabili all'uomo mediante speciali interfacce neurali nasce negli anni '90.
[02/12/2009]
Prima dell'esperimento LifeHand, gli studi che hanno preso in esame l'impianto di elettrodi intra-neurali sono stati due:
[02/12/2009]
I prossimi passi di LifeHand riguarderanno la ripetizione dell'esperimento in altri soggetti volontari, al fine di valutarne la ripetibilità e di testare l'efficacia dei tf-LIFE come interfacce neurali.
