Nutrigenomica e nutrigenetica: pappa e ciccia? - Conclusioni e Bibliografia - Pag 3


Conclusioni:

Oggi è quindi possibile, con un test genetico, effettuabile tramite un prelievo ematico o in modo meno invasivo permezzo di uno striscio buccale su tampone, analizzare alcuni SNPs localizzati nei geni con un ruolo chiave nei processi di detossificazione, infiammazione, nell’attività antiossidante, nella sensibilità all’insulina, nello stato di salute del cuore e delle ossa, in modo da tracciare il quadro genotipico.

Una volta definito l’assetto allelico per le varianti genetiche studiate è necessario rielaborare i dati per associarli ai cibi più sani e a quelli invece da evitare per il paziente in esame. Il passo successivo sarà quello di tracciare un modello alimentare secondo i risultati ottenuti, facendo attenzione però alle regole alimentari di base, secondo cui la dieta deve contenere anche consigli di valore nutrizionale universale, ossia alimentarsi il più variamente possibile ed in quantità moderate, evitando gli eccessi e sostanze come additivi o conservanti.

I test genetici eseguiti dovranno essere validati e supportati dalla bibliografia internazionale, inoltre ciò che viene dichiarato dal genetista e/o nutrizionista deve essere chiaro e trasparente e le informazioni che il paziente riceve devono essere dettagliate ed esaustive per consentire l’esatta comprensione dei risultati, dell’accuratezza e dei limiti del metodo usato.

Possiamo affermare che la nutrigenetica rappresenta oggi un nuovo strumento che la popolazione dovrebbe imparare ad usare sin da giovane non solo per la diagnosi genetica di patologie dovute a deficit enzimatici, ma perché è un mezzo efficacissimo per la prevenzione di numerose patologie, per coadiuvare e migliorare il decorso di malattie complesse quali ad esempio: malattie metaboliche, malattie neurodegenerative, neoplastiche, danni da stress ossidativo e invecchiamento.

Tabella 1:

GENE ANALIZZATO

VARIANTI GENETICHE STUDIATE

RUOLO METABOLICO DEI GENI ANALIZZATI

5HTT (SLC6A4)

44 bp ins

ADATTAMENTO ALLO STRESS

APOA1

-75 G>A

METABOLISMO DEI LIPIDI

Apo B

R3500Q

APOC3

T3175G

T3206G

APO E

Cys112Arg

Arg158Cys

CETP

G279A

G1533A

LPL

C1595G

ADRA2B

Ins>Del Codon 299

METABOLISMO E OBESITA’

ADRB1

Gly389Arg

ADRB2

Gly16Arg

Gln27Glu

ADRB3

Trp64Arg

NPY

Leu7Pro

PPARG

Pro12Ala

MTHFR

C677T

Metabolismo dell’Omocisteina

A1298C

IL-6

G-634C

Risposta infiammatoria

G-174C

TNFα

-308 G-A

ADH1C

Ile349Val

Attività antiossidante E DETOSSIFICAZIONE

CYP1A2*1F

-163A>C

SOD2

-28 C >T 

T175C  

GSTP1

I105V

A114V

GSTM1

delezione del gene

GSTT1

delezione del gene

VDR

     (ATG ® ACG codon 1)

metabolismo osseo e osteoporosi

 (A-G introne 8)

(C>T esone 9)

LCT

-13910 C>T

SENSIBILITA’ AL LATTOSIO

Bibliografia

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Sitografia:

The NuGO Bioethics Guidelines on Human Studies: http://nugo.dife.de/bot/index.php

Screening di polimorfismi genetici associati al metabolismo dei nutrienti http://www.laboratoriogenoma.it/prestazioni_sottocategoria.asp?IdCat=32&IdSubCat=821

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I test di laboratorio

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Autori: Maria Amorini1,2, Petronilla D. Romeo1 1Dipartimento di Scienze Pediatriche, UOC Materno infantile, Università degli studi di Messina; 2Dipartimento Farmaco-Biologico, Università di Messina.



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