Plastica usa e getta sarà vietata nel territorio UE entro il 2021


    Il Parlamento europeo ha approvato in modo schiacciante la messa al bando degli oggetti in plastica usa e getta come cannucce, piatti, posate, bastoncini cotonati (cotton fioc) in tutto il territorio dell’Unione Europea entro il 2021, cercando di contrastare l’emergenza inquinamento da rifiuti plastici. Gli ambientalisti sottolineano l'urgenza di arrestare l'uso della plastica (soprattutto gli oggetti usa e getta) che sono dannosi per la Terra.

    Posate e piatti usa e getta

    Secondo la proposta, approvata con 571 voti favorevoli, 53 contrari e 34 astensioni mercoledì, 10 materie plastiche monouso che più spesso finiscono nel mare sarà vietato nell'Unione europea, così come le plastiche oxo-degradabili, i sacchetti, gli imballaggi contenitore dei fast-food e alcuni tipi di polistirene (polistirolo).

     

    L'uso di altri prodotti come i contenitori in polistirolo usa e getta per gli hamburger e le scatole in plastica per i tramezzini (non hanno al momento alternative pratiche) verrà ridotto di almeno il 25% entro il 2025, mentre il 90% per cento delle bottiglie (acqua e bevande) verrà riciclato. Verranno inoltre adottate delle misure contro i filtri delle sigarette e le attrezzature per la pesca.

     

    Il Parlamento europeo farà inoltre partire i negoziati con il Consiglio dell’Unione Europea (noto anche come Consiglio dei ministri europei) dei 28 Stati membri. I negoziati dovrebbero partire all’inizio del mese di novembre.

     

    «Abbiamo adottato la legislazione più ambiziosa contro gli oggetti di plastica usa e getta» scrive Frédérique Ries, membro del Parlamento europeo che ha redatto il disegno di legge.

     

    «Il voto di oggi spiana la strada ad una direttiva ambiziosa e imminente» ha aggiunto Ries. «È essenziale per proteggere l'ambiente marino e ridurre i costi dovuti al danno ambientale da rifiuti plastici in Europa, stimato in 22 miliardi di euro per il 2030».

     

    La Commissione europea ha presentato la proposta di legge a maggio 2018, dopo che la Commissione Europea ha constatato che la plastica rappresenta oltre l’80% dei rifiuti marini sulle spiagge europee, questo costituisce una grave minaccia alla biodiversità costiera. La Commissione ha rilevato che i rifiuti marini costano all'Unione europea tra 258 e 694 milioni di euro all'anno.

     

    Secondo gli esperti del Forum economico mondiale stima il 90% dei rifiuti di plastica utilizzati in tutto il mondo finisce negli oceani, attualmente ci sono 50 milioni di tonnellate di plastica negli oceani che potrebbero richiedere secoli prima di degradarsi. Quest'anno il forum ha avvertito che dal 2050 negli oceani la plastica supererà di gran lunga il quantitativo dei pesci.


     

    A febbraio 2018, un gruppo di ricercatori marini irlandesi ha rilasciato uno studio che ha indicato di aver analizzato 233 pesci e di aver trovato la plastica nel 73% del campione in un’area remota a nord-ovest dell'Oceano Atlantico, prima della ricerca gli scienziati ritenevano che la zona fosse isolata dall’influenza umana e quindi al riparo dalle microplastiche.

     

    Stiamo già mangiando la microplastica?

     

    Secondo uno studio pilota condotto recentemente da Philipp Schwabl, gastroenterologo presso l'Università di medicina di Vienna e principale autore dello studio la microplastica è stata rinvenuta per la prima volta nei campioni di feci di otto persone provenienti da Austria, Finlandia, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Polonia, Russia e Regno Unito. Prima degli esami i volontari (5 donne e 3 uomini di età compresa tra 33 e 65 anni) hanno seguito un’alimentazione controllata per una settimana. Tutti i volontari hanno dichiarato di mangiare cibo confezionato con la plastica o di bere bevande da bottiglie in PET; la maggior parte consuma pesce o frutti di mare e nessuno si nutre esclusivamente di cibo vegetariano.


     

    La FEAD (European Federation of Waste Management and Environmental Services) ossia l'organismo che rappresenta le società di gestione dei rifiuti in Europa ha accolto con favore il voto del Parlamento ma ha evidenziato la necessità di utilizzare imballaggi completamente riciclabili.

     

    «Sono fiducioso che i responsabili dell'UE riusciranno a decidere entro dicembre 2018 mettendosi d’accordo sull’obbligatorietà del riciclo dei prodotti, normativa che dovrà essere recepita dal diritto comunitario entro il 2025, ciò innescherà la diffusione del riciclo delle bottiglie di plastica utilizzate per le bevande» scrive Jean-Marc Boursier, Presidente di FEAD, riferendosi alle materie prime trasformate negli impianti di gestione dei rifiuti.

     

    «In tal modo, l'UE potrà finalmente sperimentare una circolarità nella gestione dei rifiuti che è attesa da tempo» scrive Boursier.

     

    In Gran Bretagna, la spinta a ridurre l'uso della plastica ha subito un’accelerazione, lo scorso giugno McDonalds ha infatti annunciato che non verranno più utilizzate cannucce di plastica nei suoi 1.361 ristoranti in Gran Bretagna, la Chiesa d'Inghilterra sta cercando di spronare il governo inglese per legiferare contro l'uso delle cannucce di plastica.

    A livello europeo si iniziano a vedere i primi sforzi concreti per abbattere l’uso della plastica usa e getta, speriamo che questo cambiamento venga accolto con favore anche dalle persone che utilizzano la plastica usa e getta quotidianamente. Si tratta di un piccolo impegno individuale a favore di un grande risultato collettivo.



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