Göbekli Tepe


    Nel sud della Turchia, a Göbekli Tepe, nella zona nota come "Monte dell’ombelico", è stata riportata alla luce dall’equipe di ricercatori del Dai (Istituto Archeologico Tedesco di Istanbul) e del Museo di Urfa sotto la direzione dell’archeologo tedesco Klaus Schmidt, una gigantesca e misteriosa opera architettonica.

    Immagine - 1 - prof. Klaus SchmidtImmagine - 1 - prof. Klaus Schmidt

    La campagna di scavo, iniziata nel 1994, ha subito rivelato la presenza di reperti eccezionali e unici nel loro genere: una struttura templare, costituita da 240 pilastri alti circa 4 metri e formanti una serie di cerchi concentrici, che sembra risalire al 9000 ca. a.C., tutta completamente sepolta sottoterra.

    Molti dei pilastri presentano incisioni sulle superfici che rimandano alla sfera religiosa o alla vita quotidiana dei frequentatori del luogo sacro come, ad esempio, quella di un verro e due anatre che volano nelle reti.

    «Credo che Göbekli Tepe celebri la cattura, lo stile di vita dei cacciatori-raccoglitori» afferma lo scopritore.

    «E perché non dovrebbe? Era una vita ricca e comoda, e offriva loro abbastanza tempo libero per dedicarsi alla scultura».

    Immagine 2 - vista attuale dell'area di scavo ©Copyright 2002-2006 German Archaeological Institute, dainst.de
    Immagine - 2 - vista attuale dell'area di scavo ©Copyright 2002-2006 German Archaeological Institute, dainst.de

    I cacciatori di Göbekli, decisero di abbandonare il tempio intorno all’8000 a.C., forse perchè la necessità di sfamare più persone che qui si riunivano per scopi religiosi, portò all’alterazione dell’ecosistema del territorio stesso.

    Con ogni probabilità, furono abbattuti alberi e numerosi animali "facili prede di questi cacciatori" furono dispersi.

    Osservando le sommità brunastre e aride delle colline si desume, infatti, come la terra paradisiaca fosse divenuta una pianura incolta e desolata.

    È sorprendente come cacciatori seminomadi neolitici abbiano potuto realizzare un’architettura tale da poter assemblare l’aspetto religioso e quello sociale così raffinato e complesso, qualcosa di ancor più antico degli ormai noti santuari anatolici di Çatal Hűyűk che si datano al 6500 a.C.

    Da una prima indagine sui ritrovamenti, Schmidt sostiene che il tempio possa essere collegato con la storia biblica dell’Eden.

    Secondo i mussulmani, Sanliurfa, città vicina a Göbekli, altro non sarebbe che la città di Ur citata nella Bibbia; i fiumi che scendono dal Paradiso, invece, potrebbero essere il Tigri e l’Eufrate che bagnano la mezzaluna fertile nella quale si trova Göbekli Tepe; nella Bibbia si parla delle montagne che circondavano l’Eden e dalle cime delle colline di Göbekli si può vedere la catena montuosa del Taurus.


    Göbekli Tepe è indicato dal segnalibro A - Visualizzazione ingrandita della mappa

    Resta comunque il mistero di come un popolo, apparentemente ancora non civilizzato, poté realizzare un complesso sacro così grande con colonne dal peso di cinquanta tonnellate, in un periodo storico così antico; si ricordi, infatti, che l’unico complesso paragonabile a questo sito, sino ad ora scoperto, è quello di Stonehenge in Gran Bretagna risalente al 3100 a.C..

    Bibliografia:

    Mellaart J., The Neolitic of the Near East, New York, 1976, pp. 114-135

    Sitografia:

    Cultural News - quotidiano di informazione e cultura
    www.culturalnews.it

    Home Page PD Dr. Klaus Schmidt
    www.uf.uni-erlangen.de/ufginstitut/kschmidt.html

    La Voce di Fiore
    www.lavocedifiore.org

    The First Post - the online daily magazine
    "Digging for history in Turkey"
    http://www.thefirstpost.co.uk/?menuID=2&subID=1007

    Stonehenge
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Stonehenge

    Deutsches Archäologisches Institut (DAI)
    www.dainst.org


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