Le origini del cacao potrebbero risalire a oltre 5000 anni fa


    Il cacao ha una storia molto antica e per molto tempo i ricercatori hanno ritenuto che tale alimento fosse originario dell’America centrale, le tracce sembravano condurre indietro nel tempo fino a circa 4.000 anni fa.

     

    I risultati di una nuova ricerca sembrerebbero indicare che il cioccolato è in realtà molto, molto più antico e che le prime coltivazioni ad opera degli esseri umani siano nate più a sud delle culture indigene del Mesoamerica.


    Secondo un nuovo studio internazionale co-condotto dai ricercatori della University of British Columbia in Canada, antichi residui chimici contenuti nel rivestimento di alcuni manufatti ceramici scoperti sugli altopiani dell'Ecuador sembrano indicare con un’evidenza molto forte che il Theobroma cacao (nome scientifico della pianta del cacao o albero del cacao) fosse in uso in Sud America 5.450 anni fa.

     

    «I nostri risultati rappresentano il più antico uso conosciuto di Theobroma cacao nelle Americhe, il primo esempio archeologico del suo uso, datato in maniera diretta, in Sud America. Inoltre studi genomici indicano l’Ecuador come centro di domesticazione del T. cacao» scrivono gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Nature.


     

    Immagine 1 - sito archeologico Santa Ana-La Florida in Ecuador. Credits: Francisco ValdezImmagine 1 - sito archeologico Santa Ana-La Florida in Ecuador. Credits: Francisco Valdez

     

    Lo studio è partito cercando la prova dei granuli dell'amido di cioccolato presso l’antico sito archeologico Santa Ana-la Florida (SALF) in Ecuador, una riserva archeologica dell'antica cultura Mayo Chinchipe-Marañón.

     

    L'archeologa e antropologa Sonia Zarrillo aveva già trovato prove riguardanti tracce di mais, fagioli, manioca e peperoncino all’interno di manufatti in ceramica rivenuti all’interno del sito archeologico in Ecuador, ma solo quando il ricercatore e antropologo Michael Blake le chiese di mettersi sulle tracce del Theobroma cacao che è stata ottenuta una nuova pista da seguire sulle origini del cioccolato.

     

    «Sapevamo che la scoperta dell’amido di Theobroma nei manufatti del sito SALF fatta da Sonia fosse importante» scrive Blake. «Questo perché non c’era alcuna prova dal punto di vista archeologico del fatto che il cacao fosse utilizzato in Sud America, anche se i botanici sono a conoscenza da tempo che la zona dell’Amazzonia possiede il maggior numero di specie di Theobroma e varietà di Theobroma cacao» prosegue il ricercatore.   

     

    Questa prova preliminare di uso del cacao circa 15 secoli prima di quanto convenzionalmente accettato dalla comunità scientifica ha suscitato il loro interesse, ciò sembrerebbe indicare che le origini del cioccolato si trovino molto più a sud.

     

    Se tutto ciò dovesse trovare ulteriori conferme, la domesticazione del cioccolato potrebbe aver avuto inizio prima nella parte superiore dell’Amazzonia e solo in seguito si sarebbe diffuso in altre zone. Potrebbe essere stato barattato o trasportato verso nord in Colombia, Panama, prima di raggiungere l'America Centrale e il Messico, scrive Blake.

     

    Per mettere alla prova le loro ipotesi, il team di ricercatori ha iniziato ad analizzare tutti i vasi in ceramica e i manufatti in pietra che sono stati rinvenuti nel sito SALF. Sono state rinvenute tracce di granuli di amido di T. cacao e i residui delle biomolecole presenti nella pianta (comprese teobromina, teofillina, e caffeina) insieme al DNA di T. cacao.

     

    Immagine 2 - Bottiglie con beccuccio ed effìgie umana (Francisco Valdez)Immagine 2 - Bottiglie con beccuccio ed effìgie umana (Francisco Valdez)

    «Le nostre prove dimostrano che le persone della cultura Mayo-Chinchipe sicuramente utilizzavano i semi di T. cacao (perché contengono i granuli di amido) e molto probabilmente anche la polpa dolce che circonda il seme» scrive Blake.

     

    «Poiché le prove che abbiamo provengono da vasi in ceramica, comprese le bottiglie con beccuccio, si può dedurre che le persone preparavano delle bevande. Dal momento che questi vasi ceramici sono stati rinvenuti in luoghi cerimoniali del sito archeologico SALF (venivano anche posizionati nelle tombe come offerte) è probabile che il cacao rappresentasse una componente importante delle bevande dal significato rituale».

     

    Tuttavia è possibile che il consumo di cioccolato tra la popolazione dell'antica Mayo-Chinchipe non fosse riservato solo a scopi rituali. I ricercatori infatti hanno scoperto tracce di T. cacao su frammenti di ceramiche non elaborate, l'assunzione di cioccolato potrebbe essere stata un'attività più comune e quotidiana.

     

    Per quanto riguarda la domesticazione del T. cacao i ricercatori non sono certi del fatto che la pianta sia stata portata verso nord dopo questo periodo in Ecuador.

     

    È possibile che la coltura sia stata lentamente distribuita attraverso la Colombia e Panama grazie alle persone che hanno coltivato il T. cacao nel proprio giardino oppure tramite dei  commercianti che potrebbero aver trasportato le piante vive (piantine) su lunghe distanze, via mare su e giù per le coste dell’Atlantico o del Pacifico.

     

    «Non abbiamo alcuna prova per questi scenari» scrive Blake, «ma sappiamo che pratiche simili sono avvenute con i marinai della Micronesia e della Polinesia che hanno popolato le isole del Pacifico molto prima dell’arrivo degli esploratori europei».

     

    Immagine 3 - i ricercatori durante i lavori presso il sito archeologico SALF (Santa Ana-La Florida) Credits: Francisco Valdez.Immagine 3 - i ricercatori durante i lavori presso il sito archeologico SALF (Santa Ana-La Florida) Credits: Francisco Valdez.

     

    Spingendo indietro di circa 1.500 anni circa le origini del cioccolato, i ricercatori potrebbero aver trovato il vero punto di partenza di questo cibo delizioso e importante che è stato un supporto vitale delle culture umane per migliaia di anni.

    Ma forse no. È possibile che la ricerca archeologica in futuro sia in grado scoprire anche scenari antecedenti, la pianta del cacao è ovviamente attraente per noi esseri umani.

     

    Secondo Blake, tutti i siti archeologici con ceramiche e pietre per la macinazione potrebbero custodire alcuni residui in quanto la ceramica è un "buon mezzo" per preservarli nonostante l’umidità dei tropici rappresenti un luogo difficile quando si parla di conservazione della materia organica.

     

    «È una pianta seducente» scrive il ricercatore.

     

    «Molto probabilmente le prime persone ad occupare le foreste tropicali del Sud America avranno fatto uso del cioccolato, la pianta ha infatti i baccelli prominenti (con la loro polpa dolce)  facilmente raggiungibili poiché crescono fuori dal tronco e dai rami principali».


    Lo studio "The use and domestication of Theobroma cacao during the mid-Holocene in the upper Amazon" è stato pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution.



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