Il primo treno al mondo alimentato a idrogeno è entrato in servizio in Germania


    Le celle a combustibile a idrogeno rappresentano un modo ecosostenibile per alimentare i veicoli. Ma tali dispositivi hanno purtroppo un costo proibitivo. Recentemente è entrato in servizio in Germania il primo treno passeggeri al mondo alimentato a idrogeno.

    Il treno alimentato a idrogeno entrato in servizio in Germania. Credits: AlstomImmagine - Il treno alimentato a idrogeno entrato in servizio in Germania. Credits: Alstom


    «Certamente l'acquisto di un treno a idrogeno è qualcosa di molto più costoso rispetto a un treno a gasolio ma quando entra in servizio i costi di esercizio sono molto più bassi» scrive Stefan Schrank project manager presso il costruttore di treni Alstom.

    Il treno a idrogeno ha un'autonomia di 1000 Km con un pieno e raggiunge una velocità massima di 140 Km/h


    I nuovi treni per il trasporto passeggeri (al momento i treni entrati in servizio sono due) transitano lungo un tracciato di 100 km e hanno un'autonomia fino a 1000 km per singolo pieno di idrogeno e possono raggiungere la velocità massima di 140 km/h

    I due treni entrati in servizio a Settembre 2018 collegano tra loro le città Cuxhaven, Bremerhaven, Bremervörde e Buxtehude della bassa Sassonia, Germania.
     

    Che cos'è una cella a combustile idrogeno?

    Sintetizzando molto, le celle a combustibile idrogeno (FCH, fuel cells and hydrogen) sono dei dispositivi elettrochimici ad alto rendimento energetico in grado di convertire direttamente l'energia chimica in energia elettrica combinando l'idrogeno con l'ossigeno a temperatura costante: l'unico sottoprodotto è l'acqua. Questo rende le celle a combustibile idrogeno una fonte di energia che produce zero emissioni e pochissimo rumore.

     

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    Nonostante il prezzo elevato le celle a combustibile idrogeno hanno dei vantaggi rispetto alle batterie convenzionali. Infatti piuttosto che ricaricarle c'è bisogno soltanto di  rifornirle nello stesso modo in cui facciamo il pieno ad un veicolo a benzina o a gasolio. L'ossigeno necessario per avviare la reazione chimica nelle celle a combustibile a bordo del treno viene prelevato direttamente dall'aria atmosferica, ciò consente di non dover installare a bordo del treno bombole per lo stoccaggio dell'ossigeno.

    Uno dei vantaggi del trasporto ferroviario è dovuto al fatto che i passaggi dei treni sono altamente prevedibili, questo rende più facile costruire l'infrastruttura per il rifornimento in determinati punti della rete ferroviaria.

    La nuova ricerca sta aiutando a tagliare i costi dell'idrogeno e tale combustibile viene già utilizzato in tutto il mondo per alimentare autobus e automobili.

    I vantaggi dell'utilizzare l'idrogeno per alimentare i treni


    I treni sono molto più pesanti degli altri veicoli così alimentandoli a idrogeno invece che a gasolio potremmo riuscire ad abbattere di molto le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera. Nella regione dove sono entrati in servizio i nuovi treni a idrogeno restano ancora operativi 4000 treni alimentati a gasolio.

    Se tutto andrà bene con i primi due treni già entrati in servizio la Alstom spera di aggiungerne altri 12 alla flotta.

    Le sfide da affrontare

    I nuovi treni rappresentano solo una piccola storia di successo e dovremmo fare attenzione a tenere ben saldi i piedi per terra. Per quanto diversi Paesi al mondo vorrebbero implementare immediatamente la tecnologia delle celle a combustibile idrogeno sui treni ci sono alcuni problemi con la tecnologia che ne stanno ostacolando l'adozione. Ad esempio, la tecnologia delle celle a combustibile dovrebbe fare un grande salto in avanti affinchè i treni riescano ad aumentare l'autonomia andando oltre i 1000 km prima di effettuare il rifornimento.

    In questo momento il percorso ferroviario nel nord della Germania è abbastanza breve, non è al momento possibile andare da uno Stato all'altro e non c'è ancora una infrastruttura per il rifornimento dell'idrogeno sulle lunghe distanze. Ciò è molto limitante per la diffusione di una vera mobilità sostenibile, la ricerca ha ancora molto da lavorare su tali criticità anche se i primi risultati sono incoraggianti.



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