Aria malsana nelle scuole


    Siamo abituati a pensare alla scuola come a un luogo di educazione e socializzazione per i nostri bambini, ma al tempo stesso come ricettacolo di batteri e malattie.

    Cosa pensereste sapendo che anche l’aria che respirano nella aule è malsana?

    Questo è il risultato emerso da uno studio pilota presentato al congresso annuale dell’European Respiratory Society, presieduto dal Professor Giovanni Viegi dell’IFC-CNR di Pisa.

    Lo studio è stato condotto in alcune città di 5 Paesi europei, nello specifico: Danimarca-Aarhus, Francia-Reims, Italia-Siena ed Udine, Norvegia-Oslo e Svezia-Uppsala.

    La Dottoressa Marzia Simoni, che ha partecipato al progetto HESE sugli effetti dell’ambiente scolastico sulla salute dei bambini, spiega come si è svolto lo studio.

    "Le misurazioni di polvere respirabile (PM10) e di anidride carbonica (CO2) sono state effettuate in tutte le aule nella stagione fredda, con riscaldamento in funzione, e durante le lezioni. Le polveri sono state misurate per una durata da 1 a 2 ore, mentre l’anidride carbonica per un minimo di 4 ore al giorno."

    Sulla base degli attuali standard statunitensi sulla qualità dell’aria indoor, sono state definite ‘elevate’ concentrazioni superiori a 50 microgrammi per metro cubo di PM10 ed a 1000 parti per milione di CO2.

    I risultati raccolti sono preoccupanti: per quanto concerne le polveri sottili, la media è più del doppio del limite massimo stabilito come pericoloso: 115 μg/m3, con la città danese di Aarhus in testa (169, con una punta massima di 214), seguita da Udine (158), Siena (148), Reims (112), Oslo (54) e Uppsala (33).

    L’anidride carbonica rilevata in aula supera invece il limite di quasi la metà e purtroppo indica un primato italiano: media di 1.467 ppm, con Siena a 1.954, Udine a 1.818 (qui la punta massima di 2.520), Reims a 1.660, Aahrus a 1.568, Oslo a 1.158 e Uppsala a 681. Abbiamo chiesto alla dott.ssa Simoni qual è la causa di tali concentrazioni.

    "Principalmente la scarsa ventilazione. La CO2 è il prodotto della respirazione, mentre la polvere è soprattutto il prodotto della combustione (riscaldamento, uso di gas per cucinare nelle mense scolastiche, fumo di sigaretta in stanze riservate agli insegnanti e prossime alle aule). La mancanza di ventilazione causa un aumento progressivo di inquinamento. Aerare le aule aprendo le finestre non è sufficiente. Occorrono sistemi di ventilazione adeguati, come quelli usati, per esempio in Svezia e in alcune scuole Norvegesi."

    Lo studio ha poi valutato le conseguenze respiratorie sui bambini in presenza di tali elevate concentrazioni di anidride carbonica e polveri.

    Le condizioni respiratorie e allergiche dei bambini sono state valutate sia con questionari compilati dagli stessi bambini e dai genitori, sia con test clinici (spirometria, NO esalato, test allergologici cutanei, rinometria acustica, raccolta di secrezioni nasali, valutazione dell’irritazione degli occhi, ecc.) eseguiti su un sottocampione di cinque bambini per classe, selezionato con metodo casuale.

    Emerge un dato prevedibile ma preoccupante: i bambini esposti ad elevati livelli di CO2 hanno un rischio superiore di circa 3,5 volte di riportare tosse secca notturna e di circa 2 volte maggiore di soffrire di rinite, rispetto a quelli esposti a bassi livelli.

    Per quanto riguarda l’esposizione alle polveri sottili, è stato misurato un grado di apertura del naso, cioe’ delle aree minime trasverse delle narici, che in generale, possono rappresentare la capacita’ respiratoria nasale, inferiore fino a circa il 20% che nei bambini esposti a bassi livelli.

    La prima e più urgente soluzione per fronteggiare questo fenomeno è una campagna di sensibilizzazione che porti a una consapevolezza delle conseguenze che l’aria malsana delle scuole ha sui bambini.

    Conclude la Simoni: "E’ importante sottolineare come questo studio abbia dimostrato che è possibile effettuare ricerche multicentriche utilizzando una stessa metodologia, e questo consente comparazioni più corrette fra i diversi paesi. Sarebbe estremamente utile un’estensione dello studio a tutti i Paesi Membri dell’Unione Europea, in modo da mettere in atto strategie volte a garantire ai bambini il diritto di respirare aria pulita."

    Sitografia

    ERS - European Respiratory Society www.ersnet.org

    IFC-CNR Istituto di Fisiologia Clinica del CNR www.ifc.cnr.it

    ISAC-CNR Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima www.isac.cnr.it



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