Quanta plastica è contenuta negli oceani?


    Una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica PLOS ONE, stima che sono circa 269.000 le tonnellate di plastica che inquinano gli oceani.

    Lo studio (Plastic Pollution in the World's Oceans) è stato realizzato dal team di ricercatori guidato da Marcus Eriksen, cofondatore dell’organizzazione internazionale senza fini di lucro Five Gyres Institute.

    L’inquinamento da microplastiche è stato trovato in concentrazioni variabili negli oceani tuttavia, i dati per stimare la quantità globale e il peso della plastica galleggiante (micro e macro) sono scarsi. Per migliorare la stima del numero totale di particelle di plastica disperse negli oceani sono state effettuate 24 missioni (dal 2007 al 2013), in 5 vortici sub tropicali, lungo la costa dell’Australia, la Baia del Bengala e il mar Mediterraneo. Le plastiche raccolte hanno una dimensione inferiore ai 5 mm (microplastiche) fino ad arrivare ai detriti plastici più grandi come i frammenti delle reti dei pescatori. Attraverso le misurazioni su tali campioni gli scienziati hanno realizzato un modello della distribuzione oceanica della plastica.

    Tramite tale modello gli autori dello studio hanno stimato che le particelle di plastica disperse negli oceani sono oltre 5 mila miliardi con un peso pari a 268.940 tonnellate.

     

    Modello statistico dei risultati a seconda delle dimensioni. Il modello di previsione della densità globale (pezzi per Km2, vedere barra colorata) per ognuna delle quattro classi dimensionali (0.33–1.00 mm, 1.01–4.75 mm, 4.76–200 mm e >200 mm) Credit: Marcus Eriksen et al, PLoS ONE, 2014; DOI: 10.1371/journal.pone.0111913Immagine - Modello statistico dei risultati a seconda delle dimensioni. Il modello di previsione della densità globale (pezzi per Km², vedere barra colorata) per ognuna delle quattro classi dimensionali (0.33–1.00 mm, 1.01–4.75 mm, 4.76–200 mm e >200 mm) Credit: Marcus Eriksen et al, PLoS ONE, 2014; DOI: 10.1371/journal.pone.0111913

    La plastica sembra essere abbondante lungo le linee di costa e diventa microplastica nei 5 vortici subtropicali; la più piccola microplastica invece è stata trovata in molte regioni remote inaspettate come i vortici subpolari. La distribuzione di tale microplastica nelle regioni più remote degli oceani potrebbe indicare che sono gli stessi vortici a diffonderla. Infatti gli oggetti di plastica più grandi ruotano all’interno di tali vortici e lo sfregamento tra di essi produce microparticelle che vengono successivamente espulse da tali vortici e trasportate dalle correnti nelle zone più lontane degli oceani.

    Fino ad ora, in base ad alcuni studi precedenti, si pensava che i vortici aiutassero a contenere e a circoscrivere l'inquinamento da plastica degli oceani.

    “I risultati del nostro studio mostrano che i rifiuti di plastica che si trovano nel bel mezzo dei cinque vortici subtropicali continuano a essere trasportati dalle correnti interagendo con tutti gli ecosistemi oceanici”, dichiara Eriksen.

    Infatti molta microplastica interagisce con gli ecosistemi poiché raggiunge le dimensioni del plancton. Per tale motivo la microplastica è entrata a far parte dell’alimentazione di molte specie ittiche che ingeriscono le microparticelle insieme al plancton. La plastica è entrata a far parte della catena alimentare e le conseguenze per tutte le specie animali (uomo compreso) non sono ancora chiare. I ricercatori prevedono che il volume della plastica presente negli oceani subirà un aumento consistente a causa dei grandi quantitativi di plastica gettati via senza essere smaltiti correttamente: solo il 5% della plastica mondiale viene riciclata.



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