Video ISPRA: Buste riusabili, una scelta inderogabile per l'ambiente


    Servizio a cura di: Lorena Cecchini e Chiara Bolognini. Voce fuori campo speaker: Vecchie buste di plastica addio, Dal 01 gennaio 2011 chi fa la spesa deve usare i sacchetti biodegradabili o gli shopper riutilizzabili di tela o di stoffa stile vecchia sporta della nonna.

    Tiziana Nannetti: In ipercoop già dal 19 ottobre 2010 è stato deciso di abolire le buste di plastica, quindi un anno e mezzo in anticipo rispetto all'entrata in vigore della legge.

    Abbiamo sostituito le buste di plastica con delle buste biodegradabili passando da un costo che va dagli 0,8 centesimi ai 12 centesimi e unendo a queste un'offerta che comprende delle buste di tela di juta e quindi diversificando l'offerta per i consumatori.

    Voce fuori campo speaker: Una rivoluzione prevista già dalla finanziaria 2007 e finalmente sancita dal ministero dell'ambiente che per sintetizzare in modo semplice il cavilloso iter giuridico ha votato contro i rinvii previsti dall'ultimo decreto milleproroghe e ha sbloccato la legge 102 del 2009 che fissava proprio al primo gennaio 2011 il divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica.

    Tiziana Nannetti: I consumatori hanno risposto sicuramente in maniera positiva, diciamo che i nostri consumatori sono anche dei consumatori privilegiati che sono molto attenti alle tematiche dell'ambiente; l'unica osservazione che c'è stata mossa è sulla fragilità delle buste biodegradabili rispetto alle antiche buste di plastica.

    Voce fuori campo speaker: Plaudono senza riserve le associazioni ambientaliste che dati alla mano per una volta sono tutte concordi su una scelta inderogabile per la salvaguardia dell'ambiente.

    Secondo il WWF quali sono i dati relativi al consumo di plastica in Italia?

    Eva Alessi - Responsabile sostenibilità WWF Italia: In Italia diciamo che siamo molto appassionati di buste quindi secondo i dati che ci sono pervenuti utilizziamo circa il 25% di tutte le buste di plastica che vengono prodotte in Europa e ogni italiano consuma in media dai 300 ai 400 sacchetti l'anno, non poco.

    Voce fuori campo speaker: In quale misura si riduce il consumo di plastica con l'abolizione dei vecchi sacchetti?

    Eva Alessi - Responsabile sostenibilità WWF Italia: beh i vecchi sacchetti essendo prodotti in massima parte a partire da derivati del petrolio hanno un impatto molto grave; i nuovi sacchetti questi biodegradabili partono da materie rinnovabili quali derivati dall'agricoltura e quindi insomma riducono moltissimo l'utilizzo della plastica.

    Voce fuori campo speaker: Il biodegradabile pone qualche interrogativo riguardo lo smaltimento del rifiuto?

    Eva Alessi - Responsabile sostenibilità WWF Italia: Secondo noi non è l'alternativa più corretta per una sostituzione davvero ecosostenibile perché anche il sacchetto biodegradabile ha energia incorporata in sé, ci sono materie prime che sono state necessarie per produrlo, contiene quindi energia; anche nel momento in cui si degrada comunque rilascia piccole sostanze nell'ambiente che possono anche quelle essere inquinanti quindi la vera alternativa secondo il WWF non è tanto l'usa e getta ma è borse durevoli e riutilizzabili, diciamo sporte mille usi.

    Il WWF lavora da circa un anno e mezzo con un grosso centro di ipermercato che è Auchan, che è la ditta francese e con Auchan è stato portato avanti un progetto per sostituire con un anno e mezzo di anticipo circa questi sacchetti usa e getta e quindi sono state realizzate delle nuove sporte riutilizzabili e anche molto belle con dei disegni speciali di natura: una pittima, un riccio e questi sacchetti hanno avuto un grande successo.

    Auchan dichiara di aver risparmiato in un anno di iniziativa circa 210 milioni di sporte usa e getta tra quelle grandi e quelle piccole con un picco di vendite di 1 milione e 200 invece di questi riutilizzabili quindi un grosso successo, abbiamo risparmiato un quantitativo di plastica che potrebbe ricoprire una superficie pari due volte la Toscana.

    Voce fuori campo speaker: Qualche dubbio rimane su: controlli, sanzioni e smaltimento delle vecchie scorte per cui secondo il provvedimento del ministero c'è tempo fino al 31 dicembre 2011.

    Eva Alessi - Responsabile sostenibilità WWF Italia: I grandi ipermercati che hanno ancora queste grosse scorte di sacchetti di plastica possono cederli a titolo gratuito ai loro clienti, entro fine febbraio la gran parte di tutti i grandi ipermercati italiani dichiarano di riuscire a smaltire tutti le loro rimanenze e giacenze in modo da poi passare definitivamente ai sacchetti o biodegradabili o ancor meglio tutte le altre alternative ecosostenibili.

    Voce fuori campo speaker: Intanto le associazioni nazionali ed europee di produttori di sacchetti di plastica si sono già appellate a Bruxelles contro la legge italiana denunciando vizi procedurali.

    Eva Alessi - Responsabile sostenibilità WWF Italia: Allora diciamo che la questione è un dettaglio legale su una questione di imballaggi, qualora questo provvedimento venisse bocciato sarebbe un peccato visto il quantitativo di plastica che viene prodotto ogni anno 4-5 miliardi di sacchetti di plastica sarebbe veramente un peccato tornare indietro e ritirare fuori questi sacchetti nel momento in cui siamo finalmente riusciti a trovare delle alternative e magari anche portare avanti delle campagne di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini che in questi mesi si stanno abituando a trovare delle alternative.

    Link al video ISPRA Web TV http://www.youtube.com/watch?v=9JLDWHZPEtc



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