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Salute e Nutrizione

COMUNICARE LA SALUTE: SE SERVE UN MANIFESTO

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Dida 9 luglio 2026 · 3 min di lettura
Facile

Nasce il Manifesto “Il ruolo della comunicazione per un ecosistema della salute etico e responsabile”, presentato il 27 maggio in Senato dal Gruppo Scienze della Vita di FERPI, su iniziativa della Senatrice Daniela Sbrollini.

Gli italiani hanno fiducia nella medicina (86%), si fidano del medico di famiglia (81% e credono nella scienza (90%). Eppure, solo 6 su 10 si fidano del Servizio Sanitario Nazionale nel suo complesso. Un paradosso che racconta una crisi non di competenza, ma di comunicazione. È da questa contraddizione che nasce il Manifesto “Il ruolo della comunicazione per un ecosistema della salute etico e responsabile”, presentato il 27 maggio in Senato dal Gruppo Scienze della Vita di FERPI, su iniziativa della Senatrice Daniela Sbrollini.

Il problema: un ecosistema frammentato

Oggi sulla salute si comunica ovunque – sui social, nelle chat di famiglia, sulle piattaforme di intelligenza artificiale – e spesso in modo contraddittorio. Il risultato? Se per un italiano su due le liste d’attesa sono il problema principale della sanità, più in generale ma la percezione negativa è amplificata da un sistema informativo caotico, dove notizie verificate e disinformazione circolano con la stessa velocità. I dati dell’Istituto Piepoli per FNOMCeO sono chiari: la fiducia esiste quando è concentrata sulla relazione diretta tra paziente e professionista. Crolla quando deve fare i conti con il “sistema”. Questa scissione non è inevitabile: è il sintomo di una comunicazione sanitaria che ancora non ha trovato un linguaggio comune.

Una risposta: quattro valori, un impegno condiviso

Non possiamo più permetterci voci separate”, avverte Alex Dell’Era, responsabile del Gruppo Scienze della Vita di FERPI. Il Manifesto risponde esattamente a questo. Non è un documento teorico. È un patto per costruire un linguaggio comune tra attori diversi – istituzioni, professionisti, industria, associazioni, media e cittadini – fondato su quattro principi concreti: Autenticità: informazioni verificabili, trasparenti, allineate agli standard etici della sanità; Responsabilità: ogni messaggio sanitario deve evitare distorsioni e strumentalizzazioni, a prescindere da chi lo emette; Collaborazione: nessun attore del sistema salute può affrontare da solo la complessità comunicativa contemporanea. Serve un dialogo strutturato, non episodico. Formazione: chi comunica in ambito sanitario deve essere aggiornato, consapevole del proprio impatto sulla salute pubblica.

Cosa cambia concretamente con il Manifesto

FERPI, attraverso il Gruppo Scienze della Vita, e a partire dal Manifesto, si impegna in azioni misurabili: definire linee guida condivise sulla comunicazione sanitaria, elaborate con istituzioni e associazioni di categoria; programmare incontri periodici tra stakeholder per strategie comuni di comunicazione e formazione; istituire un Osservatorio sulla comunicazione sanitaria per monitorare le pratiche e contrastare la disinformazione; partecipare attivamente al dibattito pubblico e istituzionale per politiche centrate sul cittadino-paziente. Come sottolinea il Presidente FERPI Filippo Nani: “Oggi non si tratta solo di comunicare meglio, ma di creare le condizioni perché la fiducia possa nascere e radicarsi. La fiducia non si dichiara. Si costruisce, sempre, attraverso le parole e le azioni.” Perché questo riguarda tutti. Il paziente informato è un paziente più sicuro. La comunicazione sanitaria efficace riduce i ricoveri evitabili, aumenta l’aderenza terapeutica, contrasta le false credenze che ogni giorno mettono a rischio vite. Non è una questione di immagine per le istituzioni: è una questione di salute pubblica".

Il testo integrale del Manifesto

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Diana Daneluz

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