Le dieci sfide globali più importanti per l'umanità 


    Quali sono le dieci sfide globali più importanti per l’umanità? E di conseguenza, quali soluzioni si prospettano per esse? A queste domande ha cercato di rispondere il Professor Biorn Lomborg, direttore del Copenhagen Consensus Center, durante la conferenza tenutasi a Bergamo l’1 Ottobre, nell’ambito dell’importante rassegna internazionale "Bergamo scienza".

     

    Le sfide segnalate dal Consensus di Copenhagen sono: le guerre, i cambiamenti climatici, le malattie infettive, l’educazione, la stabilità finanziaria, la governance dei paesi in via di sviluppo, l’emigrazione, la malnutrizione, la riforma del commercio, la salute delle acque e l’igiene.


    Il metodo evidenziato da Bjorn Lomborg insiste sulla necessità di assegnare un ordine di priorità a queste problematiche.

    La priorità non deve fondarsi sull’importanza delle sfide, poiché ciascuno di noi, soggettivamente, potrebbe pensare ad una classifica diversa: c’è chi sosterrà che la guerra è la sfida più urgente da vincere, e chi segnalerà invece la povertà nel terzo mondo, ecc.

    [inline: 1= Immagine - 1 - Il professor Bjorn Lomborg] Immagine - 1 - Il professor Bjorn Lomborg ©Bjorn Lomborg

    La scala di priorità che è stata costruita dagli economisti che hanno lavorato al Consensus è fondata su un altro criterio: il rapporto fra costo delle possibili soluzioni e benefici ottenuti.

    Quindi è inevitabile constatare che determinati problemi hanno una risoluzione a portata di mano, mentre altri sembrano dover richiedere altri anni, decenni forse.


    Non solo: alcuni problemi sembrano avere soluzioni economiche che promettono benefici molto vantaggiosi.


    In questo scenario, è stato analizzato il problema dei cambiamenti climatici. La risposta a livello mondiale a questa sfida è il Protocollo di Kyoto. A sorpresa, Lomborg ha sostenuto che il Protocollo di Kyoto è in realtà agli ultimi posti nella classifica delle sfide.


    Questo risultato non è certo dovuto al fatto che si consideri il problema del cambiamento climatico come irrilevante, ma piuttosto al fatto che i capitali spesi dai governi per attuare il protocollo serviranno a ben poco.

    Un grafico ha mostrato come la temperatura del pianeta, usufruendo del Protocollo di Kyoto, raggiungerà lo stesso valore che raggiungerebbe senza di esso, ma con 6 anni di ritardo.


    Lomborg sostiene quindi che i miliardi di dollari che gli Stati stanno investendo per dare avvio al protocollo sono in realtà esagerati rispetto all’effettivo beneficio che il pianeta ne otterrà.

    Le sfide invece prioritarie sono quelle legate alle malattie infettive e al cibo; un costo esiguo, se paragonato a quello di Kyoto, potrebbe permettere fra dieci anni la sconfitta dell’aids in Africa, così come la malaria e la fame.

    Il Dottor Ricci, del comitato scientifico di Bergamo scienza, è intervenuto ricordando che il problema che sottende a tutte le sfide elencate da Lomborg è quello dell’energia, poiché la crisi si aprirà fra pochi anni e colpirà tutti, indistintamente.

    E quindi è proprio uno sforzo unificato di tutti i Paesi quello che si richiede; uno sforzo che vada oltre le particolarità dei problemi locali e che risolvendo il problema energetico avrà ripercussioni su molte delle sfide globali di oggi.
    Continua.


    Sitografia

    CCC - The Copenhagen Consensus Center www.copenhagenconsensus.com

    Bjorn Lomborg - Official Web Site www.lomborg.com

    Bergamo Scienza www.bergamoscienza.it




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