Dove stanno andando le scienze biologiche?


Con questa domanda si sono dati appuntamento a Roma, più precisamente all’Università Urbaniana di Città del Vaticano, una cinquantina di scienziati, tecnologi e imprenditori dell’area sanitaria, selezionati su invito e provenienti da tutto il mondo.

Banner congresso "Where are the biological sciences going?"L’iniziativa, patrocinata dalla Sapienza di Roma e supportata dalla Tuft University, dal campus Bio-Medico e da numerosi altri Enti, è promossa in prima persona dalla Associazione per la Ricerca Scientifica VINCERE e dalla rivista internazionale ORGANISMS (http://ojs.uniroma1.it/index.php/Organisms/index ).

Gli studiosi discuteranno dei paradossi, dei limiti e delle nuove prospettive della ricerca in Biologia, con particolare riferimento al cancro.

La rilevanza del tema è tale che ad aprire la tre giorni di convegno/confronto saranno i rettori della Sapienza, Prof. Eugenio Gaudio, e della Urbaniana, Prof. Leonardo Sileo.

Milioni di dati prodotti ogni giorno su argomenti sempre più specifici stanno minando alla base la solidità della ricerca biologica. Questa parcellizzazione della ricerca, figlia di un’impostazione riduzionista, sta conducendo la Biologia in un vicolo cieco. Occorre, in particolare, mettere mano ad una rifondazione della sua struttura teorica per delineare nuove e vincenti strategie di sviluppo e di trattamento.

A questo fenomeno fa sponda la moltiplicazione esponenziale delle riviste scientifiche che permette a tutti di pubblicare il loro lavoro, risultato? Solo un grande disordine!

Programma del congresso "Where are the biological sciences going?"Della visione d’insieme se ne sta sempre più perdendo traccia, ma quella “visione d’insieme” non è niente meno che il paziente “tutto intero”.

Non c’è da stupirsi quindi si dati riguardanti le patologie cronico-degenerative ci dicono in maniera quasi unanime che nonostante gli enormi investimenti in ricerca i casi e le morti per cancro, per malattie metaboliche (obesità, diabete) o dovute a patologie degenerative del sistema nervoso (prime tra tutte, l’Alzheimer), siano state solo minimamente contrastate a dispetto dell’impegno finanziario e dei pur innegabili progressi conseguiti nelle scienze di base.

I tempi sono maturi per una rivoluzione epistemologica e metodologica che, facendo perno sulla systems biology, rimetta al centro della medicina l’Uomo in tutta la sua complessità.

È in questo quadro che si colloca la conferenza “Where are Biological Sciences Going” ospitata in una sede inusuale per la scienza, Città del Vaticano. Una sede però che richiama in qualche modo quell’impostazione sistemica che ha sempre caratterizzato il pensiero rinascimentale.

Quelli che oggi chiamiamo “ricercatori” un tempo erano chiamati “filosofi della scienza”, impostazione di pensiero a cui i moderni ricercatori si ispirano per ritrovare quel necessario “bandolo della matassa” per uscire da una crisi che si sta trasformando anche in crisi di credibilità.

Per informazioni:

http://ls-institute.org/rome-meeting-2017/

 

Programma del congresso "Where are the biological sciences going?"(file PDF - 1,2 Mb)