Australia: trovate tracce impatto asteroide gigante


L’asteroide (largo circa 12 Km) che ha colpito la Terra circa 65 milioni di anni lasciando il cratere di Chicxulub (Messico) ha provocato senza dubbio un impatto colossale. Se consideriamo invece la forza di impatto di un oggetto di dimensioni maggiori lo scenario risultante è senz’altro peggiore. Recentemente le tracce di un evento del genere sono state rinvenute e i geologi sono riusciti a datarle con insolita precisione.

Rappresentazione artistica di un asteroide mentre sta per entrare in collisione con la Terra. Credit: Vadim Sadovski/ShutterstockPhoto credit: Vadim Sadovski/Shutterstock

Circa 3,8 miliardi di anni fa la Luna è stata colpita da enormi asteroidi, lasciando crateri che successivamente vennero riempiti di lava, gli stessi crateri che oggi chiamiamo "mari" lunari. La Terra ha probabilmente subito una serie di impatti simili, ma l’azione combinata tra forze tettoniche e agenti atmosferici (come il vento e le onde marine) hanno eliminato tutte le tracce visibili lasciate dai crateri più antichi di 3 miliardi di anni.

Anche se può sembrare un controsenso, ciò non significa che gli scienziati non siano in grado di trovare le tracce geologiche di tali eventi. Per comprendere meglio tale fenomeno è utile confrontare quello che accade quando viene lanciato un sasso in uno stagno; nel momento dell’impatto tra la pietra e la superficie dell’acqua vengono prodotte una serie di goccioline vengono sparse nelle vicinanze del punto di collisione.

I materiali eiettati durante la collisione tra un asteroide e la superficie terrestre si comportano più o meno allo stesso modo delle goccioline d’acqua dell’esempio precedente con la differenza che possono lasciare una traccia distintiva che si conserva anche dopo la scomparsa del cratere da impatto. Questo è proprio quello che ha scoperto il dr. Andrew Glikson ricercatore presso la Australian National University mentre stava riesaminando un campione di materiale prelevato dal sottosuolo di Marble Bar, formazione rocciosa dell’Australia occidentale (una delle zone più antiche della crosta terrestre).

Secondo Glikson il campione di sedimenti è stato originariamente prelevato una decina di anni fa per altri scopi, ma recentemente è stato analizzato per via della presenza di sfere di vetro, note anche come sferule: materiale tipicamente presente a seguito di grandi impatti.

Il campione di sedimenti è stato prelevato a una profondità di 4 chilometri nella zona a sud sud-ovest di Marble Bar.

I risultati dell’analisi riguardanti la composizione metallica di questi oggetti hanno confermato l’origine asteroidale. Questa scoperta ha superato di gran lunga le aspettative dei ricercatori.

Nella foto è possibile vedere le sferule (sono indicate le dimensioni) che si sono formate a seguito del gigantesco impatto. Credit: Andrew Glikson/ANUImmagine 1 - Nella foto è possibile vedere le sferule (sono indicate le dimensioni) che si sono formate a seguito del gigantesco impatto. Credit: Andrew Glikson/ANU

La cosa che ha sorpreso i ricercatori è stata proprio la dimensione eccezionalmente grande delle sferule. «La dimensione delle sferule è legata all’intensità dell’impatto. Maggiore è la dimensione delle sferule più grande è l’impatto avvenuto» sostiene Glikson. Il team di Glikson analizzando il diametro delle sferule (compreso tra 1 e 2 millimetri) ha stimato tra 20 e 30 chilometri il diametro dell’asteroide.

 

«L'impatto avrebbe innescato terremoti nell’ordine di grandezza dei maggiori terremoti terrestri, avrebbe causato enormi tsunami e fatto sgretolare scogliere» dichiara Glikson.


La datazione radiometrica uranio-piombo dei cristalli vulcanici ha consentito al team di Glikson di stimare il periodo in cui è avvenuta la collisione con una precisione molto elevata (su una scala di miliardi di anni l’errore è di qualche milione di anni), i risultati indicano un periodo compreso tra 3,45 e 3,46 miliardi di anni fa. Si tratta quindi del secondo impatto più antico, nonché uno dei più grandi, avvenuto nella storia della Terra.

«Resta un mistero il punto esatto dell’impatto. Questo studio rappresenta solo la punta dell’iceberg. Abbiamo trovato tracce soltanto di 17 impatti più antichi di 2,5 miliardi di anni ma potrebbero essere centinaia. Gli enormi impatti potrebbero aver modificato in maniera significativa il modo in cui la Terra si è evoluta attraverso grandi spostamenti tettonici ed estesi flussi di magma» scrive Glikson.

I sedimenti prelevati a Marble Bar, Australia occidentale, contengono le tracce dell’impatto colossale di un asteroide avvenuto tra i 3,45 e 3,46 miliardi di anni fa. Credit: Andrew Glikson/ANU

Glikson e gli altri co-autori dello studio confermano che le sferule hanno un'origine diversa da quelle che sono state trovate nei sedimenti localizzati ad appena 40 chilometri ad ovest e che provengono da un impatto avvenuto 3,47 miliardi di anni fa.

 

Immagine 2 - I sedimenti prelevati a Marble Bar, Australia occidentale, contengono le tracce dell’impatto colossale di un asteroide avvenuto tra i 3,45 e 3,46 miliardi di anni fa. Credit: Andrew Glikson/ANU

Lo studio dei ricercatori australiani è stato pubblicato sulla rivista Precambrian Research.



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