Confermata da Hubble l’esplosione di due supernovae "solitarie"


    Gli astronomi scoprono solitamente le supernovae all’interno di grandi galassie, in cui esplode forse una stella ogni secolo. Un team di astronomi ha utilizzato le immagini ad altissima risoluzione del telescopio spaziale Hubble per confermare che tre stelle esplose nelle regioni vuote in un ammasso di galassie erano supernovae non appartenenti a nessuna galassia di tale ammasso.

    Probabilmente tali supernovae sono state strappate via dalla galassia ospite milioni di anni prima e in seguito sono esplose lontano dalla propria galassia.

    Immagine 1 - Rappresentazione artistica di una supernova di tipo Ia che esplode in una regione dello spazio tra le galassie all'interno di un grande ammasso di galassie, uno di questi ammassi è visibile sulla sinistra. Credits: Alex Parker / NASA / SDSS.

    La maggior parte delle supernovae si trovano all'interno di galassie che contengono centinaia di miliardi di stelle, una di esse potrebbe esplodere ogni secolo per galassia.

    Tuttavia, queste supernovae solitarie, sono state scoperte in tre grandi ammassi, ognuno contenente diverse migliaia di galassie. Le stelle più vicine erano probabilmente a 300 anni luce di distanza, quasi 100 volte più lontano della stella Proxima Centauri, distante 4,24 anni luce dal Sole.

    Tali supernovae solitarie sono rare e forniscono un indizio importante per ciò che esiste all’interno dei vasti spazi vuoti tra le galassie e possono aiutare gli astronomi a capire come gli ammassi di galassie si sono formati ed evoluti in tutta la storia dell'universo.

    Eventuali pianeti attorno a queste stelle intra-ammasso,  tutte stelle vecchie e compatte che sono esplose nelle cosiddette supernovae di tipo Ia, sono stati senza dubbio cancellati dalle esplosioni. Il cielo notturno visibile da questi pianeti avrebbe avuto pochissime stelle luminose. La densità delle stelle intra-ammasso è circa un milionesimo di ciò che vediamo dalla Terra, scrive Melissa Graham autore principale dello studio e ricercatore dell’Università della California, Berkeley.

    "Sarebbe stato infatti un cielo abbastanza scuro" sostiene Graham, "popolato solo da occasionali punti luminosi sfocati provenienti dagli ammassi di galassie più vicine e brillanti."

    Recentemente Graham e i suoi colleghi (David Sand della Texas Tech University, Dennis Zaritsky dell'Università dell'Arizona e Chris Pritchet dell’Università di Victoria in Canada) hanno presentato i risultati delle loro ricerche sulle tre supernovae durante la conferenza sulle supernovae che si è tenuta presso la North Carolina State University.



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