Il Copyright Intellettuale Scientifico


    Quando un'opera dell'ingegno umano viene partorita in un Paese libero, di qualunque opera si tratti e qualunque materia abbracci, la sua proprietà intellettuale è sempre dell'autore (o degli autori).

    In qualunque Paese civile si abbia la fortuna di vivere, questo autore può scegliere liberamente se e come rendere pubblica la sua opera eventualmente tramite una pubblicazione o mettendola in mostra e perché no facendosela pagare per quello che vale, cedendo per esempio i diritti d'autore all'editore che si sceglie.

    Le opere intellettuali scientifiche, per essa stessa natura, risultato spesso di anni di lavoro e ricerche forsennate, risultano di dominio pubblico e tendono ad essere pubblicate il prima possibile, a volte anche su riviste a pagamento per informare la comunità scientifica che l'autore ha fatto questo lavoro e che è stato il primo a svolgerlo; con tutti gli onori ma anche gli oneri, che questo comporta.

    Quello che la persona comune non conosce è la trafila, che bisogna passare per poter pubblicare un qualsivoglia articolo scientifico.

    Limitandoci al campo che ci sta più a cuore e di cui conosciamo il background socio-culturale, mostriamo quello che chiameremo l'iter legis di una pubblicazione astrofisica e/o tecnico-astrofisica dal momento in cui viene partorita fino al momento, in cui approda su una rivista specialistica divenendo quindi di dominio pubblico.

    Nonostante l'informatizzazione in questi ultimi anni abbia svolto un ruolo cruciale, la trafila burocratica per veder pubblicato un articolo scientifico resta sempre molto articolata.

    L'"Iter Legis" dell'Articolo Astrofisico

    Dopo aver sudato sette camicie su un lavoro scientifico giungendo infine ad un qualche risultato apprezzabile ed oggettivamente rilevante, l'astronomo, che desidera pubblicare un articolo per rendere pubblico il suo lavoro, deve seguire una trafila, che di solito risulta molto articolata, sebbene sia sempre la stessa; diamo qui un breve sommario generico:

    1. bisogna scegliere una rivista astrofisica cercando di collocare il lavoro per argomento, innovazione, originalità e rilevanza nel campo (n.b. alcune riviste astrofisiche, che poi sono le più ambite e blasonate, risultano a pagamento, mentre altre sono gratis; chiaramente più le riviste sono affermate e prestigiose e maggiori controlli e selezioni di qualità verranno effettuati).
    2. bisogna scrivere un articolo che descriva il lavoro facendo uso di un particolare template fornito dalla rivista in questione (solitamente un draft LaTex) inserendo un riassunto §(in gergo "abstract") e la lista completa di riferimenti bibliografici ed degli autori/firmatari dell'articolo.
    3. scelta la rivista bisogna chiaramente essere iscritti o far sottomettere l'articolo a qualcuno che lo è.
    4. a sottomissione avvenuta l'articolo deve essere verificato nella sua integrità e può quindi andare sotto l'esame di un referente (ogni rivista si impegna a contattare un numero di esperti in vari settori che si occupano di valutare oggettivamente il lavoro sottomesso e che, usualmente, risultano quasi sempre anonimi).
    5. il referente solitamente si prende un pò di tempo (dai giorni alle settimane) per leggere e valutare l'articolo, poi solitamente ci sono due possibilità: a) l' articolo è da pubblicare ma con modifiche e b) l' articolo è da bocciare. Nel primo caso solo dopo aver corretto e modificato il testo come suggerito dal referente, sarà possibile ri-sottomettere l'articolo. Nel secondo caso è possibile ri-sottomettere l' articolo alla rivista una seconda volta chiedendo eventualmente di cambiare il referente.
    6. se il lavoro comunque è valido alla fine il referente darà l'OK per l'accettazone dell'articolo oppure boccerà inesorabilmente e definitivamente tale articolo.
    7. dato l'OK l'articolo diviene di dominio pubblico, scaricabile e consultabile on-line.

    Una delle regole principali per pubblicare su una rivista astrofisica mondiale è che un articolo può essere sottomesso solamente ad una rivista per volta.

    Quando un articolo o un lavoro generico conferisce alla comunità scientifica mondiale una qualche sorta di chiara innovazione gli onori spettano in primis agli autori di tale lavoro. Quando un lavoro giunge alle stesse conclusioni, anche se parallelamente ed autonomamente, di uno già pubblicato esso conferisce stabilità e statistica al primo lavoro, senza tuttavia addurre nessun contenuto innovativo. Per il fatto stesso di essere stato pubblicato un siffatto lavoro rientra comunque in un contesto di originalità e pertanto scientificamente a se stante e degno di rispetto.

    Essendo esperti mondiali di un determinato settore di ricerca infatti capita che molti referenti esperti vengano contattati da una rivista scientifica per fare da referenti ad un lavoro (il tutto in maniera gratuita e volontaria), al quale già essi stessi stiano lavorando da tempo. In questo caso può esserci un conflitto di interesse, ma la norma vuole che tale situazione sia evitata a monte e non di rado è capitato che i referenti si siano chiamati fuori da valutazioni, che anche solo indirettamente, potessero influenzare il loro lavoro.

    Nel tempo che intercorre tra la sottomissione e la pubblicazione può comunque capitare (cosa che non avviene di rado), che un team avversario riesca a pubblicare velocemente un articolo sullo stesso argomento in un'altra rivista anche se il primo articolo era stato sottomesso molto prima.

    Il controllo di questo flusso informatico comunque risulta in mano agli editori delle riviste scientifiche che, imparzialmente e scientemente, eseguono una selezione appropriata tra i referenti senza conflitto di interesse e di norma tendono a far valutare lo stesso articolo da diversi referenti esperti nello stesso settore.

    Nonostante questo iter sia molto articolato e passibile di falle e nonostante possa essere migliorato e perfezionato sempre più, ad oggi questo criterio di validazione scientifica dei contenuti risulta il miglior controllo di qualità esistente in ambito scientifico e su cui tutto il panorama scientifico internazionale ha concordato.

    Articoli a puntate

    Per evitare di perdere troppo tempo dietro ad una grande pubblicazione autosufficiente con il rischio che questa venga poi bocciata, negli ultimi anni si cerca di dividere il lavoro in modo molto omogeneo tra differenti autori e differenti argomenti, tutti facenti capo ad uno stesso team di ricerca o a teams collaboranti.

    Quello che sarebbe potuto essere un singolo articolo grande e completo diventa in questo modo una mega collaborazione tra alcuni autori ognuno dei quali presenta e pubblica una sola parte del lavoro globale facendo riferimenti incrociati al lavoro degli altri e potendo quindi spingersi nella descrizione particolareggiata di pochi singoli argomenti.

    In questo modo si abbatte sia il fattore temporale sia anche quello statistico, riuscendo quindi a garantire un numero minimo di pubblicazioni ad ogni team di ricerca anche se alcuni lavori possano essere bocciati o non pubblicati immediatamente.

    Di questo trend pericoloso abbiamo già sufficientemente parlato nell'articolo "Scienze a Confronto: il problema della energia oscura" in merito all' articolo di Simon D.M. White e non ci dilungheremo quindi in merito.

    SIAE scientifica & Copyright

    Tutto questo fa quasi pensare che in ambito scientifico si tende a dimenticare o escludere il diritto intellettuale ed il copyright di un'opera scientifica e quando l'articolo non viene pubblicato il lavoro di mesi ed il sudore sprecato davanti a test, simulazioni e grafici scompare nel niente.

    Si potrebbe pensare che se un lavoro scientifico non viene pubblicato è poco più che spazzatura, in realtà è possibile tenere traccia di un lavoro svolto anche se giudicato "non pubblicabile" o "non-prettamente scientifico".

    Inoltre spesso gli scienziati vengono battuti sul tempo per motivi pratici e tempi burocratici di accettazione e pubblicazione di nun lavoro.

    Risulterebbe molto più semplice se l'autore di un lavoro scientifico potesse, una volta terminato il lavoro e redatta la prima bozza elettronica comprensiva di conclusioni, registrare il lavoro in un archivio ufficiale che chiameremo RA (Registration Autority), che terrebbe traccia degli autori, dell'abstract e della data di pubblicazione, nonché delle successive stesure e/o versioni dell'opera scientifica, mantenendo ad imperitura memoria una traccia (possibilmente criptata e non consultabile se non tramite chiave cifrata) del lavoro originale, sia che esso poi venga modificato, pubblicato o anche bocciato per sempre.

    In Italia esiste la SIAE che permette la registrazione di un manoscritto di qualsiasi natura, sia esso narrativo, tecnico-scientifico, filosofico, ecc... In Astrofisica esiste una RA che si occupa di registrare manoscritti di diversa natura, non necessariamente di carattere scientifico che si chiama AstroPH.

    In questo modo indifferentemente dal tempo di pubblicazione (sia esso un mese o un anno), un articolo scientifico o no, potrebbe essere registrato su una RA e poi successivamente sottomesso alla riviste più specialistiche. Chiaramente non si tratterebbe di dare priorità scientifica a chi cronologicamente ha redatto il primo articolo, ma sicuramente il lavoro sarebbe facilmente confrontabile ed utilizzaile anche come riferimento postumo.

    Un eventuale articolo bocciato verrebbe comunque registrato in uno di questi archivi con la prima data di stesura e le prime conclusioni. Lo stesso articolo potrebbe essere direttamente sottomesso con la data della prima stesura registrata alla RA in modo da dare traccia all'editore del fluire del tempo.

    Questo concetto potrebbe essere esteso a tutto il campo del sapere scientifico e non solo limitato al caso particolare astrofisico.

    Anche per pubblicazioni tecnologico-scientifiche un siffatto archivio RA/SIAE scientifico come AstroPH potrebbe rappresentare una sorta di ufficio di brevetti intellettuali.

    Sitografia

    Astrophysics Data System (Astronomy) http://adsabs.harvard.edu/abstract_service.html

    Astrophysics Data System (Physic/Geophysic) http://adsabs.harvard.edu/physics_service.html

    Astronomical Journal www.journals.uchicago.edu/AJ/journal/

    Astronomy and Astrophysics http://link.springer.de/link/service/journals/00230/index.htm

    Astronomy and Astrophysics Review http://link.springer.de/link/service/journals/00159/index.htm

    Astronomy and Astrophysics Supplement Series www.edpsciences.com/aas/

    Astrophysical Journal + Letters + Supp. Series www.journals.uchicago.edu/ApJ/journal/

    Icarus http://astrosun.tn.cornell.edu/Icarus/Icarus.html

    Planetary & Space Science www.elsevier.com/inca/publications/store/2/0/0/

    Science www.sciencemag.org/contents-by-date.0.shtml



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