Pianeta nano senza nome, il terzo più grande del sistema solare?


Nuove osservazioni di un corpo celeste che si trova oltre l'orbita di Nettuno, conosciuto per il momento con la sigla 2007 OR10, sembrano suggerire che potrebbe essere il terzo più grande pianeta nano del sistema solare dopo Plutone ed Eris.

Rappresentazione artistica del pianeta nano 2007 OR10. Credit: NASA.

Immagine 1- Rappresentazione artistica del pianeta nano 2007 OR10. Credit: NASA.

Il pianeta 2007 OR10 fa parte di un gruppo di oggetti transnettuniani (Trans-Neptunian object, TNO) scoperto dal team di ricercatori coordinato dal dott. Mike Brown, prof. di astronomia planetaria presso il California Institute of Technology.

Il corpo celeste si trova a 87,5 UA (unità astronomica) dal Sole, tale notevole distanza ha reso difficile misurare le sue dimensioni. Fino a poco tempo fa tale oggetto veniva considerato il secondo oggetto più distante del sistema solare. 

Il più piccolo tra i 5 pianeti nani?

I risultati delle prime osservazioni hanno portato i ricercatori a fissare un diametro di 1200 km per l’oggetto 2007 OR10, in questo modo tale oggetto è stato considerato il piccolo dei cinque pianeti nani ufficialmente riconosciuti: Plutone, Eris, Haumea e Makemake. Per fare un confronto l'asteroide Cerere ha un’ampiezza di circa 950 km.

Immagine 2 - Le dimensioni dei 5 pianeti nani a confronto. Credit: Konkoly Observatory/András Pál, Hungarian Astronomical Association/Iván Éder, NASA/JHUAPL/SwRIRecentemente il team di ricercatori guidato da András Pál astronomo presso il Konkoly Observatory, Budapest, Ungheria ha utilizzato i dati provenienti dai telescopi spaziali Kepler e Herschel calcolando nuovamente il diametro dell’oggetto 2007 OR 10.

Il diametro dell’oggetto sembrerebbe essere di 1535 Km invece di 1200 Km, tale valore rende il 2007 OR 10 il terzo più grande dei 5 pianeti nani: Plutone (2374 Km), Eris (2326 Km), Haumea (1920 x 990 Km), 2007 OR10 (1535 Km) e Makemake (1430 Km).

Immagine 2 - Le dimensioni dei 5 pianeti nani a confronto. Credit: Konkoly Observatory/András Pál, Hungarian Astronomical Association/Iván Éder, NASA/JHUAPL/SwRI

Misurazioni effettuate combinando insieme i dati provenienti dai telescopi Kepler ed Herschel

Solitamente Kepler ha il compito di individuare pianeti che si trovano oltre il nostro vicinato cosmico tuttavia, recentemente gli scienziati della NASA hanno deciso di tanto in tanto di puntare il telescopio anche all’interno del nostro sistema solare, questa volta è stato osservato il pianeta 2007 OR10.

Il team ungherese ha utilizzato i dati ottenuti da Kepler ed è riuscitomisurare per la prima volta il tasso di rotazione di 2007 di OR10, la durata del giorno è relativamente breve, 44,8 ore.

I dati relativi alla lunghezza del giorno combinati con i dati termici provenienti da Herschel, hanno probabilmente aumentato le dimensioni del pianeta nano, scrive Pál. «Se la rotazione è più lenta significa che il calore viene ridistribuito in modi diversi».

Quale nome dare al pianeta?

«Sono un po' scettico rispetto alle nuove dimensioni,» scrive Brown, le rilevazioni effettuate dal team di Pál mostrano che il pianeta potrebbe avere un diametro compreso tra 1310 e 1610 km. «Ritengo che tale incertezza potrebbe rendere tale pianeta più piccolo di Makemake».

Il team del prof. Brown ha il diritto di precedenza nella denominazione dell'oggetto, in quanto ha scoperto il pianeta nel 2007. Originariamente i ricercatori hanno denominato il pianeta 2007 OR10 con il nome non ufficiale "Biancaneve" perché sembrava fosse un pianeta particolarmente luminoso e si trattava del “settimo nano” scoperto.
Nonostante ciò, le osservazioni successive hanno rivelato che in realtà si tratta di uno degli oggetti più rossi del sistema solare, presumibilmente per via della possibile presenza di idrato di metano sulla superficie.

Prima di dare un nome definitivo al pianeta abbiamo bisogno di trovare ciò che rende speciale 2007 OR10, scrive Brown. «Tutti gli altri oggetti che sono stati denominati hanno avuto il nome appropriato basato su alcune specifiche caratteristiche,» prosegue il ricercatore. «Sono fiducioso che presto ne sapremo di più».

L'incertezza delle osservazioni

D’altra parte il dott. Pál afferma che il diametro del pianeta 2007 OR10 potrebbe risultare più piccolo di quanto appena misurato poiché l’incertezza in questo tipo di misurazioni può essere elevata, quello che è certo che il pianeta merita un nome anche se in questo caso serve un maggiore sforzo creativo. «Bisogna considerare che esistono tanti oggetti conosciuti dagli astronomi ed è pertanto molto più difficile trovare alcune proprietà in cui tale pianeta risulta dominante rispetto ad altri corpi celesti».

Nella fascia degli oggetti che possiedono dimensioni simili il pianeta 2007 OR10 è uno dei più scuri, questo elemento combinato con il suo colore rosso potrebbero forse fornire alcuni suggerimenti, prosegue il ricercatore.

Nei prossimi 10 anni l’evoluzione degli strumenti scientifici installati a bordo delle sonde spaziali potrebbe aiutare gli scienziati ad avere una maggiore conoscenza degli oggetti che si trovano nella fascia di Kuiper.

Lo studio è stato pubblicato il 19 Aprile 2016 sulla rivista “The Astronomical Journal”.

Riferimento: The Astronomical Journal, DOI: 10.3847/0004-6256/151/5/117



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