Prime immagini dirette di un esopianeta?


    Un gruppo di ricercatori ha pubblicato le immagini di un probabile esopianeta ma ulteriori osservazioni sono necessarie per discriminare se si tratti di una stella o di un pianeta gigante tipo Giove.

    Durante gli anni passati, in diverse occasioni, le immagini astronomiche ci hanno mostrato oggetti deboli situati vicino a stelle brillanti.

    Alcuni di questi deboli oggetti sono stati considerati i rispettivi pianeti orbitanti ma solo dopo studi successivi si è visto che non era proprio così.

    In alcuni casi si trattava di deboli stelle compagne, in altri casi di stelle di fondo.

    In Aprile di quest'anno, un gruppo di astronomi americani ed europei hanno rivelato un debole oggetto puntiforme, di color rosso, molto vicino, circa 0,8 secondi d'arco, ad una stella nana-bruna denominata con la sigla 2MASSWJ1207334-393254.

    Questo sistema, noto anche come 2M1207, si può considerare come una "stella mancata", cioè un corpo molto piccolo per innescare le reazioni di fusione nucleare e, adesso, produce energia solo per contrazione gravitazionale.

    [inline: 1=Immagine - 1 - Il Sistema stellare 2M1207 e, a sinistra, il candidato GPCC] Immagine - 1 - Il Sistema stellare 2M1207 e, a sinistra, il candidato GPCC ©ESO.

    Si tratta di un membro del sistema stellare TW Hydrae che si trova ad una distanza di 230 anni-luce.

    La scoperta è stata ottenuta con il sistema di ottiche adattive NACO al telescopio di 8,2 m Yepun del Very Large Telescope (VLT) dell'ESO all'Osservatorio Paranal in Cile.

    L'oggetto in questione è circa 100 volte più debole di 2M1207 ed il suo spettro, nel vicino infrarosso, mostra la presenza di molecole d'acqua, confermando che si tratta di un corpo celeste piccolo e di piccola massa.

    Nessuna delle osservazioni contraddice il fatto che si può trattare di un esopianeta in orbita attorno alla stella 2M1207.

    Tenendo conto dei dati spettrali e del suo colore, i modelli evolutivi implicano che si ha a che fare con un pianeta di tipo Giove con una massa circa cinque volte quella del pianeta gigante del Sistema Solare.

    Gli astronomi utilizzano una terminologia per indicare questo tipo di corpi celesti GPCC che sta per "Giant Planet Candidate Companion".

    [inline: 2=Immagine - 2 - Lo spettro nel vicino infrarosso della stella 2M1207 e dell'oggetto GPCC] Immagine - 2 - Lo spettro nel vicino infrarosso della stella 2M1207 e dell'oggetto GPCC ©ESO.

    In uno o due anni, osservazioni successive permetteranno di discriminare se veramente si tratta di un pianeta gigante in orbita attorno ad una stella.

    Lo studio di sistemi planetari esterni in sistemi stellari vicini relativamente giovani, che hanno una età di alcune decine di milioni di anni, è molto importante perché ci aiuta a capire in maniera più accurata le origini del nostro Sistema Solare e la struttura fisico-chimica dei pianeti giganti e, in definitiva, anche quella dei pianeti terrestri.

    Sitografia

    ESO - European Southern Observatory www.eso.org



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