Siamo sicuri di riuscire a distinguere i segnali radio naturali da quelli ET?


Essi hanno dimostrato che l'invio di un segnale radio è quasi completamente indistinguibile dalla radiazione termica ordinaria che proviene dalle stelle.

Questo può rendere complicata la ricerca di segnali alieni quando noi cerchiamo di "ascoltarli" con i più importanti radiotelescopi.

[inline: 1=Immagine - 1 - Il ricevitore del radiotelescopio più grande del mondo a parabola fissa] Immagine - 1 - Il ricevitore del radiotelescopio più grande del mondo a parabola fissa ©Arecibo Observatory.

Uno studio effettuato da ricercatori americani ha dimostrato che la trasmissione di onde elettromagnetiche di elevata efficienza provenienti da sistemi stellari vicini può essere "confusa" con le onde elettromagnetiche emesse da una stella o dal rumore di fondo.

Un messaggio trasmesso con elevata efficienza risulta indistinguibile dal rumore quando arriva ad un ricevitore che non è "familiare", per così dire, con il tipo di linguaggio trasmesso. Per esempio, un messaggio spedito via email con le prime lettere AAAAA contiene poca informazione, se non quasi completamente, dato che il lettore può solo pensare cosa viene dopo l'ultima A, forse un'altra A?

Il messaggio non è certamente casuale.

D'altra parte, un messaggio che comincia con una sequenza tipo RPLUOFQX contiene altrettanta poca informazione dato che in questo caso sarà ancora più difficile prevedere quale sarà la prossima lettera.

Paradossalmente, lo stesso messaggio potrebbe essere una sequenza casuale di lettere che non contengono alcuna informazione.

Se non si conosce il codice, utilizzato per trasmettere il messaggio, non si potrà mai dire la qual'è la differenza tra un'informazione ricca ed una casuale.

Un risultato simile può essere vero per le onde radio.

Quando le onde elettromagnetiche vengono utilizzate come mezzo di trasmissione, il formato più efficace che contiene l'informazione risulta non distinguibile dalla radiazione termica ordinaria delle stelle.

In altre parole, un messaggio radio codificato che proviene dallo spazio può essere del tutto simile a quello associato all'emissione termica di una stella.

Nella storia del nostro Universo, che dura da circa 14 miliardi di anni, è molto probabile che gli ET, se esistono, abbiano già comunicato tra loro, dopo un tempo che è molto maggiore se confrontato con l'epoca delle prime trasmissioni radio e televisive che è dell'ordine di 100 anni.

Inoltre, essi hanno già forse trovato il modo di codificare i segnali radio che apparirebbero, per noi, simili a quelli di un oggetto caldo, cioè di una stella.

Sitografia

Arecibo Observatory - National Astronomy and Ionosphere Center www.naic.edu



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