I vestiti del futuro dello stilista Cnr


    Versace e Armani hanno oggi un altro temibile concorrente: è il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) che, come annunciano diversi comunicati stampa, inizia a creare abiti tecnologici che saranno la moda del futuro… ed i veterani della moda iniziano a tremare…

    Scherzi a parte, il Cnr mette la tecnologia a disposizione dell’abbigliamento ed ecco arrivare la maglia antifumo, la lana antistatica e i cappotti termoregolati.

    La maglia antifumo arriva dall’istituto di chimica e tecnologia dei polimeri del Cnr di Napoli ed è costituita da una lana speciale, addizionata di ciclodestrine.

    Queste ultime, sono composti chimici dalla struttura particolare in grado di intrappolare al loro interno delle sostanze, come quelle che causano il cattivo odore.

    [inline: 1= Immagine - 1 - ciclodestrina] Immagine - 1 - Struttura chimica della ciclodestrina

    Quanti di noi dopo essere andati in un ristorante affollato hanno dovuto immediatamente mettere a lavare i vestiti appena tornati a casa, perché impregnati degli odori della cucina o del fumo di sigaretta?

    Grazie a questo nuovo tessuto, gli odori saranno intrappolati e neutralizzati dalle ciclodestrine quindi le fibre non rilasceranno più odori sgradevoli.

    In pratica queste molecole si comportano come le pillole di carbone attivo che ingerite assorbono i gas intestinali: analogamente le ciclodestrine indossate assorbono i cattivi odori.

    Dalla sezione di Biella dell’istituto per lo studio delle macromolecole del Cnr è nata la lana antistatica. Quante volte durante l’inverno vi sarà capitato di dare la scossa al vicino perché il vostro maglione di lana si era caricato elettrostaticamente?

    Ora con questi tessuti intelligenti brevettati dal Cnr potremo avere il piacere della lana, senza il guaio delle cariche elettrostatiche.

    Dichiara il dott. Claudio Tonin, coordinatore del gruppo di ricerca, "Sono stati prodotti e testati tessuti di lana morbidi e confortevoli con diverse proprietà elettriche tra cui anche la dissipazione di cariche elettrostatiche" quindi se le cariche non si accumulano più sulla superficie delle fibre non si scaricheranno nemmeno sull’ignaro vicino che ci ha incautamente sfiorato.

    Continua il dott. Tonin "L’invenzione ha riscontrato l’interesse di un’azienda tessile locale e si è proceduto al trasferimento di questa tecnologia e alla sua protezione con brevetto, usufruendo anche di un finanziamento del Fondo sociale europeo grazie alla regione Piemonte".

    Un’ultima applicazione sogno delle casalinghe? La realizzazione di tappeti e superfici antistatiche dove non si attacca la polvere.

    Infine, dall’istituto di studio di chimica e tecnologia dei polimeri del Cnr di Pozzuoli (Napoli), arriva il cappotto che si termoregola.

    Sappiamo che il nostro corpo è in grado di mantenere costante la temperatura attraverso la dilatazione o il restringimento dei capillari, analogamente esistono dei materiali detti Phase change materials (materiali a cambiamento di fase) che sono in grado di reagire con il cambiamento di temperatura dell’ambiente e mantenere inalterata la temperatura, quindi anche se fuori nevica, sentiremo un piacevole tepore.

    Concludendo mi chiedo: il futuro della moda verrà dal laboratorio dello stilista o da quello del chimico? Magari sarà una fusione, il tempo ci darà le risposte che cerchiamo.

    26/02/2004



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