Materiali avanzati e contraffazione: realizzato un sistema innovativo per contrastare il fenomeno.


    Nanomateriali contro i falsi. È questa la novità che viene dai ricercatori INSTM del Polo delle nanotecnologie di Terni e dell’Università di Perugia. Gli scienziati hanno infatti trovato il modo di produrre materiali plastici innovativi contenenti, nella loro struttura molecolare, una sorta di "codice genetico" che, una volta decodificato, li rende identificabili e unici: sono i materiali plastici informativi decodificabili (Mpid). Il professor José Maria Kenny, coordinatore per il Consorzio INSTM della Rete di Eccellenza Europea Nanofun-Poly, di cui il progetto sui Mpid fa parte, ci ha spiegato le potenzialità di questa scoperta.

    07/02/2008

    Nonostante i tentativi di contrasto e le leggi più severe il fenomeno della pirateria è in netta ascesa in tutto il mondo: dalle ultime statistiche pubblicate dalla Commissione Europea emerge che nel 2006 sono stati sequestrati più di 250 milioni di articoli contraffatti con un incremento del 234% rispetto al 2005.

    Inoltre dati della World Health Organization stimano che nell’ultimo anno il valore dei farmaci contraffatti ha superato i 40 miliardi di dollari.

    E oltre agli ingenti danni economici sussiste, evidentemente, anche una grave minaccia per la salute pubblica: l’ultimo fatto di cronaca riguarda, in questi mesi, il sequestro in tutta Italia da parte dei Nas di confezioni di dentifricio di una nota marca produttrice.

    Alla luce di tali fatti quale contributo può dare la tecnologia Mpid alla lotta contro la piaga della contraffazione?

    "I campi di applicazione più innovativi e interessanti riguardano il tessile – tra i più toccati dal problema dei falsi – e la produzione di vernici e materiali di rivestimento di superfici. La possibilità di produrre fibre polimeriche fatte di Mpid porterà alla creazione di tessuti con un "etichetta" molecolare decodificabile, permettendo il controllo delle contraffazioni di tessuti e capi d’abbigliamento pregiati, mentre nel caso di vernici, inchiostri e altri materiali di rivestimento, l’uso dei Mpid consentirà finalmente di dare una "carta d’identità" a oggetti di pregio come automobili, barche, aerei o, addirittura, opere d’arte d’autore. Ma le applicazioni sono molteplici. Gran parte degli oggetti di uso quotidiano sono prodotti in materiale plastico e molti di loro sono soggetti a contraffazione o richiedono certificati di autenticità: giocattoli, oggettistica di design, materiale di uso biomedico, ma anche carta moneta e soprattutto certificati d’identità e bancari. In questi casi potranno essere utilizzati materiali Mpid direttamente nella formulazione delle plastiche stampate per produrre l’oggetto. Infine, nel settore agro-alimentare e farmaceutico i Mpid possono garantire una sicurezza superiore a quella dei sistemi anticontraffazione in uso. Questa tecnologia infatti permette la realizzazione, a costi contenuti, di etichette che racchiudano informazioni non riproducibili o di imballaggi decodificabili in grado di garantire l’origine di un prodotto e di certificarne la qualità. Alla base della contraffazione sta il fatto che qualsiasi sistema di identificazione di prodotti con le informazioni riportate in linguaggio convenzionale o in codice a barre, e perfino le etichette in formato elettronico, può essere letto e riprodotto anche con grande fedeltà. Con i Mpid questo problema è superato".

    Professor Kenny, come nasce un Mpid?

    "I Mpid, frutto della sinergia tra nanotecnologie e biotecnologie, sono ottenuti mediante l’aggiunta calibrata alla matrice polimerica di base di molecole inorganiche e organiche complesse o microrganismi non patogeni come il lievito. Queste aggiunte non alterano le caratteristiche meccaniche e funzionali delle plastiche, ma generano una variazione controllata e riproducibile dello spettro elettromagnetico del polimero usato come base del Mpid".

    E come "funziona"?

    "Negli spettri elettromagnetici modificati ad hoc è codificata l’informazione necessaria per identificare il materiale. La decodifica è effettuata con appositi algoritmi che, in base ad uno o più parametri matematici da dichiarare al momento della produzione dei Mpid, interpretino gli spettri in modo da produrre una sequenza numerica o alfanumerica a barre – un codice – che sia specifico del Mpid e che consenta di riconoscere il materiale in modo univoco".

    Il successo della contraffazione dipende dalla semplicità con cui si possono riprodurre i dispositivi informativi. Cosa rende i Mpid diversi?

    "L’estrema sicurezza della tecnologia Mpid. Infatti l’informazione codificata nel Mpid è facilmente decodificabile conoscendo gli algoritmi di interpretazione dello spettro, ma, in base al principio di asimmetria, il processo ‘a ritroso’ è estremamente complesso, rendendo di fatto impossibile riprodurre un Mpid a partire dal suo spettro elettromagnetico. Alla luce di queste considerazioni è chiaro che la tecnologia Mpid rappresenta non solo un importante passo in avanti ma una vera e propria rivoluzione nella battaglia contro la contraffazione. Per questo motivo, grazie a un finanziamento dell’INSTM, il nostro gruppo ha depositato un brevetto internazionale. Per gestire tale brevetto recentemente è stata fondata la MITES Srl (Materials for Information, Traceability, Encryption and Security), uno spin-off dell’Università degli Studi di Perugia che si propone di progettare e produrre nuove etichette e prodotti anticontraffazione, di realizzare software di funzione e accessori e un servizio di introduzione dei Mpid nei prodotti dei clienti. L'idea sta già incontrando l'interesse del mercato: i partner si stanno affollando".


    Box1. ECNP: R&S con un occhio alla formazione

    Offrire "ricerca on-demand" e attività di formazione per i giovani ricercatori nel campo dei polimeri nanostrutturati. Così potremmo definire la missione di ECNP (European Centre for Nanostructured Polymers) la società no profit nata il 14 luglio 2006 a Firenze in seno alla Rete d’Eccellenza Europea Nanofun-Poly (www.nanofun-poly.com), coordinata dal Consorzio INSTM.

    ECNP (www.ecnp.eu.org) è un’organizzazione internazionale che rappresenta un partner d’eccellenza per progetti futuri industriali e accademici.

    Infatti, "ECNP – spiega il presidente Josè Maria Kenny – è il punto di accesso per le grandi aziende e per le piccole e medie imprese a un’ampia rete di centri di ricerca di altissimo livello complementari tra loro, con le loro tecnologie avanzate, le competenze dei loro ricercatori e i loro database ed è in grado di fornire anche assistenza legale e finanziaria".

    L’ECNP coordina, inoltre, progetti di ricerca europei nel campo delle nanotecnologie dei polimeri (sintesi, processamento, caratterizzazione, applicazioni avanzate e impatto ambientale) e promuove attività di trasferimento tecnologico. Ma l’impegno di ECNP non si limita a questo: è coinvolto nell’organizzazione di attività di formazione per giovani ricercatori, promuovendo Master e corsi di Dottorato.

    L’ECNP ha importanti partner europei: oltre al Consorzio INSTM, ci sono la francese INSA VALOR, l’IPF a Dresda, la Fundacion INASMET (Spagna), il FORTH/ICE-HT in Grecia, il SICOMP (Svezia), la Technical University of Lodz in Polonia e il Parco Tecnologico dell'Umbria-Sitech. Le sue sedi operative sono ad Alessandria e a Terni. Altre sedi operative verranno presto aperte a Lione e presso gli altri partner europei di ECNP, incluso il Consorzio INSTM.

    Per informazioni:

    Dr. Claudio Gilardelli Ufficio Relazioni Esterne Consorzio INSTM Via G. Giusti, 9 - 50121 Firenze (Italia) Tel: +39 055 233.87.23 Fax: +39 055 248.01.11 Web: www.instm.it



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