Open Source e Trusted Computing


    Non mi capita mai di scrivere di informatica, nonostante causa il mio lavoro mi reputi un esperto, poiché a mio parere le scienze informatiche, da quando sono nate, sono sempre state al servizio dell'umanità ed in alcuni casi rappresentano quasi una seconda vita virtuale nella quale riporre sogni ideali, amori, ecc.

    La migliore descrizione di un sistema informatico è stata fatta da un pensatore contemporaneo: "un computer è uno stupido veloce, che interagisce con uno stupido lento...": niente di più vero; un computer aiuta una persona di sua natura lenta nel calcolo (ed in altre faccende) a fare più velocemente tutto ciò che questa persona già di suo sa fare.

    Un computer non introduce niente di nuovo, nessun sapere aggiunto viene fornito da un computer che non sia precedentemente stato programmato da qualche esperto.

    Il Computer quindi altro non è che una "macchina", niente di più; può essere paragonato ad una automobile, una lavatrice, uno scaldabagno; quindi altro non è che un oggetto, che svolge delle funzioni per te, e quando un oggetto è tuo, viene naturale farci quello che si vuole.

    Esistono due classi di sistemi informatici: il "fai da te" e l'"all-in-one".

    Solitamente l'hardware rimane lo stesso e quello che cambia è il software (altrimenti detto sistema operativo comprnsivo degli applicativi) che vi gira sopra.

    Nel primo caso l'utente medio vuole sapere tutto quello che succede nel suo computer e vuole avere il totale controllo per essere lui padrone degli eventi che intercorrono in quella, che a tutti gli effetti considera una sua proprietà privata; si tratta di utente esperto che vuole essere amministratore del computer e di se stesso.

    Nel secondo caso l'utente medio non vuole sapere nulla di quello che succede sul suo computer; normalmente si tratta di un utente inesperto, che non è neanche in grado di controllare ciò che avviene e si affida a qualcosa o qualcuno che lo faccia per lui (sistema operativo o amministratore di sistema).

    Noi siamo fautori della libertà di scelta e quindi ognuno deve essere in grado di scegliere da solo il prodotto da utilizzare che più si adatti alle proprie necessità sia nel bene che nel male.

    Purtroppo in tutte le cose belle vi è sempre il retro della medaglia; in questo caso si chiama limitazione della libertà personale; ognuno di noi viene limitato nella propria libertà personale ogni volta che si siede di fronte ad un computer e spesso ne rimane all'oscuro.

    Da qualche anno infatti la comunità informatica internazionale, impersonificata nei grandi colossi informatici, si sta unendo di fronte ad un nuovo nemico: l'utente esperto.

    Queste grandi ditte si stanno coalizzando per ridurre al minimo o eventualmente cancellare totalmente il diritto di scelta dell'utente singolo di fronte ad un sistema informativo, sia esso computer o quant'altro, riducendo a zero le libertà personali di un utente esperto, a meno che non venga pagata l'opportuna tassa identificata dall'applicativo aggiuntivo di turno.

    La nostra società informatica sta diventando implicitamente schiava di brevetti e licenze, canoni ed abbonamenti, software proprietari e diritti di autore.

    Il Trusted Computing

    Per descrivere il concetto di trusted computing facciamo un semplice esempio: prendiamo una comunissima automobile, per esempio quella che abbiamo nel garage e che ci ha fatto sudare 7 camicie per finire di pagare le rate.

    La nostra automobile, è nostra; quindi, nel rispetto delle leggi in vigore, la usiamo come ci pare, ci mettiamo la benzina che vogliamo, se facciamo il tagliando lo facciamo nell'officina che preferiamo e cosi' via.

    Questo è un concetto base della nostra società che si basa sulla proprietà privata: la nostra automobile è una proprietà privata.

    Per i Computers ed i sistemi informativi le cose stanno velocemente cambiando, poiché un gruppo di grosse aziende a cui fanno capo Microsoft, Intel, Sony, IBM, HP, AMD e DELL, si sono unite in consorzio ed hanno creato un gruppo chiamato TCG (Trusted Computing Group), che grazie ad un contratto implicito, che in teoria, secondo loro, verrebbe firmato all'acquisto di un sistema informativo, ci toglie il diritto di utilizzo della nostra automobile informatica: il computer.

    Il sistema attraverso cui avviene ciò è molto semplice: le aziende del consorzio in questione hanno deciso di crittare tutti i loro applicativi con un Codice Segreto Asimmetrico (quasi impossibile da decrittare) rendendoli totalmente incompatibili a tutto ciò che non è crittato con questo codice.

    In questo modo un semplice utente non potrà più neanche installare un programma che gli piace, ma avrà solamente a disposizione una lista di applicativi "trusted", il cui utilizzo è trusted (fidato) sul tuo, oramai non più tuo, computer.

    Per esempio in internet vi sono migliaia di programmi che possono essere scaricati gratuitamente senza intercorrere in nessuna violazione del CopyRight o del diritto d'autore, per esempio un nuovo lettore di mp3, un lettore divX, un programma per programmare o anche uno per disegnare.

    Con i nuovissimi computers certificati TC non sarà più possibile utilizzare questi applicativi perché non riconosciuti dal consorzio TC.

    Affinché ad un programma venga permessa l'installazione su un computer certificato TC deve essere anch'esso certificato TC e per far ciò il programmatore che lo ha creato, deve essere registrato al consorzio TCG e deve pagare una quota annua (intorno a qualche migliaia di euro); in questo modo il programma potrà essere dotato del codice di criptazione per diventare compatibile con gli standards TC.

    Tirando le somme quello che era un software open source non a pagamento diventerebbe così uno dei tanti softwares proprietari ed un utente generico non va a pagare un lettore di mp3 quando windows ne fornisce già uno "gratis".

    In questo modo con il consorzio TCG le grandi compagnie informatiche si sono assicurate una politica monopolistica senza eguali e alquanto subdola, poiché il tutto viene pubblicizzato come un nuovo, rivoluzionario, sistema di sicurezza.

    In realtà, l'unica sicurezza di cui si occupa il TCG è quella del rispetto dei Copyright, infatti, tutti gli applicativi approvati e certificati TC sono fatti in modo da garantire il non funzionamento di eventuali files pirata come mp3, DVD scaricati e/o copiati.

    Come effetto collaterale si impedisce, sempre per gli stessi criteri di sicurezza, l'installazione ed il funzionamento di una miriade di programmi di ogni genere che con la pirateria ha ben poco a che fare.

    Tutta la politica di sicurezza del TCG è un ottimo modo per eliminare la concorrenza sotto le mentite spoglie della sicurezza dei sistemi informatici.

    Anche il problema della pirateria in questi ultimi tempi (almeno qui in Italia) si stà rivoluzionando non poco e al momento in cui vi scrivo una sentenza del tribunale (a cui seguirà chiaramente ricorso) ha scagionato dei studenti torinesi che avevano creato un efficente sistema P2P per lo scambio di materiale audio-video copiato/scaricato.

    La sentenza sanciva la non punibilità del suddetto reato di pirateria poiché lo scambio era effettuato senza fini di lucro. Questa sentenza se approvata potrebbe finalmente mettere fine alla campagna anti-pirateria.

    Chiaramente si scoraggia l'utilizzo di materiale pirata, ma bisogna tenere ben presente che non è detto che ciò sia inquadrato come reato ed in ogni caso il compito della prevenzione va svolto dalle autorità giudiziarie e non dalle ditte informatiche.

    Infatti l'utilizzo di un sistema TC comporta la non utilizzabilità di un qualsivoglia, eventualmente legale, materiale audio-video di dubbia provenienza, per esempio la copia di back-up fatta del CD originale del nostro artista preferito.

    A questo punto una domanda sorge spontanea: un consumatore al quale venisse detto, per esempio, recandosi all'autosalone per comperare un'automobile, che l'auto in questione, per motivi contrattuali e di sicurezza, può funzionare solo con benzina Shell, Esso ed Agip, e se per caso viene inserita della benzina di una marca non approvata, ad esempio Q8, un micro-chip interno spenge l'automobile poiché riconosce che la Benzina non è una di quelle approvate dal contratto di fabbrica?

    E quindi perché lo stesso consumatore dovrebbe comperare un computer TC?

    Nei computer con Windows XP installato questo già avviene, infatti ogni qual volta che si installa un applicativo non riconosciuto compare una finestra che avverte del software non riconosciuto e da due opzioni: "cancella installazione" oppure "continua ugualmente".

    Con Windows VISTA questo messaggio di errore possiede un solo tasto di conferma "OK" che chiude la finestra e non ti permette di installare il programma non riconosciuto.

    Di fatto a meno di craccare il sistema operativo o di avere da subito una versione pirata di WindowsVISTA, questo vi impedirà di utilizzare programmi non approvati dal TCG.

    Ora, viene da pensare che questa comportamento monopolistico funzioni solo sui programmi per computer, ma in realtà non è così: poiché esiste un chip interno a tutti i componenti trusted TC, chiamato "fritzChip" che comunica un codice crittato al computer a cui viene aggangiato.

    Per esempio uno scanner, un stampate, una telecamera, non TC, non potrà mai essere riconosciuto da un computer TC, a meno che essa stessa non contenga il fritz chip e quindi comunichi nello stesso linguaggio con il computer.

    Inoltre il TC non esiste solo per computers e prodotti informatici, ma per tutti i sistemi informativi elettronici, cioé per tutti (o quasi) gli elettrodomestici: non solo computers quindi, ma anche cellulari ed altri apparecchi elettronici, lavatrici, aspirapolveri ecc.

    In sitografia sono riportate le marche e la lista dell'hardware TC compatibile, anche se non aggiornata può rendere bene l'idea.

    Inoltre bisogna tenere conto che oltre alle marche facenti parte del consorzio TCG esistono una miriade di sottomarche affiliate anch'esse al TCG, quindi se siete intenzionate a non favorire la politica monopolistica di queste aziende, chiedete sempre al commerciante se il computer, lo scanner, il monitor o la stampante che state comperando è TC (altre sigle equivalenti sono TCG, TCP, TCPA, TCM); se la risposta è affermativa, scegliete un altro componenete altrettanto valido (esistono altrettante marche validissime e dai prezzi più contenuti, per esempio la ASUS non è membro del TCG).

    Alternative al Trusted Computing: l'Open Source

    La sicurezza che tanto viene osannata dagli ideatori del TCG in realtà è un miraggio per ogni computer TC compliant.

    Per essere funzionante il paradigma TC è necessaria la sinergia tra hardware e software; il software che esegue questa operazione è windowsVista.

    Richard Stalmann una volta disse: "la concezione di sicurezza informatica in un sistema windows è paragonabile al lasciare la propria automobile in un quartiere malfamato di una favelas brasiliana con finestrini aperti, chiavi nel cruscotto ed un cartoncino sopra al volante con scritto: <<per favore non rubare>>!!!".

    In effetti per quanto si possa essere evoluta la sicurezza di un sistema informatico targato Microsoft si tratta comunque di una tecnologia vecchia di 3-4 anni in media e quindi abbordabilissima da qualsiasi malintenzionato che abbia intenzione di violare quel sistema.

    Per ovviare a questo tipo di problemi bisogna installare dei programmi aggiuntivi a pagamento (solitamente neanche poco) per proteggersi dalle intrusioni, dai virus, dagli spyware ecc...

    Nel software open source tutto è per sua stessa natura updatato e debuggato da una folta schiera di esperti informatici, che formano assieme una vera e propria struttura di supporto on-line ed una community open source.

    In ambiente Microsoft l'unico sistema windows accettabile era il windows 3.1, quando ancora non vi era una grande diffusione delle finestre e quindi l'affare informatico risultava essere per pochi eletti.

    Un buon compromesso di stabilità è stato offerto dal sistema windowsXP che però, come detto poc'anzi, già al momento del rilascio, era indietro di circa 5 anni sull'ultima versione di una piattaforma Linux o Unix.

    La cosa che sembra sorprendente è che anche dal punto di vista della facilità di uso un sistema Linux è allo stesso livello se non maggiore di un sistema windows.

    Un esempio pratico è il seguente: un utente novizio associa alla parola computer windows; quindi non conosce la differenza tra sistema operativo, hard disks memoria e quant'altro.

    Qualche anno fa sono stato chiamato da una mia amica completamente inesperta, il cui computer di casa aveva smesso di funzionare misteriosamente, navigando in qualche sito sospetto o scaricando qualche mail... a questo punto ho eseguito un esperimento sociologico: sono andato a casa da lei e le ho detto che i suoi problemi si risolvevano facilmente ma avrei dovuto installare un nuovo programma.

    Ho installato l'ultima versione della Linux Mandrake distribution (che ora si chiama Mandriva), ho cambiato le icone, ho inserito alcuni link sul desktop, ho settato la connessione ad internet, il firewall e le periferiche (scanner, stampante), ho creato un utente che non avesse privilegi di amministratore (e che quindi non potesse fare danni) ed ho messo lo sfondo con la palma ed il mare tropicale di windows, con l'ultimo sistema grafico KDE.

    Poi le ho spiegato che con questo nuovo programma che si chiamava linux (spacciandolo per il nuovo windows) poteva fare le stesse cose che faceva prima, ma aveva già tutti i programmi installati, quindi non avrebbe dovuto installare Office, Photoshop, Nero o quant'altro, doveva solo promettermi di valutarlo dopo un mese di utilizzo, questo per superare il primo sgomento di fronte ad un nuovo desktop con nuovi programmi.

    Quel computer che prima le si bloccava una volta al mese, è durato 2 anni prima di avere le prime noie, che oltretutto erano di tipo hardware e non dipendevano dal sistema operativo.

    La mia amica è ancora soddisfatta e se le chiedo se ha intenzione di tornare al vecchio windows, che utilizzava prima, lei mi risponde che non se ne parla minimamente.

    Al tempo in cui vi scrivo esistono innumerevoli distribuzioni di linux, alcune molto "leggere" altre corredate da gigabite di applicativi alcuni perfettamente identici a quelli che siamo abituati ad utilizzare con windows, scaricabili on-line direttamente con il loro CD/DVD di installazione.

    L'installazione non è complicata più di quella del sistema microsoft, anche perché un utente inesperto comunque non è in grado di installare neanche windows da solo.

    Inoltre per sua natura un utente linux ha il completo controllo su tutto il suo sistema e quindi a differenza di un windows TC compliant, può installare quello che vuole ed agganciare al proprio PC tutti i componenti TC (e non) che desidera; la settimana scorsa ad esempio ho inserito tramite bluetooth un mp3 sul mio cellulare utilizzando una versione di Linux-Suse.

    Si perché un sistema Linux è TC compatibile, nel senso che da quando è uscito lo standard TC , un sistema operativo linux è in grado di comunicare propriamente con tutti i componenti TC, ma nonostante questo non li considera più trusted di un qualsiasi altro dispositivo anche non TC.

    Da quando il software proprietario è emerso sul mercato internazionale l'informatica base, che prima si evolveva in maniera esponenziale, ha cominciato ad evolversi al ritmo lineare del mercato di un qualsivolgia bene di consumo rispondendo al trend della DOMANDA-OFFERTA.

    Ma l'informatica è ricerca e sviluppo; in un'unica parole SAPERE ed il sapere è un diritto di tutta l'umanità.

    Quando sul mercato ci sono due mele una che costa 100 ed una che costa 0, ci si può intestardire a comperare quella che costa 100 solo se effettivamente vale 100, ma se la scala di valori non è questa, perché farlo?

    Il software open source è quella mela che vale zero, si fonda sulla licenza openGPL che permette ad un libero programmatore/pensatore, che crea un software o qualcosa di nuovo di renedere pubblico il proprio lavoro (codice sorgente) per permettere a qualcun altro di migliorarlo, facendolo evolvere sempre di più, purché poi non venga utilizzato per farlo diventare un software proprietario o una sua parte, rompendo in questo modo la catena.

    Questo è quello che è successo da quando le prime finestrelle hanno cominciato a solcare i monitor dei computers, ed ora Bill Gates è uno dei personaggi più ricchi e potenti del mondo.

    Ora non ci sognamo minimamente di invogliare nessuno a migrare da Windows a Linux, dal software proprietario quello open source, ma ci piace dire che esiste sempre una alternativa e questa alternativa anche se a costo zero ha caratteristiche di sicurezza, affidabilità e maneggevolezza molto molto molto superiori a quelle della stragrande maggioranza di softwares proprietari.

    Se si ha timore di passare per la prima volta da Windows a Linux si può semplicemente inserire un Cdrom Live che installa nella memoria del PC un sistema operativo linux minimale che permetta di valutare la reale efficacia del sistema, questo senza compromettere l'installazione di windows preesistente.

    L'ultimo punto su cui bisogna informare i consumatori è che anche quando ci si reca al negozio per comperare un nuovo computer ed esso viene fornito con un sistema Windows pre-installato (XP o Vista) con tanto di applicativi costosissimi, questo non è mai gratis, ogni sistema, che monta Windows ha necessità di avere una licenza e questa licenza costa molto.

    Per le leggi italiane se si fa esplicita richiesta di non volere la licenza windows (sia che il sistema sia installato sia che non lo sia) il negoziante dovrà scalare per intero il suo valore dalla fattura poiché si tratta di un prodotto non richiesto.

    Una alternativa è farsi consegnare direttamente il computer con un sistema linux installato (Fedora, Mandriva, Suse, Ubuntu, Debian) e se i commercianti non eseguono questo servizio, semplicemente cambiate negozio.

    Equivalenti Open Source di Programmi Proprietari con prezzi indicativi di Licenza ed Utilizzo

    • Microsoft Windows (costo= 200/300 euro a PC) -> Linux generico (costo=0 euro)
    • Microsoft Office (costo= 1000 euro) -> OpenOffice/Koffice (costo=0 euro)
    • Word (incluso Office) -> ooword (costo= 0 euro)
    • PowerPoint (incluso Office) -> ooimpress (costo= 0 euro)
    • Outlook (incluso Office) -> evolution (costo= 0 euro)
    • Excel (incluso Office) -> oocalc (costo= 0 euro)
    • Visio (costo=400 euro) -> kivio (costo = 0 euro)
    • Oracle DB (costo 3000/4000 euro) -> Postgree/mySQL (costo=0 euro)
    • Adobe Photoshop (costo 500 euro) -> Gimp (costo=0 euro)
    • Nero Ahead (costo=200 euro) -> K3b (costo= 0 euro)
    • Internet Explorer (costo licenza windows) -> Firefox/Mozilla/Opera (costo=0 euro)
    • Norton Firewall (costo=200 euro) -> Linux embedded (costo= 0 euro)
    • Norton Ghost (costo=200 euro) -> Linux embedded (costo= 0 euro)
    • Norton Antivirus/Spywares (costo=400 euro) -> Linux embedded (costo= 0 euro)
    • Visual Studio/Basic/C/C++/Java (costo=2000 euro) -> Gcc (costo= 0 euro)

    La lista potrebbe continuare all'infinito.

    In media, rispettando le leggi e comperando tutti i programmi che si utilizzano, il software di un computer verrebbe a costare in media 10 volte il prezzo del computer stesso, con l'OpenSource il solo costo sarebbe attribuibile all'hardware ed all'eventuale manodopera per l'assemblaggio e la prima installazione nel caso di utenti meno esperti.

    I prezzi sono solamente indicativi ed ogni software proprietario prevede diversi tipi di licenze per diversi utilizzi, mentre quelli OpenSource sono sempre full functions e mai limitanti nell'utilizzo.

    Attuali Distribuzioni Linux Disponibili

    Di seguito mostriamo la lista delle migliori distribuzioni linux in circolazione.

    Sitografia

    HardwareTC compliant: http://www.no1984.org/Hardware_TC-compliant

    no1944.org sito web: http://www.no1984.org

    TC in breve: http://www.complessita.it/tcpa



    Newsletter

    Resta informato con le nostre notizie periodicamente

    Cliccando sul pulsante iscriviti acconsenti al trattamento dei tuoi dati. La tua email non verrà MAI ceduta a nessuno!