Entro il 2050 gli oceani potrebbero contenere più plastica che pesci


    La quantità di rifiuti di plastica potrà superare quella dei pesci negli oceani entro il 2050, a meno che non vengano prese misure drastiche per riciclare tale materiale.

    La notizia è stata diffusa martedì scorso in occasione della giornata inaugurale del forum economico mondiale di Davos, Svizzera.

    Secondo un rapporto della fondazione Ellen MacArthur (fondazione che promuove la transizione a un’economia circolare) ogni anno l’economia globale perde un valore pari a circa 73 - 110 miliardi di euro. Tale valore viene riferito a circa il 95% degli imballaggi di plastica usa e getta. 

    Rifiuti di plastica sulla spiaggia Coco in corrispondenza della foce del fiume Mandovi e dell’oceano indiano. (India, Goa) Credits: "Waste cocobeach india" by Hajj0 ms - Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia CommonsImmagine 1 - Rifiuti di plastica sulla spiaggia "Coco" in corrispondenza della foce del fiume Mandovi e dell’oceano indiano. (India, Goa). Credits: "Waste cocobeach india" by Hajj0 ms - Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons.

    Il rapporto  propone la creazione di un nuovo sistema per ridurre drasticamente la dispersione dei rifiuti plastici in natura (soprattutto negli oceani) e trovare alternative al petrolio greggio e al gas naturale come materie prime per la produzione di plastica.

    Almeno 8 milioni di tonnellate di materie plastiche finiscono negli oceani ogni anno — un valore pari a un camion carico di spazzatura ogni minuto, sostiene il rapporto realizzato dalla Fondazione Ellen MacArthur insieme al McKinsey Center for Business and Environment.

    Secondo il rapporto se non verrà intrapresa alcuna azione correttiva, questa tendenza aumenterà a due camion al minuto entro il 2030 e a quattro al minuto entro il 2050. In tale contesto gli imballaggi plastici rappresenteranno la maggior parte dell’inquinamento dell’ambiente.

    Tale rapporto non rappresenta una novità assoluta in merito alla diffusione della plastica negli oceani. Infatti nel 2014 la rivista Plos One ha pubblicato uno studio relativo alla quantità di plastica stimata negli oceani. Lo studio "Plastic Pollution in the World's Oceans" è stato condotto da un gruppo internazionale di ricercatori. 

     

    Rivoluzionare l’ecosistema industriale delle materie plastiche

    In base ai risultati degli studi disponibili i ricercatori stimano che la quantità odierna di plastica contenuta negli oceani sia superiore alle 150 milioni di tonnellate.

    Facendo riferimento all’attuale scenario economico mondiale, entro il 2025 gli oceani conterranno una tonnellata di plastica ogni tre tonnellate di pesci, entro il 2050 più plastica che pesci.

    «Il rapporto dimostra l’importanza di innescare una rivoluzione nell'ecosistema industriale delle materie plastiche e rappresenta un primo passo per mostrare come trasformare la plastica all’interno della nostra economia» dichiara Dominic Waughray del forum economico mondiale.

    «Per passare dalla conoscenza all'azione su larga scala è chiaro che nessun attore può lavorare su questo problema da solo. Il settore pubblico, il settore privato e la società civile devono mobilitarsi per cogliere le opportunità della nuova economia circolare delle materie plastiche» continua Waughray.

    Schema dell'economia circolare secondo il rapporto "THE NEW PLASTICS ECONOMY: RETHINKING THE FUTURE OF PLASTICS" della fondazione Ellen MacArthur.Immagine 2 - Schema dell'economia circolare secondo il rapporto "THE NEW PLASTICS ECONOMY: RETHINKING THE FUTURE OF PLASTICS" della fondazione Ellen MacArthur.

    Necessario cambiamento radicale dell'uso degli imballaggi in plastica

    Un cambiamento radicale riguardante l'uso degli imballaggi in plastica richiederebbe la cooperazione mondiale tra le aziende che producono beni di consumo, i produttori di imballaggi in plastica, le imprese coinvolte nella raccolta, le città, i decisori politici e altre organizzazioni. Sarebbe opportuno creare un organismo di coordinamento indipendente per gestire l’iniziativa.

    «La plastica è il materiale trainante dell'economia moderna dalle proprietà insuperate. Tuttavia rappresenta anche il materiale monouso per definizione» sostiene Martin Stuchtey del McKinsey Center for Business and Environment.

    «Volumi sempre crescenti di materie plastiche usa e getta stanno generando costi e distruggendo il valore per l'industria» continua Stuchtey.

    Le materie plastiche riutilizzabili potrebbero diventare un bene prezioso in una "economia circolare" che si basa sul riciclo.

    I risultati dello studio confermano che l'applicazione dei principi dell’economia circolare potrebbe innescare una grande onda di innovazione con benefici per l'intera filiera.


     



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