Cambiamenti climatici e patrimonio culturale: quali scenari sono oggi possibili?


    14/04/2008


    Abstract

    Le tematiche inerenti i cambiamenti climatici stanno attualmente rivestendo un ruolo di grande attualità, sia nel mondo della ricerca che a livello politico, ma gli studi si sono focalizzati su settori quali agricoltura, acqua, ambiente, trasporti, industria, energia e salute dell'uomo. Fino ad ora i cambiamenti climatici non sono mai stati considerati un fattore in grado di minacciare il nostro comune patrimonio culturale, che è una risorsa non rinnovabile da trasmettere alle generazioni future. Il Progetto Noah's Ark [http://noahsark.isac.cnr.it/], finanziato dalla Commissione Europea nel 6PQ di ricerca, ha dimostrato una sinergia innovativa fra ricerca scientifica applicata ai cambiamenti climatici e al patrimonio culturale.


    Cambiamenti climatici e patrimonio culturale

    Il Progetto Noah's Ark, coordinato dal CNR e a cui hanno partecipato dieci Stati membri, includendo due Università, sei enti di ricerca, una compagnia di assicurazioni e una piccola e media impresa, ha iniziato a colmare la lacuna esistente negli studi sui cambiamenti climatici e ha affrontato per la prima volta l'impatto sul patrimonio costruito e sul paesaggio culturale.

     

    Immagine - 1 - Logo Progetto Noah's Ark

    Come è possibile produrre scenari futuri?

    Sono stati selezionati i parametri climatici critici per la protezione del patrimonio culturale, quali i parametri correlati alla temperatura, al ciclo dell'acqua, al vento e all'inquinamento atmosferico. Sono stati utilizzati i dati di output dei modelli di ultima generazione dell'Hadley Centre (UK), sia il modello generale (HadCM3) che quello regionale (HadRM3). I periodi temporali scelti per le analisi sono:1961-1990 (periodo di riferimento), 2010-2039 (vicino futuro) e 2070-2099 (lontano futuro) per l'HadCM3 e il 2070-2099 (lontano futuro) per HadRM3. Tra i possibili scenari emissivi è stato scelto l'A2 (IPCC 2000).

    L'area geografica selezionata è centrata in Europa.

    Sono stati quindi identificati i principali fenomeni di degrado che avvengono sui materiali da costruzione e sulle strutture caratterizzanti il patrimonio culturale. I risultati sono stati espressi in mappe su base europea per una adeguata rappresentazione e visualizzazione dei vari tipi di impatto.

    Cosa ci attende?

    Le mappe riguardano parametri tradizionali climatici che producono danno al patrimonio culturale, quali cicli di gelo e disgelo, quantità delle precipitazioni medie annuali, numero di precipitazioni intense, eventi di vento forte.

     

    Immagine - 2 - Cristallizzazione dei sali in una muratura

    Ma sono stati mappati anche parametri climatici che forniscono una previsione più mirata: per esempio cicli di umidità relativa intorno al 75,5% che determinano la cristallizzazione del cloruro di sodio nei materiali determinandone la disaggregazione.

    In tutta Europa si assisterà ad un aumento generale del fenomeno di cristallizzazione di sali, particolarmente dannoso per i materiali porosi, quali ad esempio arenarie e mattoni, che saranno quindi soggetti a maggiori stress meccanici interni con formazione di fratture fino a completa disgregazione.

    La crescita di materiale biologico su monumenti e siti archeologici richiede grande attenzione sia per i processi di biodegrado che si possono innescare sia per l'impatto estetico che essi producono. La produzione di biomassa è correlata alla combinazione delle medie annue di precipitazione e temperatura. È previsto un aumento della biomassa nell'Europa centrale e settentrionale (Russia, Scandinavia e Scozia) e una diminuzione nel Sud Europa, ad eccezione delle Alpi.

     

    Immagine - 3 - Aree bianche (recessione superficiale) e annerimento del Duomo di Milano.

    Funzioni di danno sono state infine proposte e utilizzate per quantificare e prevedere il degrado su specifici materiali da costruzione negli scenari futuri. Il dilavamento della pioggia produce recessione delle superfici lapidee determinando una perdita irrecuperabile dei dettagli caratterizzanti le opere d'arte. In Europa centrale, Norvegia, Inghilterra settentrionale e Spagna si avranno i massimi valori annuali di erosione dei materiali.

    Lo stress termico sui materiali lapidei che produce microfratture ed esfoliazione continuerà ad avere effetti rilevanti nel bacino del Mediteranno, in particolare Sicilia e sud della Spagna e inizierà a produrre effetti anche nell'Europa centrale, coinvolgendo interamente Italia, Spagna, Portogallo, Grecia ed area balcanica.

    Oltre agli esempi riportati, altri sono i fattori di danno per il patrimonio culturale negli scenari futuri:

    • i cicli di gelo e disgelo aumenteranno in Scandinavia, Groenlandia e in tutte le zone di alta quota in Europa;
    • aumenterà nel Nord Europa la corrosione dei metalli; questo effetto è correlato alla temperatura media annuale e raggiunge valori massimi in corrispondenza di temperature medie annuali di 10 °C;
    • l'aumento delle precipitazioni provocherà danni strutturali nei tetti e negli elementi ornamentali degli edifici (guglie, pinnacoli) e favorirà la penetrazione dell'acqua nelle murature fino ad una loro completa decoesione;
    • precipitazioni intense e alluvioni causeranno danni irreversibili al patrimonio culturale sia mobile che immobile (Inghilterra giugno luglio 6 miliardi Euro).

    I principali prodotti del Progetto Noah's Ark sono l'Atlante di vulnerabilità e le linee guida. L'Atlante consente di individuare le aree più esposte al rischio indotto dai cambiamenti climatici e con le linee guida si è inteso informare chi gestisce il patrimonio culturale sui futuri rischi indotti dai cambiamenti climatici.

    Che capacità di adattamento ha il patrimonio culturale ai cambiamenti climatici?

    Modifiche nella gestione e accettazione di cambiamenti fisici saranno inevitabili: l'Europa e l'Italia, in particolare, hanno una lunga esperienza di ricerca scientifica applicata al patrimonio culturale e la loro leadership mondiale in questo settore va riconosciuta e supportata.

    Sitografia

    EC Project Noah's Ark (SSI-CT-2003-501837) http://noahsark.isac.cnr.it/

    Autore:

    Cristina Sabbioni Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima Consiglio Nazionale delle Ricerche Via Gobetti 101, 40129 Bologna

     



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