L’influenza fattori socio-culturali sull’apprendimento scolastico: Parte 4


Autori: Marco Capocasa, Veronica Marcari, Enzo D’Arcangelo, Maria Enrica Danubio Fabrizio Rufo

Marco Capocasa

Istituto Italiano di Antropologia,Roma, Italia

Veronica Marcari

University of Neuchâtel, Neuchâtel, Svizzera

Enzo D’Arcangelo

Sapienza Università di Roma, Roma, Italia

Maria Enrica Danubio

Università de L’Aquila, L’Aquila, Italia

Fabrizio Rufo

Sapienza Università di Roma, Roma, Italia

Autore corrispondente:

Marco Capocasa

Affiliazione: Istituto Italiano di Antropologia

Conclusione

La nostra indagine ci ha permesso di evidenziare i seguenti due principali aspetti riguardanti l’apprendimento delle basi teorico-epistemologiche dell’evoluzione e della diversità umana e l’influenza che l’ambiente familiare, e in particolare il background culturale genitoriale, ha su di esso:

1. La diversità umana è stata percepita soprattutto come diversità fra gruppi umani piuttosto che fra individui ed è stata principalmente considerata come il risultato di una azione combinata di fattori biologici e culturali. La maggior parte degli studenti è stata concorde nell’affermare la non esistenza della superiorità intellettiva anche se, quando richiesto loro di interpretare il successo delle grandi civiltà storiche, più della metà ha fatto ricorso ad una concezione classificatoria delle popolazioni umane basata proprio sull’esistenza di supposte abilità intellettive superiori.

A prescindere dall’interpretazione che se ne può dare, questa incongruenza dimostra le difficoltà che studenti dell’ultimo anno di liceo possono incontrare nel comprendere se e con quali modalità l’evoluzione biologica possa essere messa in relazione al progresso culturale della specie umana. Tuttavia, questo non può essere considerato come un risultato sorprendente in quanto né la co-evoluzione fra geni e cultura né l’interazione fra fattori culturali e biologici sono tematiche solitamente trattate in maniera dettagliata nei corsi di scienze delle scuole superiori italiane, nonostante il dibattito scientifico sulla teoria della ‘doppia eredità’ dei tratti genetici e culturali sia stato ampiamente sviluppato negli ultimi tre decenni (Laland et al., 2010);

2. il background familiare è risultato essere coinvolto nell’apprendimento scolastico dei giovani studenti e, di conseguenza, anche nello sviluppo dei loro interessi culturali. Da questo punto di vista l’Italia è un caso-studio notevolmente interessante: due terzi degli italiani non legge libri né quotidiani e in diverse zone del Paese, soprattutto al sud, la dispersione scolastica, specialmente fra le coorti più giovani, rappresenta un problema serio e di difficile risoluzione (Ballarino et al., 2010; De Mauro, 2010). Inoltre, non si può trascurare il fatto che l’Italia presenta una percentuale di laureati, nonché di risorse economiche destinate alla cultura, alla ricerca scientifica e all’apprendimento scolastico, inferiore alla media internazionale (Benvenuto, 2007; De Mauro, 2010).

Nonostante i profondi cambiamenti socio-demografici che l’Italia ha vissuto negli ultimi decenni, la famiglia rimane una componente decisiva della struttura sociale ed economica del Paese. Tutto ciò conduce spesso, in Italia più che in ogni altro paese europeo, a quello che viene definito comunemente come ‘familismo’, una particolare relazione tra famiglia, società civile e istituzioni, dove i valori e gli interessi della famiglia sono preferiti a qualsiasi altro impulso proveniente dalla coesistenza umana pubblica (Banfield, 1958; Barbagli e Kertzer, 1990; Ginsborg, 2003; Barbagli et al., 2004).

I risultati della nostra ricerca possono contribuire a definire alcune raccomandazioni utili a calibrare l’attività didattica dei professori delle scuole superiori, oltre che degli sviluppatori dei curricula scolastici, sulla base di ciò che gli studenti dimostrano di apprendere sull’evoluzione e la diversità umana. Una prima osservazione riguarda l’apprendimento dei concetti teorici alla base delle dinamiche coinvolte nel determinare la diversità umana e delle relazioni fra fattori biologici e culturali coinvolti in tale processo. Tali concetti risultano a volte essere contro-intuitivi.

Questa difficoltà può dipendere dal fatto che i programmi scolastici necessiterebbero di essere aggiornati al fine di fornire agli studenti nozioni sufficienti in questo ambito. Come è stato in precedenza mostrato, nei programmi scolastici della scuola superiore non viene fatta specifica menzione né della teoria dell’evoluzione né dei processi biologici e culturali coinvolti nel determinare la diversità umana. Si tratterebbe di un passaggio estremamente importante perché contribuirebbe a contrastare e a prevenire la diffusione delle ideologie razziste già in una fase decisiva del percorso formativo dei giovani studenti.

Infatti l’inconsistenza scientifica del concetto di razza nella specie umana, dipendente dall’evidenza della straordinaria omogeneità genetica di Homo sapiens, ancora oggi, nonostante sia stata ampiamente dimostrata (Barbujani e Colonna; 2010) e le sue evidenze divulgate a vari livelli (Barbujani, 2006; Cavalli Sforza e Pievani, 2011), stenta a divenire un portato culturale universale.

Nel contesto italiano si tratta di un aspetto di notevole importanza a livello di integrazione sociale, in un Paese che sta vivendo una profonda e rapida trasformazione verso una società più compiutamente multietnica e multiculturale e dove l’intolleranza verso il ‘diverso’ e forme elementari di razzismo contemporaneo sovente si verificano proprio fra i più giovani (Campelli, 2004).

La diversità umana, quando diviene oggetto di insegnamento scolastico, svela ancora di più la sua natura intrinsecamente interdisciplinare che, come abbiamo visto, attraversa le scienze ‘dure’ per poi coinvolgere in maniera diretta le scienze sociali e umane. Per questa ragione necessiterebbe del più ampio supporto e della collaborazione degli insegnanti sia di materie scientifiche sia di quelle umanistiche.

Una tale unità d’intenti può rappresentare un valido sostegno per gli studenti dei licei che, come abbiamo già discusso, incontrano difficoltà non trascurabili nel collegare e, allo stesso tempo, nel distinguere, l’evoluzione biologica e il progresso culturale della specie umana.

Ringraziamenti

Questo lavoro è stato realizzato con il sostegno della Provincia di Roma che ha messo a disposizione i fondi necessari allo sviluppo della ricerca. Gli autori desiderano ringraziare tutti gli studenti che hanno partecipato all’indagine, per il loro entusiasmo e per la loro serietà nel rispondere alle domande del questionario. Un ringraziamento và inoltre a tutti coloro che hanno contribuito all’indagine, in particolare ai presidi e agli insegnanti delle dei licei romani che hanno accettato di partecipare.

Indice dell'articolo "L’influenza dei fattori socio-culturali sull’apprendimento scolastico":

L’influenza dei fattori socio-culturali sull’apprendimento scolastico (Introduzione, parte 1)

Scopo del lavoro e Metodologia (parte 2)

Analisi dei risultati dell’indagine (parte 3)

Conclusioni e Ringraziamenti (parte 4)



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