Logica simbolica e logica evolutiva


    Abbiamo caratterizzato la logica simbolica come una logica essenzialmente neurostrutturale ed abbiamo sottolineato il suo determinismo quale frutto di un rigido allineamento degli Oggetti Mentali che si riflettono poi nella struttura insiemistica, con tutti i limiti intrinseci che essa comporta prima di tutto a livello strutturale(1)

    Abbiamo contrapposto a questa logica la logica evolutiva biologica delle cose che supera in parte molti problemi legati ai concetti di vuoto e a quello di caso. Quest'ultimo apre la strada alla logica quantistica, non dobbiamo mai dimenticare che anch'essa, apparentemente più aderente alla realtà, non prescinde dalla dialettica storico – strutturale di base. Non rilevare questa intersezione conduce alla biologizzazione del reale, cosa estremamente ambigua. Quando E. Boncinelli scrive "Non si tratta quindi di una casualità incondizionata, ma di una casualità specificamente riferita a un'ipotetica direzionalità degli eventi evolutivi. Più che di casualità si dovrebbe parlare di direzionalità oltre che di non intenzionalità"(2) Boncinelli avverte il pericolo dell'ambiguità del concetto – caso. Ambiguità che porta il caso ad una soluzione cristallizzata della dialettica che ha la conseguenza inevitabile di un estensione della biologizzazione* anche alla metodologia conoscitiva come tanti studiosi tendono a concludere come appare chiaro in Bellone quando sostiene nella stessa opera citata, che la conoscenza segue le leggi darwiniane. Mutazione e selezione, hanno acquisito significati diversi, dalle civiltà mesopotamiche in poi si è instaurata una nuova evoluzione, più complessa di quella derivante dalla Rift Valley.(3) Anche quest'ultima segue le esigenze evolutive e di conservazione ma non più necessitante come la prima perché non ubbidisce più alla sopravvivenza della specie in quanto tale ma a quella storica delle classi dominanti in evoluzione temporale. La logica evolutiva è biologica è inevitabilmente rigida, ma a differenza della logica matematica le variabili non sono previste, pur all'interno della linea rigida della sopravvivenza della specie, e quindi biologica perché necessitante-naturale e indipendente dalle scelte storiche umane. L'altra ha caratteri storico–dialettici, è quell'evoluzione storica che poi ha prodotto nel tempo un'anomalia a livello NEUROSTRUTTURALE. Da questo punto di vista la BASE STRUTTURALE è un punto in comune, che però si evolve diversamente, diventando a livello di Oggetti Mentali Rigidità e determinismo in cui il caso non previsto non è contemplato, ma solo quello matematicamente decifrabile.

    Proviamo a ricostruire le fasi evolutive che segnano lo sviluppo del pensiero

    1. RIFT VALLEY frattura evolutiva fra gli OMINIDI e le scimmie ANTROPOMORFE.
    2. Civiltà mesopotamiche inizio formazione della coscienza dall'ANOMALIA causata dallo scarto neurostrutturale Tra SISTEMA SPECIFICO (CONTENUTO) e SISTEMA NON SPECIFICO (CONTESTO).
    3. Aggiunta concetto dialettico nelle civiltà micenee, tale concetto a mio avviso, si costruisce in contrapposizione alla rigidità schematica egizia, con i quali i Micenei pare abbiano avuto contatto.
    4. Aggiunta del concetto di storicizzazione nella civiltà industriale
    5. INTERSECAZIONE FRA UNA REALTA' SOVRASTRUTTURALE E UNA REALTÁ EVOLUTIVA.
    Dal momento che nella dialettica biologica evolutiva s'è inserita trasversalmente la dialettica storico–strutturale, che ha in seguito provocato L'ANOMALIA a livello di logica neurostrutturale, causa del rigido allineamento degli OM tramite il processo di origine psicoanalitico della sublimazione. Tale processo, sganciato da una prospettiva essenzialmente psicoanalitica, assume un ruolo cognitivo intrinseco. In questo processo la soluzione Darwiniana tradizionale, LA SELEZIONE assume un ruolo speciale, in questo senso possiamo parlare impropriamente di "Darwinismo matematico"(4), ma corriamo il pericolo di estendere il concetto evolutivo erroneamente a quella dimensione non più necessitante alla base della NEUROSTRUTTURA. E questo accade quando sostituiamo la lotta di sopravvivenza tra le speci con la lotta di sopravvivenza fra le classi. Le due dialettiche si intersecano, ma l'errore di sovrapporle, biologizzando* la dialettico - storico - strutturale, è l'errore ideologico che pone un limite alla conoscenza, anzi tali confusioni danno della Conoscenza un interpretazione EVOLUTIVA secondo le leggi falsamente DARWINIANE. Come ho citato precedentemente quando Enrico Bellone sostiene ad esempio, che la conoscenza si evolve seguendo le leggi darwiniane di mutazione e selezione. L'universalizzazione del darwinismo e la sua estensione sulla sfera storica è un posizione IDEOLOGICA, non in quanto darwinistica ma in quanto schema sovrapposto.

    Note:

    *biologizzazione: sovrapposizione della dialettica evoluzionistica a quella storica. (1)vedere i miei studi su: le scienze web news (2)E. Boncinelli, Prima lezione di biologia, Laterza, Roma-Bari 2001. Ripreso in Enrico Bellone, La stella nuova, ed. Einaudi, TO 2003 introduzione XI. (3)L'origine dell'uomo nella Rift Valley, Yves Coppens, pag 16-23, quaderni Le Scienze n. 113 aprile 2000 a cura di Alberto Salza. (4)J. Pier Changeux ed Alain Connes, Pensiero e materia, Bollati Boringhieri, Darwin e i matematici, cap. v, pag. 117-141. In particolare pag. 141.


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