Numeri complessi e teoria dei quanti


    I numeri complessi pongono alla struttura matematica un limite cognitivo insuperabile nei confronti della teoria dei quanti

    In un certo senso ha ragione Penrose quando afferma che "la matematica sta alla base della teoria quantistica, basta pensare alla teoria delle matrici di Heisemberg(1)".

    Ma questo riconoscimento è un’arma a doppio taglio, e per i problemi già trattati per la formazione della struttura matematica in generale e il limite gnoseologico intrinseco al concetto base ed importante per la meccanica quantistica, ovvero al NUMERO COMPLESSO che in quanto INSIEME, ancora una volta bisogna ricondurre il tutto alla teoria della logica degli OGGETTI MENTALI ed al particolare rispecchiamento nella teoria degli insiemi(2), si rappresentano come coppie di numeri reali (che indicano uno spostamento sul piano).

    Il particolare allineamento degli (OM) ed i conseguenti limiti cognitivi messi da me in evidenza anche con i riscontri "sul campo" all’interno delle scuole primarie, che risultano minimi senza dubbio rapportati a quelli che si trovano nell’opera meravigliosa di uomini come Piaget con le strutture mentali che a tal proposito ha individuato lo studioso.

    A partire dal principio condivisibile della mente come attiva che elabora le strutture mentali che formano il pensiero partendo da INPUT SENSORIALI che comunque non potrebbero essere tali se non avessero prima una valenza specifica spazio-temporale sul piano della realtà strutturale(3).

    Vedere anche successivo schema(vedi nota 5)

    IL PROCESSO ONTOGENETICO in Piaget con le nozioni di spazio e di tempo prosegue poi con il concetto di causalità logica, di insieme e di numero.

    I diversi periodi in cui questo processo ontogenetico si compie, bisogna, a mio avviso, ulteriormente dialettizzarli, vale a dire non interpretarli come monadi biologiche "naturalizzate" come Piaget ogni tanto sembra fare, ma questo rientra nei limiti di un’epistemologia adialettica i cui limiti cognitivi vanno al di là dei fini proposti.

    L’importante è il riscontro concettuale "nonostante tutto", vale a dire il riconoscimento del valore del sensomotorio in funzione cognitiva, dei simboli e delle immagini mentali ai fini di future operazioni formali(4).

    Permanenza dell’oggetto e meccanica quantistica

    Le categorie fondamentali che in Piaget si sviluppano attraverso un processo ontogenetico nel bambino ed in questo processo è molto interessante lo sviluppo della nozione di OGGETTO PERMANENTE nozione che si mantiene nello studioso attraverso le diverse trasformazioni.

    Ebbene è proprio la nozione di permanenza che viene accantonata secondo nella teoria dei quanti, poiché, a prescindere dalle ragioni di Piaget, l’oggetto permanente (monade) blocca la catena degli insiemi, nel nostro caso i numeri complessi che stanno alla base della meccanica quantistica.

    Rimuovere l’ostacolo monadale insito nel concetto di permanenza non significa risolvere il problema cognitivo intrinseco ai numeri complessi (che stanno alla base della sovrapposizione quantistica) in quando insiemi, e in quanto rispecchiamento degli oggetti mentali, a prescindere dal concetto di permanenza congenito nella struttura psichica del bambino, sarebbe un limite cognitivo comunque, perché, e qui sta l’ostacolo epistemologico insuperabile all’interno di un prospettiva psicologico-genetica-cognitivista, in quanto tutto è comprensibile soltanto sul piano strutturale (TERZA VIA).

    A mio avviso i più grossi abbagli degli psicologi cognitivisti che preparano (il letto) dei matematici, compreso "quello" di Penrose, derivano dal fatto che in loro non emergono i problemi di carattere STRUTTURALE(5).

    Su questo piano (come da schema), la catena degli insiemi che emerge dimostra chiaramente delle categorie antitetiche alla nuova fisica sia rispetto all’indeterminismo e sia alla discontinuità intrinseche a quest’ultima, due concetti su cui non si fondano affatto le struttura delle matematiche che pretendono stare alla sua base.


    Note

    (1) Roger Penrose, la strada che porta alla realtà, Rizzoli, 2005 rif. pag. 1034;

    (2) Roberto Ettore Bertagnolio l_insiemistica_come_passaggio_intermedio_tra_gli_oggetti_mentali_e_il_linguaggio_algebrico bertagnolio-insiemistica;

    (3) H. Ginsberg e S. Opper, Piaget’s Teoriy of development, Prentic Hall, Englewood Cliffs (N.J.) 1979). Guardare anche in: La costruzione del reale nel bambino, La nuova Italia, Firenze 1973;

    (4) Jean Piaget, L’epistemologia genetica, ed. Laterza 1983, Bari;

    (5) Schema sulla struttura del pensiero logico simbolico. [inline: 1= Scarica lo schema struttura pensiero logico simbolico - PDF File]



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