Percezione e geometrie


    L’anomalia percettiva, le geometrie non euclidee, la gravità, il piano concettuale della fisica teorica e la geometria piana bidimensionale. Riflessioni sulla logica simbolica e non.

    L’anomalia percettiva alla base della struttura neuropsicanalitica intermediata dalle leggi gravitazionali, conduce, attraverso la sincronizzazione dei sensi ad una visione distorta e incurvata della presunta spazio-temporalità.

    E' in questo senso che si è sviluppata la geometria non euclidea, ignorando completamente il sistema neurostrutturale che porta ad una geometria euclidea piana e bidimensionale.

    All’interno di questa prospettiva non è la gravità a distorcere o a incurvare la presunta spazio-temporalità, ma la percezione influenzata dalla gravità e dall’apparato eurostrutturale.

    Le intuizioni dei fisici teorici , sulla gravità concepita come la curvatura stessa, hanno raggiunto la massima profondità concettuale, ma inutilmente, perché non comprensiva dell’anomalia percettiva di fondo.

    La gravità ha un peso determinante, ma non può identificarsi con la curvatura dello spazio.

    Partendo dalla struttura del pensiero in generale, il momento gravitazionale ha due entrate


    Nota

    (1)Fabio Toscano, Il genio e il gentiluomo, Sironi editore, MI, seconda edizione 2005, p. 222-223, citando Einstein “la gravità è la curvatura dello spazio-tempo.�


    inequivocabili, l’una all’interno del sistema specifico (contenuto), l’altra all’interno del sistema non specifico (contesto).

    Attraverso questi due sistemi, va ad incidere da un lato sul piano della base materiale in correlazione dialettica con gli aspetti biologici-evolutivi, dall’altro lato sulla dialettica neurostrutturale stessa e precisamente sulla dialettica talamo–corticale.

    Questa dialettica acquisisce l’anomalia per difesa nei confronti della distorta percezione a causa di un elemento esterno legato alla gravitazione.

    Il piano concettuale e sperimentale della fisica teorica si sviluppa all’interno del sistema non specifico (contesto) ed ha a che fare con diversi fattori, prima di tutto col prodotto culturale espresso in concettualità simboliche che, come tale, proviene dall’allineamento degli Oggetti Mentali all’interno di una struttura psicoanalitica–dialettizzata e resa tangibile attraverso la teoria degli insiemi.

    Dal sistema non specifico il piano concettuale attinge in due direzioni: l’una nel Serbatoio pulsionale, l’altra nell’interazione tra il piano della struttura biologica-evolutiva e quello della struttura storico-dialettica.

    Le leggi gravitazionali agiscono in entrambi i sistemi, e da questo punto di vista sono essenziali, perchè interagendo con l’anomalia originaria(2) sono alla base dell’errore percettivo che si concretizza nell’illusione della distorsione e dell’incurvatura della presunta spazio–temporalità.


    Nota

    (2) La percezione visiva www.lswn.it/neuroscienze/articoli/percezione_visiva


    Schema Struttura del Pensiero Logico Simbolico PDF file

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    Frattura inconciliabile fra logica simbolica e logica delle cose (biologica-evolutiva).

    Dal teorema di Gödel abbiamo la riprova che, i limiti della logica simbolica, sono fuori da essa(3).

    La logica matematica, fondata sull’anomalia simbolica, per forza di cose arriva come dice Gödel a "proposizioni indecidibili". Il simbolo, è di per se una "sintesi adialettica" di due realtà che fanno stare assieme "l’impossibile". Per questo la filosofia non poteva avere la stessa struttura della logica simbolica, la filosofia è nata rompendo il giocattolo, ma dopo secoli quest’ultimo si è ricomposto.

    La storicizzazione dei concetti e la loro dialettizzazione all’interno del materialismo storico-dialettico le ha ridato alla filosofia il ruolo antisimbolico e l'ha sottratta dal diventare "teologia" come in Hegel.

    Ed è con tale ruolo che riusciamo ad evitare i limiti del pensiero simbolico e ad un tempo l’anomalia storica legata agli aspetti neurostrutturali della matematica, ed a mettere in luce le contraddizioni logiche all’interno della fisica tra "indeterminazione e misurazione" ad esempio(4), perché la filosofia è fondata sulla logica delle "antitesi" e delle "sintesi", e propendendo per la seconda si ferma la dialettica, diventa una "monade" (simbolo) e in quanto tale è pietrificata, è questo la differenza fondamentale fra civiltà greca e egizia, la massima espressione della prima è la filosofia della seconda la mummia.

    Per questo con l’epistemologia forgiata all’interno del materialismo storico, in quanto gnoseologia antecedente al Capitale che riguarda essenzialmente la storicizzazione dei concetti e la loro dialettizzazione, riusciamo a superare il limite cognitivo-strutturale della matematica, nei confronti della nuova fisica, limite che parte dalle contraddizioni insite già a livello di rapporto fra misure strumentali e percezione, scoprendo le contraddizioni, individuando le discrepanze, privilegiando i momenti di antitesi-antisimbolo.

    Note:

    (3) "per ogni sistema formale di regole e di assiomi è possibile arrivare a proposizioni indecifrabili usando gli assiomi dello stesso sistema formale" (Sintesi descrittiva del teorema di G.). Uscire dal sistema vuol dire cambiare logica, ecco di conseguenza la frattura tra la struttura matematica e la logica della cose in senso lato.

    (4) R. Penrose, Il grande, il piccolo e la mente umana, nuova edizione Raffaello Cortina, muova edizione, scienza e idee, pag 15.e 64, 2000. Cito "L’indeterminazione nella meccanica quantistica salta fuori soltanto quando" si Fa misurazione, "cioè una operazione che comporta l’ingrandimento di un evento dal livello quantistico a quello classico"… riprende a pag. 64 "Questo non determinismo fa la sua comparsa con R .Tutto a livello U è deterministico; la meccanica quantistica diventa non deterministica solo quando facciamo qualche cosa che abitualmente chiamiamo misurazione".



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