Apparato visivo, spazio – tempo, sistema neuronale e mappe retinotopiche


    Visione e percezione spazio-temporale dipendono anche dall’integrazione fra i neuroni della formazione reticolare(1)

    La visione e la comprensione avvengono grazie a questo tipo di sincronizzazione fra le varie aree. Bisogna concludere in fondo, come afferma Zeki che "Il mondo visibile è un'invenzione del sistema visivo cerebrale" (2).

    Questo si capisce dal momento in cui si intuisce che la percezione e la comprensione sono due momenti distinti, pur agendo in sincronia, diversi esperimenti lo confermano (il triangolo Kanizsa ) (3) . Fra le varie aree funzionali della corteccia visiva, devono essere risolti innumerevoli conflitti.

    Questi conflitti risalgono principalmente all'organizzazione della coscienza, alla discrepanza fra il sistema specifico e non specifico, e questa discrepanza è maggiore o minore, a sua volta, in dipendenza dell'equilibrio fra i due sistemi e al rapporto con la struttura evolutiva storico-dialettica (4).

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    Immagine - 1 - Il triangolo di Kanizsa

    Queste "discrepanze illogiche" che per millenni hanno soggiornato all'interno della nel nucleo talamo-corticale della coscienza frutto di una mancata soluzione a livello di BASE STRUTTURALE, stanno alla base del problema irrisolto della PERCEZIONE TRIDIMENSIONALE.

    Ricordando Bekenstein. "La nostra percezione TRIDIMENSIONALE sarebbe allora una tenacissima illusione oppure semplicemente una di due maniere alternative di vedere la realtà (5)". la percezione gestaltica con la relativa integrazione dei singoli frammenti, è la miglior dimostrazione immediata che l'apparato visivo esterno non basta: Il problema è sempre lo stesso e concerne quella che i filosofi chiamano la dialettica soggetto-oggetto.

    La struttura da me presa in prestito (R. Llinas) concernente il sistema specifico e non, con tutto ciò che implica a livello strutturale, va in pieno accordo con la teoria di Stephen Kossliyn (6).

    Il problema è, a ragione, di tipo cognitivo: noi abbiamo due occhi e il fondo di ciascuno è piatto, sul fondo sono proiettate due immagini su un MURO.

    La realtà viene proiettata sul fondo dell'occhio passando attraverso un cristallino. Il problema che si pone e che è gia stato riscontrato a livello di conoscenza oggettiva è nuovamente quello del passaggio delle immagini create dall'apparato visivo proiettata attraverso il cristallino.

    Questo "falso" costante della tridimensionalità, sicuramente ha a che fare con la dialettica della NEOCORTECCIA-FORMAZIONE RETICOLARE–TALAMO (vedi schema di Crick). Ma un altro fattore estremamente importante in funzione delle contraddizioni cognitive è senza ombra di dubbio quello derivante dalle MAPPE RETINOPICHE (7), la corteccia visiva è organizzata in numerose mappe neurali situate nella parte posteriore del cervello (Lobo occipitale).

    Le discrepanze dipenderanno dalla disposizione di queste mappe neurali in rapporto ai due canali (percezione e immaginazione). Ma la causa prima di tutti i conflitti COGNITIVI è L'ANOMALIA ORIGINARIA legata ai due Sistemi base atti alla formazione della coscienza (Contesto-contenuto, specifico e non) (8).

    Questi due sistemi alla base della costruzione della visione, a mio avviso sono coincidenti perfettamente coi due canali (Stephen Kossiyn), il primo discende dal LOBO TEMPORALE ed è implicato nel riconoscimento delle FORME, poi c'è l'altro canale che conserva l'informazione e discende dai LOBI PARIETALI POSTERIORI i quali si occupano di PROPRIETA' SPAZIALI, come la Localizzazione e probabilmente le Dimensioni e L'orientamento.

    Questi due canali all'interno degli studi di Angeweider e Mitchkin sono stati identificati con sistemi del che cosa e del dove, e coincidono perfettamente con quelli prima citati il sito cerebrale di congiunzione dei sistemi, cioè del lobo temporale, del lobo parietale e del lobo occipitale, è identificato dagli studiosi con quello della MEMORIA ASSOCIATIVA.

    Riceve informazioni dal SISTEMA VENTRALE sul "che cosa", e dal SISTEMA DORSALE del lobo parietale posteriore che elabora le proprietà spaziali, sul dove. La memoria associativa identifica gli oggetti e connette informazioni, ad essa giungono anche quelle riguardanti gli altri sensi.

    Bibliografia

    (1)Discorso di F. Crick, sulla formazione reticolare citato anche da A. Treves, in i volti della mente, in particolare "La mente nella rete", 6p.167, ed. Cuen, NA, 2000

    (2)Da "Le scienze" n.291, novembre 1992, Oppure pp.40-48, Quaderni scienza, n.101, aprile 1998, L'elaborazione dell'immagine visiva, Semi Zeki, Le scienze spa,mi.

    (3)Esempi gestaltici, il triangolo di Kanizsa e altri esempi, da: Le scienze, ibidem, e Chistin Temple, il nostro cervello, ed.laterza, Bari, 1996, 147-152.

    (4) Miei studi su: www.lswn.it

    (5) Ricordando Bekenstein, gli studi citati, in Le scienze n.421, sull'universo olografico, settembre 2003.

    (6) Stephen Kossiyn, studi sulla visione e sulle immagini mentali, su I segreti della mente, le scienze, CD-rom, Bruno Levy e Emile Servan-Schreiber.

    (7) Mappe retinotopiche: Dagli studi di Stephen Kossliyn. La corteccia visiva è organizzata in numerose mappe neurali situate nella parte posteriore del cervello (lobo occipitale). Alcune di queste mappe sono chiamate Retinotopiche perché conservano la disposizione spaziale delle cellule della retina dell'occhio. Su queste mappe, neuroni adiacenti sono attivati dai punti adiacenti di luce nella spazio. Vedere anche dello stesso autore "Le immagini della mente", Giunti, presentazione di Bruno G. Bara, Firenze 1989

    (8)Miei schemi classici su: www.lswn.it



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