Conoscenza dichiarativa, conoscenza procedurale, percezione, immaginazione, connessione fra i neuroni e sublimazione


    La soglia tra neuroscienza e psicologia (introduzione alla terza via)

    Il mio schema base sulla struttura del pensiero logico simbolico è costruito sul concetto di coscienza, prima ancora che neuroscientifica, psicoanalitica (1).

    Naturalmente alla base della scelta delle mie linee guida per un problema così complesso, vi è un lavoro epistemologico fondato sul materialismo storico-dialettico (2).

    Ciò che è essenziale tener presente, e nello stesso tempo quello che mi spaventa sono le difficoltà legate all'assemblaggio di scienze apparentemente distanti a livello concettuale.

    L'importante è trovare i pezzi giusti anche in contesti diversi.

    Una costante nella ricerca sul pensiero è la provenienza delle fonti di informazione.

    Le principali sono le classiche su cui è stata costruita la dialettica di gran parte del pensiero filosofico occidentale, soggetto-oggetto, interno-esterno, non specifico-specifico, immaginazione-percezione.

    In particolare, Immanuel Kant aveva identificato chiaramente le due vie principali, due secoli prima della psicologia cognitiva e della neuroscienza.

    I miei studi filosofici legati alla cultura mitteleuropea e in particolare alla scuola di Francoforte e al Materialismo storico-dialettico, mi hanno invogliato a rivolgere lo sguardo su altri possibili input, che provengono a mio avviso anche da una terza via, e segnano i limiti gnoseologici della struttura del nostro pensiero.

    Bisogna andare verso i settori evolutivi-biologici e mettere in evidenza i fattori che introducono alla dialettica a livello di base materiale come il Derma e tutta la funzione sensoriale e le numerose terminazioni nervose presenti sulla pelle che ricevono e trasmettono stimoli al cervello.

    Tutto ciò non è in contraddizione con la psicologia cognitiva, essa traspare ad esempio negli studi di John R. Anderson (3).

    E' la via della CONOSCENZA PROCEDURALE.

    Ma iniziamo a formulare meglio queste conoscenze. La prima fonte d'informazione è costituita dall'ambiente esterno.

    E' necessario un processo d'attenzione selettivo in grado di discriminare le informazioni pertinenti ai nostri OBIETTIVI.

    Altri dati altrettanto pertinenti vengono procurati da un'altra fonte d'informazione interna genericamente chiamata MENTE, attraverso la CONOSCENZA DICHIARATIVA , che può essere rappresentata in termini di RETI SEMANTICHE, ed è una conoscenza esplicita.

    La terza fonte d'informazione dipende dalla CONOSCENZA PROCEDURALE, e qui sia Anderson che Eric Kandel (4) si fermano da buoni pragmatisti americani, agli aspetti MOTO-SENSORIALI INCONSCI.

    Secondo Anderson addirittura "il pensiero umano consiste essenzialmente nell'esecuzione di una sequenza di queste regole al ritmo di un'esecuzione ogni 250 MILLISECONDI circa" (5).

    Ma proprio lo specifico della conoscenza procedurale cioè la dimensione inconscia fa si che la dimensione moto-sensoriale di cui parla anche Kandel, sia per sua stessa natura insufficiente.

    Chi riconosce questo terzo incomodo deve avere il coraggio di andare fino in fondo, rimando per chiarimenti più specifici alla mia teoria su :www.lswn.it, accenno soltanto al fatto che i processi inconsci si legano bene ai processi neuroscientifici, quale la STABILIZZAZIONE dei neuroni e al processo psicoanalitico della SUBLIMAZIONE come viene inteso con la rivisitazione epistemologica all'interno del Materialismo storico-dialettico, cioè come razionalizzazione della catena degli OGGETTI MENTALI.

    A questo punto necessita un'ultima riflessione di approfondimento della interazione fra i neuroni.

    Dagli studi di McClelland (6) si apprende che "La nostra attività cognitiva è in realtà il prodotto dell'interazione fra tutta queste unità di elaborazione molto semplici", ciascun neurone può avere più di 100000 connessioni con altri neuroni.

    Il contenuto di un pensiero è una distribuzione di attività, allora ci si può chiedere come si passa da un pensiero all'altro.

    Questo è precisamente il compito delle CONNESSIONI INTERNEURALI che ci permettono di passare da una distribuzione di attività alla successiva.

    La mente continua a cercare di prevedere gli eventi futuri, e il cervello segue una linea di approfondimento in fondo molto semplice, secondo McCelland la rete utilizza un ALGORITMO della RETROPROPAGAZIONE, atto a mettere in evidenza lo scarto fra la previsione e il risultato.

    In questo senso la retropropagazione può essere intesa come la rete che modificando le forze delle connessioni tra i neuroni al fine di ridurre la differenza fra le sue risposte e le risposte desiderate.

    Lo scarto fra i due meccanismi suscita psicoanaliticamente il contenuto del SUPER-EGO che è alla base della SUBLIMAZIONE.

    Secondo i miei studi questa scarto contradditorio ha una spiegazione STRUTTURALE e dipende in primo luogo dalla DIALETTICA A LIVELLO DI BASE MATERIALE.

    l'algoritmo adoperato dalla rete atto a modificare la forze di connessione tra i suoi neuroni, successivamente consentirà alla rete neuronale di trovare quelli che sono i valori corretti, ovvero non contradditori, in grado di ridurre le connessioni che tendono a modificare le risposte attese.

    La logica della non contraddittorietà è data dal processo di STABILIZZAZIONE fra i neuroni e a livello psicoanalitico da quello di SUBLIMAZIONE che, modificando la situazione neuronale attraverso le opzioni analizzate, modifica il meccanismo di base della tensione superegale .

    La sistemazione logica all'interno della catena degli OM sancisce psicologicamente un meccanismo prima di tutto neuronale, rispecchiante alla fin fine il passaggio dialettico conservativo che deve essere sempre superato a livello STRUTTURA LOGICO-SIMBOLICA.

    E' alla fin fine proprio questa struttura (frutto dell'anomalia originaria) che un giorno dovrà essere sostituita, e per fare questo, dobbiamo "fare una cosa semplicissima", ovvero, cambiare il mondo (7).

    Bibliografia

    (1)Mio schema base in www.lswn.it

    (2)R.E.B, Prolegomeni ad una psicoepistemologia storico-dialettica, ed. EP, La storicizzazione dei concetti, pagg.126-128., 1970. Cerrione - Vergnasco (BI)

    (3)John R.Anderson, Ecologia cognitiva e le sue implicazioni, ed.Zanichelli, 1edizione italiana, 1980, pagg.259-263.

    (4) Kandel e Schwartz (1984). Principles of Neuronal science, New York.

    (5) cd rom, "I segreti della mente" scienze americane, o in J.R. Anderson, psicologia cognitiva e sue implicazioni, ed.Zanichelli 1993, BO.

    (6)McLelland, sua opera generale sui meccanismi neurali.

    (7)Roberto Ettore Bertagnolio, Conferenza tenuta nel 1986, X anniversario di ricostituzione dell'Università Popolare di Biella, nell'Ambito di "Cultura permanente ed educazione funzionale" sul tema: "Coscienza critica e cultura di massa", Circolo sociale di Biella. chi la volesse esaminare trova uno stralcio in "Prolegomeni a una teoria neuroscientifica della conoscenza", in http://digilander.iol.it/robertobertagnolio



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