Gli autistici savant e la mente degli animali - Page 2


    10/03/2008 (« page 1)

    E di queste classi, che sono poi i concetti, tutti gli organismi hanno un fondamentale bisogno. Non solo "la roba da mangiare", ma anche "i predatori", "i partner sessuali", "i compagni sociali" e cosi' via.

    D'altra parte, non vi é dubbio che in talune circostanze sono proprio le caratteristiche individuali, idiosincratiche degli stimoli ad essere di utilità.

    Consideriamo la categoria dei "partner sociali". Non sempre conviene trattare tutti i membri della categoria alla stessa stregua. Ad esempio, un animale ha buone ragioni per comportarsi molto più altruisticamente nei confronti di un fratello (o in generale di un affine) che nei confronti di un estraneo.

    Un modo semplice per stimare la parentela può basarsi sulla familiarità: sii altruista nei confronti di quelli con cui sei stato allevato. Per fare questo non basta riconoscere le caratteristiche generali che debbono possedere i membri della classe dei partner sociali trascurandone i dettagli. Al contrario, sono proprio i dettagli che servono: debbo ricordare quel particolare individuo con il quale ho vissuto in quel particolare periodo in quel particolare luogo.

    Ma come può il cervello passare dalla trascuratezza alla focalizzazione dei dettagli?

    Allan Snyder, un neuroscienziato dell'Università di Sidney, in Australia, ha osservato che anche nelle persone non autistiche possono essere evidenziate capacità simili a quelle dei savant, applicando al lobo temporale dell'emisfero sinistro dei campi magnetici pulsanti che producono una temporanea disattivazione di quelle aree cerebrali (una procedura nota come stimolazione magnetica transcranica)(2).

    In questo caso l'analogia tra la condizione umana e quella degli altri animali sembra reggere, perché numerose ricerche suggeriscono che, in tutte le specie studiate, le aree dell'emisfero sinistro sono per l'appunto responsabili dei processi di formazione delle categorie e dei concetti, mentre quelle dell'emisfero destro sono dedicate all'attenzione per i dettagli individuali(3).

    Il prevalere dell'attività nell'uno o nell'altro dei due emisferi può determinare perciò una maggiore inclinazione all'analisi del dettaglio o alla categorizzazione.

    Forse é proprio un'anomalia nel normale bilanciamento delle attività nei due emisferi che produce alcuni dei sintomi degli autistici savant.

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    Bibliografia:

    (1) Snyder A, Bahramali H, Hawker T, Mitchell DJ (2006) Savant-like numerosity skills revealed in normal people by magnetic pulses. Perception 35: 837-845.

    (2) Vallortigara, G., Snyder, A., Kaplan, G., Bateson, P., Clayton, N.S., Rogers, L.J. (2008). Are animals autistic savants? PLoS Biology Vol. 6, No. 2, e42 doi:10.1371/journal.pbio.0060042.

    (3) Vallortigara, G., Rogers, L.J. (2005). Survival with an asymmetrical brain: Advantages and disadvantages of cerebral lateralization. Behavioral and Brain Sciences, 28: 575-589.

    Sitografia:

    CIMEC - Center for Mind/Brain Sciences | University of Trento, Italy www.cimec.unitn.it

    Centre for the Mind professor Allan Snyder www.centreforthemind.com/director/index.cfm

    The University of Sydney, Australia www.usyd.edu.au



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