La depressione


    Un grigio perenne, una tinta monocromatica che offusca la vita

    «… Ma il coraggio di vivere, quello ancora non c’è», struggenti parole tratte dalla canzone I Giardini di Marzo" di Lucio Battisti, e ancora versi come «…se la forchetta torna su ma senza cibo perché sa che la tua bocca non ci sta, se gli occhi sono un cielo blu ma senza stelle né poesie, se non ti accendi più al fuoco di un amore, se la malinconia con tutti i suoi ghiacciai ti paralizza il cuore, se tutti questi se li senti dentro te hai voglia di morire…», tratta dalla canzone La Voglia di Morire di Marco Masini.

    No, non stiamo parlando del pessimismo leopardiano, né della filosofia che "la vita dei mortali è dolore" dei grandi tragediografi greci, stiamo analizzando un male dei nostri giorni, una malattia oscura che apparentemente inesistente, in realtà ha già contagiato milioni di persone nel mondo. Alcuni la chiamano "male di vivere", altri "angoscia esistenziale", per molti è nota semplicemente come "depressione".

    Cosa è la depressione

    Dalle enciclopedie mediche questo termine indica una "modificazione, passeggera o durevole, della disposizione affettiva fondamentale (cioè dell’umore) inquadrabile in una situazione patologica esistenziale".

    Un’altra sua possibile definizione può essere "alterazione della vita psichica che colpisce essenzialmente l’umore orientandolo verso una condizione di tristezza e dolore morale".

    La depressione si manifesta in genere con dei sintomi come abbassamento dell’umore, inclinazione al pianto, improduttività, lentezza nelle reazioni psichiche e interpersonali, anoressia, stipsi, insonnia e facile stanchezza.

    Esistono vari tipi di depressione:

    depressione reattiva, legata cioè a un disturbo di tipo affettivo; depressione neurotica, quando vi è un motivo obiettivo che scatena la depressione.

    La sua durata o intensità è sproporzionata rispetto alla gravità del problema; depressione psicotica, in cui la depressione è immotivata con tendenza ad autoaccusarsi e a nutrire spaventosi, quanto irragionevoli sensi di colpa; depressione organica, associata al debilitarsi dell’organismo ad esempio con la vecchiaia; depressione sintomatica, associata a un trauma cranico o a tumori endocranici.

    Le cause

    Ma quali sono le cause della depressione? Esistono diverse motivazioni che possono indurre la comparsa della depressione.

    In uno studio di Maria Del Zompo, ricercatrice del Dipartimento di Neuroscienze "B.B.BRODIE" sezione di Farmacologia Clinica dell’Università di Cagliari, si pone l’attenzione sul ruolo della genetica come fattore predisponente dell’insorgere della depressione.

    In questa analisi si afferma che quanto è più stretto il legame di parentela con soggetti che hanno sofferto di depressione, tanto più e alto il rischio di ammalarsi del disturbo (da 1,5 a 2,5% di probabilità in più rispetto a chi non ha mai avuto parenti stretti che soffrivano della malattia).

    Inoltre questo studio rivela un maggior pericolo di contrarre la depressione per i gemelli monozigoti, pericolo quantificabile nel 50% di probabilità di sviluppare il disturbo per i monozigoti, rispetto al 10% per i dizigoti indipendentemente dal fatto che siano o meno cresciuti insieme.

    Inoltre da questo stesso studio emerge che anche in merito ai casi di depressioni infantili riscontrati in bambini adottati è valida l’ipotesi che questi figli non biologici sviluppino la malattia anche se nella famiglia accogliente nessuno mai ne è stato affetto.

    La depressione inoltre è una malattia complessa ovvero una patologia comune che colpisce milioni di persone e le cui cause non possono essere spiegate solo con il ricorso a fattori genetici ma integrando questi dati con i fattori ambientali.

    Wright, genetista degli anni ’50, stimò in 10 geni il numero necessario che concorre a determinare le malattie complesse definite anche "multifattoriali" perché frutto appunto dell’interazione fra geni e ambiente.

    In un altro studio della dottoressa Alessandra Maggia e del dottor Roberto Musiari viene spiegato come ci sono anche altre ipotesi sulle cause del disturbo depressivo.

    Ad esempio una particolare malattia come il morbo di Parkinson fa si che si producano gravi lesioni ai neuroni del nucleo dorsale che contiene grandi quantità di serotonina, ormone il cui abbassamento, a causa di queste lesioni, provocherebbe la depressione.

    Anche l’uso di certi farmaci, come antiipertensivi che bloccano l’adrenalina, antiparkinsoniani con azione dopaminergica, ormoni corticosteroidi e estroprogestinici, antitumorali e antiepilettici, possono indurre depressione.

    Ma anche alcuni cambiamenti nel flusso sanguigno celebrale provocano la malattia aumentando la loro quantità nella corteccia frontale e nell’amigdala e diminuendo nella corteccia parietale e temporale posteriore, zone del cervello deputate all’elaborazione attentiva e linguistica.

    Ipotesi neurochimiche

    Vi sono poi numerose Ipotesi neurochimiche sulla depressione.

    Le principali sono:

      1) Ipotesi monoamminica della depressione: La depressione sarebbe causata da una diminuzione dei collegamenti sinaptici che utilizzano i neurotrasmettitori come la serotonina. Ma poiché è stato notato che l’aumento di questi collegamenti causa della depressione, questa sola Ipotesi non è ritenuta più valida. 2) Ipotesi della carente regolazione della depressione: La depressione dipenderebbe da un fallimento del meccanismo regolativo che presiede all’attività dei neurotrasmettitori che così non potrebbero dare adeguate risposte alle necessità ambientali. 3) Ipotesi ipotalamo-ipofisi-surrene: Grazie ad una eccitazione anomala delle cellule dell’ipotalamo, sovrapproduzione governata dalle regioni del sistema libico, si produrrebbe una elevata quantità di ACTH (ormone adrenocorticotropo) da parte dell’ipofisi anteriore. Questo causerebbe la depressione. 4) Ipotesi dell’avvicendamento delle stagioni:La DAS(Disturbo Affettivo Stagionale) può dipendere dal grado di luminosità. La luce brillante ha infatti un importante effetto antidepressivo grazie anche al coinvolgimento di alcuni mediatori neurochimici come la serotonina che segue un marcato ritmo stagionale nell’uomo con valori più bassi d’inverno e primavera rispetto all’estate o all’autunno. 5) Ipotesi di alti livelli dell’ormone della crescita e depressione e tra iper/ipo-tiroidismo e cambiamenti emotivi:Numerosi studi hanno evidenziato una correlazione fra alti livelli di ormone della crescita e depressione, nonché fra alti o bassi livelli di tiroide e mutamenti dell’umore.

    Fin qui la definizione, le cause, la sintomatologia e i vari tipi di depressione, ma prima di arrivare al punto più importante ovvero le cure, diamo uno sguardo alla problematica delle differenze di genere nei suoi rapporti con la depressione.

    Riguardo alla dimensione di genere nella patologia depressiva, lo studio della dottoressa Elvira Reale, ci rivela che parlare di differenza di genere fra uomo e donna significa osservare una netta prevalenza di donne che soffrono di depressione rispetto agli uomini.

    Le cifre parlano chiaro: dal World Health Report, ovvero dal rapporto sulla salute mondiale del 1999, si riscontra che la depressione unipolare, valutata fra tutti gli uomini e donne del mondo, occupa l’ottavo posto per i maschi e il terzo posto per le femmine.

    Restringendo il campo ai paesi ad alto reddito e nella fascia fra i 15 e i 44 anni le donne salgono al primo posto e gli uomini al terzo.

    Nella conferenza nazionale sulla salute mentale italiana svoltosi a Roma il 15 Gennaio 2001 si è fatto il punto sulle cifre che coinvolgono uomini e donne nelle varie tipologie del disturbo psichico.

    Non solo quindi depressione, ma alcolismo, tossicodipendenza, anoressia, bulimia, insonnia e ovviamente depressione.

    Anche da questa nuova indagine è emerso che la prevalenza femminile in tutti i campi delle varie psicosi è netta, dato che conferma la precedente indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

    In media l’incidenza maschile della malattia è pari all’1.10% mentre quella femminile è del 1.98%.

    Dallo studio emerge anche che il trattamento prevalente della depressione è quello medico-farmacologico con particolare riferimento ad ansiolitici e antidepressivi.

    Il trattamento psico-terapeutico è invece poco diffuso.

    Con riguardo infine ai rimedi non farmacologici di prevenzione e di cura del disturbo depressivo, in uno studio vengono elencate sei semplici regole per arginare ma soprattutto prevenire la comparsa del disturbo depressivo.

    Regole per prevenire la depressione

      1) Non separare mai il bene dal male: rifiuta le classificazioni rigide che ti sono state insegnate da bambino(bene/male, vero/falso, buono/cattivo). Non giudicare, goditi la vita nella sua totalità di sfaccettature e angolazioni sempre diverse. 2) Sveglia il nuovo: non c’è nulla di immobile, tutto si muove, tutto è dinamico. Smetti dunque di resistere alle novità, lascia che la tua vita e la tua mente si rinnovino. Impara ogni giorno qualcosa di nuovo e renderai le tue giornate sempre diverse le une dalle altre. 3) Ritrova la semplicità: quando avrai una casa, un buon lavoro e una bella macchina nel garage, comincia a pensare né a ieri né a domani ma al fatto che oggi potrebbe non occorrerti niente altro per essere felice. 4) Basta abitudini: basta con gli automatismi, ritrova il piacere di farti il caffè, di allacciarti con consapevolezza le scarpe, di assaporare fino in fondo le dolci sensazioni di una caramella. Non costringere la mente a ripetere quando potrebbe creare. 5) Metti in pratica i pensieri: fai cose pratiche, ritagliati del tempo per fare una torta, riordinare vecchie foto, tagliare il prato. Fai sforzi fisici per contrastare un’attività mentale spesso troppo lunga e portatrice solo di pensieri cupi. 6) Ridi: Il consiglio più prezioso, più grande. Non fare il presuntuoso, non essere troppo serio, l’ironia sprigiona energia e fa bene a tutto il corpo. Sdrammatizza dunque e non prendere troppo sul serio i personaggi che interpreti nella vita.

    Sitografia

    Sulle cause che determinano l’insorgenza del disturbo depressivo interessanti informazioni si possono trovare sul sito:

    GlaxoSmithKline www.ricercasanita.it

    Con riguardo invece agli studi sulla base genetica della depressione è possibile consultare il sito:

    Neuropsy – Portale di Neuropsicologia clinica www.neuropsy.it

    Sulla problematica della dimensione di genere della depressione, per ulteriori approfondimenti, è possibile consultare le informazioni pubblicate sul sito:

    Salute mentale donna www.salutementaledonna.it

    Infine per avere maggiori chiarimenti circa i rimedi non farmacologici di prevenzione e cura della depressione è possibile consultare le informazioni presenti nel sito:

    Riza Psicosomatica – La depressione http://web.ticino.com/oasiblu/riza/2000-09.htm



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