La Guerra del Prozac


    L'Emea ha approvato l'uso del prozac nei bambini.

    Il 6 Giugno 2006, l’EMEA (L’agenzia Europea che si occupa dei farmaci) ha approvato l’utilizzo del Prozac® (nome commerciale dell’antidepressivo fluoxetina) per il trattamento della depressione nei bambini dagli otto anni.

    Dopo questa dichiarazione, come il solito, i media si sono scatenati, hanno demonizzato l’industria farmaceutica che lo produce (che poi è una delle tante dato che esistono numerosi generici in commercio) e si sono erti a paladini dei più piccoli, quasi si volessero drogare o addirittura attentare alla loro vita.

    [inline: 1= Immagine - 1 - Molecola della Fluoxetina] Immagine - 1 - Molecola della Fluoxetina

    La gente comune? Come sempre si è trovata immersa in un fiume di voci, di pareri discordanti e di gran confusione. Cerchiamo di mettere qualche puntino sulle i….

    Cos’è la depressione

    Al contrario di quello che molti sono portati a pensare, la depressione non è solo uno stato d’animo, una lieve tristezza, ma è una vera e propria malattia (così come può essere considerata una malattia l’influenza). Ovviamente si intende per depressione patologica quella che risponde a tutta una serie di sintomi codificati in maniera abbastanza precisa da vari organi competenti come ad esempio l’associazione degli psichiatri americani.

    In breve è considerato depresso il paziente che manifesta umore marcatamente triste e/o irritabile costante per almeno due settimane, incapacità di provare piacere in qualunque attività, disturbi del sonno (insonnia o sonnolenza pronunciata), marcata diminuzione o marcato aumento del peso corporeo, agitazione oppure perdita di energia e di voglia di fare, ideazione o tentativo di suicidio.

    Vorrei sottolineare l’ultimo sintomo che molti sottovalutano, di depressione si può anche morire perché il paziente si può suicidare. A questo proposito l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato che la depressione dei minori di 14 anni è la quinta causa di malattia in Europa e che in adolescenza il suicidio conseguente ad una depressione è la seconda causa di morte.

    Quindi è un disturbo serio, che va diagnosticato correttamente per opera di un neuropsichiatra infantile e sicuramente trattato, inizialmente con una psicoterapia, ma se questa non da risultati in tempi brevi c’è poco da prendere tempo, è il caso di ricorrere ad un farmaco.

    Come funzionano i farmaci antidepressivi

    Ci sono diverse classi di farmaci antidepressivi, ma ultimamente quelli più usati sono gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina, di cui fa parte anche la fluoxetina (prozac®). La serotonina è un neurotrasmettitore, cioè una messaggero che agisce nel cervello facendo comunicare i vari neuroni; il sito della sua azione è chiamata sinapsi ed è un "territorio" presente tra un neurone e l’altro.

    Una carenza di serotonina, porta le persone ad essere giù di morale e, secondo l’entità della carenza, ad ammalarsi di depressione. Il messaggero serotonina, una volta finito il suo compito di messaggero, è ripescata da una specie di "spazzino dello spazio sinaptico": questo meccanismo di "risucchio" del neurotrasmettittore si chiama reuptake. I farmaci come la fluoxetina agiscono su questo meccanismo di reuptake bloccandolo e permettendo così alla serotonina di permanere per più tempo, quindi è come se il cervello ne avesse una quantità maggiore.

    Il preconcetto dello psicofarmaco

    Molto spesso le polemiche sugli psicofarmaci nascono da questa paura di molecole che agiscono sul cervello, il contenitore delle nostre emozioni, ma essendo anche questo un organo, si può ammalare come le restanti parti del corpo.

    La cosa che mi stupisce comunque, è che sia nata la polemica per un antidepressivo approvato per uso in età pediatrica, mentre non ci si scandalizza di benzodiazepine (farmaci tranquillanti) che sono usati in sciroppo per sedare i bambini la sera e conciliare il sonno, e addirittura il metilfenidato (un derivato dell’amfetamina) che è usato per curare i bambini con sindrome da deficit dell’attenzione con iperattività.

    Invece di scagliarsi sempre contro l’industria farmaceutica di turno, si dovrebbe considerare il rapporto rischio-beneficio del farmaco, cioè se il bambino è a rischio di suicidio forse è meglio dare l’antidepressivo. Di importanza fondamentale è la diagnosi: deve essere fatta in modo corretto da uno specialista competente.

    Mi stupisco comunque di aver letto molte stupidaggini sull’argomento, come chi demonizzava il prozac perché tra i vari effetti collaterali (effetti collaterali li hanno tutti i farmaci, a questo serve considerare il rapporto rischio beneficio, cioè se il gioco vale la candela) il rischio di reazioni allergiche; nella mia esperienza di farmacista, nei foglietti illustrativi dei farmaci, penso che la voce in comune fosse proprio il rischio di reazioni allergiche, le possono dare quasi TUTTI, dagli antibiotici, alla comune aspirina, allo sciroppo per la tosse! Perfino gli acari della polvere possono scatenare allergie, ma ancora non ho visto nessuno che si sia occupato di sterminarli!

    Anche il potenziale rischio di suicidio è controverso: stiamo curando una patologia che di per se "predispone al suicidio" quindi chi ci dice che non sia il sintomo della malattia? Inoltre l’antidepressivo ci mette tre settimane per manifestare i suoi effetti, quindi ci si deve anche pensare per tempo….

    E’ difficile dare una certezza assoluta di farmaco sicuro per i bambini perché, proprio per questioni etiche, i farmaci non sono sperimentati sui bambini quindi per avere dati precisi sull'effetto su di essi, occorre più tempo.

    Un farmaco viene sperimentato sulle cellule, sugli animali e sugli adulti ed infine arriva in commercio, da quel momento può essere dato ad una varietà più ampia di popolazione, di razza diversa, genetica diversa ed anche età diversa. Non sempre su tutte le persone i farmaci hanno gli stessi effetti, ma questo appunto vale, ci tengo a ripetere, per TUTTI i farmaci, dall’antinfluenzale, allo sciroppo per la tosse, all’antibiotico.

    Vorrei infine mettere in guardia i lettori da alcuni interventi sull’argomento fatti ad esempio da industrie che producono omeopatici, ricordando che i farmaci omeopatici hanno come target principale proprio i bambini, quindi il loro punto di vista non è proprio obiettivo.

    Inoltre, segnalo un comunicato stampa emesso da un gruppo d’Istituti molto seri e competenti sulla materia degli psicofarmaci quali l’Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri", il dipartimento di neuroscienze dell’Università di Cagliari, L’istituto superiore di Sanità e L’istituto di neuropsichiatria infantile stella maris, giusto per sentire un’altra campana….

    Sitografia

    "Prozac ai Bambini" - Comunicato Stampa 14/06/2006 www.lswn.it/comunicati/stampa/2006/prozac_ai_bambini

    Istituto di ricerche farmaologiche Mario Negri www.marionegri.it

    EMEA - European Medicines Agency www.emea.europa.eu/

    WHO - World Health Organization www.who.int/en/



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