La mano del Diavolo


    Mancino, parola di derivazione latina nata da manus, che significa mano, e dal suffisso cus, termine con il quale si indicava il portatore di difetti fisici.

    Mancino dunque sinonimo di diversità, di handicap, condizione infelice, frutto addirittura, secondo la tradizione ebraica e cristiana, dell’influenza sull’individuo del maligno.

    Inoltre anche per i musulmani era vietato lavarsi o mangiare utilizzando la mano "impura", cioè la sinistra.

    Vita dura dunque per i mancini guardati con sospetto anche dal mondo scientifico accostatisi sempre con guardinga circospezione al fenomeno della cosiddetta chiralità sinistra ovvero la preferenza accordata a questa mano per svolgere le azioni quotidiane.

    In un trattato di psichiatria del 1921 il mancinismo era addirittura annoverato fra le patologie rivelatrici di demenza.

    Negli anni ’70 invece il mondo dei ricercatori riteneva che il preferire l’utilizzo della mano sinistra fosse in qualche modo correlato alla dislessia, alla difficoltà cioè di imparare a leggere.

    Oggi l’atteggiamento della società civile e della comunità scientifica nei confronti del mancinismo è radicalmente mutato.

    Gli scienziati si sono resi conto infatti che più che un difetto, la preferenza nell’uso della mano sinistra è una caratteristica dell’individuo e come tale va studiata cercando di capire il perché di questa scelta, le sue correlazioni con il sistema nervoso, le diverse modalità e i diversi gradi con cui il mancinismo si manifesta.

    Numerosi studi scientifici sono stati fatti a tal proposito.

    Nel Luglio di quest’anno alcuni ricercatori del Fetal Behaviour Research Centre presso la Queen’s University di Belfast guidati da Peter Hepper hanno scoperto come la preferenza nella scelta di una o altra mano non dipende dal cervello.

    Osservando infatti, con la tecnica della scansione elettronica, 1000 feti nelle prime dieci settimane di sviluppo, i ricercatori hanno potuto vedere come i neonati muovano le braccia ancora prima che il cervello inizi a comandare questi movimenti.

    Inoltre, in base ai dati dello studio dei ricercatori di Hepper, il braccio mosso in questa prima fase sarà poi quello d’elezione per tutta la vita.

    Infatti su 75 bambini esaminati anche dopo la nascita, si è scoperto che fra i dieci e i dodici anni tutti, tranne 5, hanno confermato la loro decisione di quale mano usare in prevalenza per la vita quotidiana.

    Queste evidenze sperimentali sono state sottoposte all’attenzione del quarto Forum della European Neuroscience Conference di Lisbona.

    In quella sede Hepper e il suo team hanno spiegato che se i primi movimenti degli arti nella pancia della madre si manifestano prima che si formi il cervello, prima cioè della 20° settimana, allora è ragionevole supporre che siano questi primi movimenti ad influenzare la crescita del cervello stesso e non viceversa come si era creduto finora.

    Occorrono dunque altre ricerche, conclude Hepper, per capire cosa influenzi la scelta di preferire la mano destra alla sinistra, evento che accade nel 90% dei casi, dato che sembra proprio che questa scelta non dipenda dal cervello ma sia invece il risultato di un riflesso muscolare oppure del controllo del midollo spinale in fase di formazione.

    Ma non è questo il solo studio che è stato compiuto sul mancinismo.

    Circa tre anni fa alcuni ricercatori dell’Università della California di Los Angeles che hanno dimostrato come la genetica svolga un ruolo significativo nel modellare la struttura del cervello e influenzare le persone destrimane o mancine in modo diverso.

    La ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences nel 2002, afferma come i mancini non seguano fedelmente il modello di organizzazione del cervello dei destrimani.

    In altre parole, spiega Daniel Geschwind, mentre nella maggioranza degli individui il lato sinistro del cervello controlla la parte destra del corpo e viceversa, nei mancini non sempre accade che ciò sia vero.

    Per dimostrare la loro teoria Geschwind e i suoi colleghi hanno sottoposto a risonanza magnetica 72 coppie di gemelli confrontandole con 67 coppie di fratelli.

    I gemelli erano tutti maschi di età compresa fra i 75 e gli 85 anni.

    Dalle immagini prodotte delle risonanze magnetiche si è visto come nel caso dei gemelli monozigoti entrambi destrimani le differenze nella strutture cerebrali erano pressoché nulle, ma questo non era vero se uno dei gemelli era destrorso e l’altro mancino, in questo caso le differenze nell’organizzazione del cervello erano più marcate e dissimili.

    Al contrario nei gemelli dizigoti, che condividono solo il 50% dei geni, non si osserva questa differenza fra coppie destrimano-destrimano e destrimano-mancino.

    Dunque se le differenza fra destrimani e mancini sono molto più accentuate nei gemelli monozigoti, che condividono il 100% dei geni, ciò significa che si può ragionevolmente supporre che la genetica influenzi la struttura del cervello anche in tarda età.

    Tabella 1: Per una definizione di mancinismo

    Il mancinismo è la tendenza a usare di preferenza, in parte o del tutto, il lato sinistro per compiere movimenti e gesti automatici e volontari.

    Il mancinismo può essere spontaneo, e in questo caso è ereditario, o acquisito, ovvero reso necessario in seguito a lesioni dell’emisfero sinistro del cervello dominante nei destrimani.

    I mancini inoltre si distinguono in franchi e omogenei o mancini disarmonici.

    Questa distinzione viene fuori attraverso l’osservazione dei risultati del cosiddetto test di lateralizzazione prevalente.

    Con questa metodica si analizza infatti l’uso della mano, del piede e dell’occhio osservando ad esempio per la mano come la si porge, come ci si abbottona un vestito; per il piede come si calcia un pallone, come si accavallano le gambe; per l’occhio come si fissa un oggetto o come si guarda dal buco di una serratura.

    Un mancino franco e omogeneo utilizzerà totalmente l’emisfero sinistro per muovere occhio, piede e mano.

    Un mancino disarmonico invece si servirà ad esempio della mano sinistra e del piede e dell’occhio destro.

    Tabella 2: mancini famosi nella storia

    Se per millenni i mancini sono stati perseguitati a causa della loro "anomalia", la storia dimostra come essere mancini può anche voler dire entrare a far parte dei grandi della storia o diventare famosi.

    L’esercito dei mancini può vantare un numero molto vasto di adepti.

    Ogni categoria ha le sue celebrità.

    In campo medico-scientifico troviamo il noto chirurgo Dogliotti (1897-1966) e Albert Einstein.

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    Immagine - 1 - Albert Einstein

    In campo cinematografico rappresentano degnamente la categoria mostri sacri come Charlie Chaplin, Robert De Niro, Robert Redford, Marylin Monroe, Whoopi Goldberg.

    In campo sportivo troviamo personaggi come Mariolino Corso Gigi Riva, i tennisti Rod Lever e Monica Seles.

    L’arte è degnamente rappresentata da Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello e Pablo Picasso.

    I grandi personaggi della storia annoverano fa le loro fila nomi come: Giovanna D’Arco, Alessandro Magno, Carlo Magno, Giulio Cesare, Napoleone, Truman, Ronald Regan, George Bush padre, Bill Clinton e Fidel Castro.

    Anche nella musica i mancini hanno primeggiato regalando al mondo intero geni del calibro di Ludwig van Beethoven, Bob Dylan, Sergei Rachmaninoff, Maurice Ravel e Ringo Starr.

    [inline: 2= Immagine - 2 - Napoleone Bonaparte] Immagine - 2 - Napoleone Bonaparte

    Alberto Moravia è l’illustre rappresentante dei mancini che hanno reso grande la letteratura non solo italiana ma mondiale.

    Ma non mancano gli esponenti di sangue blu ad arricchire e impreziosire ancora di più la lunga sfilza di celebrità "mancine": fra le "teste coronate" spiccano nomi come: la regina Elisabetta, il principe Carlo e il giovane erede al trono William.

    Sitografia

    Queen's University Belfast Peter Hepper http://www.psych.qub.ac.uk/staff/teaching/hepper/profile/index.aspx

    FENS - Forum of European Neuroscience - Lisbon 2004 http://fensforum.neurosciences.asso.fr/pages/sunday.html

    UCLA (University of California, Los Angeles) Neurogenetics http://geschwindlab.neurology.ucla.edu/



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