La struttura del pensiero logico-simbolico tra eros e thanatos


    La catena degli Oggetti Mentali, base del pensiero con il suo processo razionalizzante attraverso la SUBLIMAZIONE presa nei suoi aspetti cognitivi, spiega solo in parte le valenze interne del linguaggio matematico.

    In quest’ultimo si annida la tendenza alla adialetticità, alla fissità eterna, tombale. Per gli antichi rendere un oggetto "geometrico-matematico" significava portarlo fuori dal caos terreno, l’universalizzazione dei concetti è un tentativo di porre l’oggetto matematico fuori dal tempo e dallo spazio.

    Gli egiziani si sottraevano alla dialettica, in tremila anni è cambiato pochissimo all’interno dell’impero dei faraoni, ed avevano un solo modo per sottrarsi alla dimensione spazio-temporale, dovevano rendersi nella vita "morte"(1).

    Mi trovavo pochi giorni or sono a visitare l’antica Poseidonia (Paestum per i Romani), e l’ottima guida ci faceva notare come, in particolare il tempio di Nettuno fosse un perfetto oggetto matematico e come fossero rigorosi più nelle colonie che nella madre patria a seguire per i templi l’idea chiamiamola della matematica mistica di Pitagora.

    Ora, per il visitatore moderno è difficile individuare l’altro polo dialettico, che distingueva i greci dalla "fissità teocratica" egizia. Quel polo caotico apparteneva alla città greca che si sviluppava intorno ai templi. Ormai distrutta e dai bradisismi e dai quartieri romani.

    Ma tra la città caotica e instabile e i Templi ordinati e stabili (venivano fabbricati in modo antisismico), esisteva l’altare che era fra le altre cose l’unico punto mediatore tra il caos e la perfezione, tra la vita e la morte, tra l’irrazionale e il razionale, tra Eros e Thanatos.

    "Freud disse che Eros unisce mentre Thanatos separa. Quando si considera questa affermazione non si può fare a meno di mettere in relazione ciò con il fatto che la stessa cosa si applica ai modi simmetrico ed asimmetrico(2)", Thanatos è il concetto simmetrico ad Eros. A quanto riferisce Jones(3), Freud talvolta lo usava nella conversazione.

    In altri scritti importanti come in "Aldilà del principio di piacere" il significato è equivalente alle pulsioni, quali EROS e DISTRUZIONE, i due principi di Empedocle, per ritornare al mondo greco dal quale eravamo partiti.

    La dialettica fra Il caos della Polis e la perfezione formale è tipica dei greci e manifesta una tensione infinita che è la forza del pensiero occidentale.

    Quando non si regge la dialettica si diventa egiziani, e si cristallizza il pensiero, si elimina la tensione.

    Freud lo chiama principio del Nirvana, la tendenza allo 0, c’è un solo modo per arrestare la dialettica, è quello che ufficialmente hanno sperimentato gli egiziani, per vincere la morte, non rimane che "farsi morte".

    La tendenza odierna al pragmatismo tecnologico, dimentico delle scelte epistemologiche di fondo, mi sembra fuor di dubbio la via moderna al nirvana, con una sola differenza, noi al posto delle piramidi lasceremo montagne di plastica e immondizia varia.

    L’universalizzazione dei concetti nel linguaggio logico-simbolico, va verso l’interruzione del flusso necessario della dialettica, perché è porre questi ultimi al di fuori dello spazio e del tempo, errore in cui è caduto anche(4) Freud con le sue "topiche".

    A noi rimane il compito meraviglioso di riportare alla vita la dialettica e con essa i cardini del pensiero occidentale.

    Per fare ciò si tratta di indagare nella formazione degli oggetti mentali, e trovare come ho già dimostrato il nesso inscindibile con le pulsioni, compresa quella di "morte", legame che fa risalire quest’ultima all’anomalia presente nelle strutture delle prime civiltà.

    Nel mio schema classico(5) ho configurato i vari passaggi, compresa la dialettica essenziale che intercorre tra Struttura evolutiva biologica e base materiale.

    Bibliografia

    (1)Ernst Bloch, Spirito dell’utopia, Ed. Nuova Italia, 1980, in particolare pp.28-30.

    (2)Ignacio Matte Blanco, l’inconscio come insiemi infiniti, Saggio sulla bi-logica, Ed. Einaudi pag.117.e seguenti.

    (3)Jones(E), Sigmund Freud: Life and Woork, 1957, vol.III, Ingl, Hogarth Press, Londra, 295.

    (4) Roberto Ettore Bertagnolio, Prolegomeni a una Psicoepistemologia Storico-Dialettica, Ed. P.P., da pag. 9-13, in particolare "i presupposti astorici dell’inconscio ed il processo di debiologizzazione", 1980, Vedi anche in "Università popolare di Biella Ieri e Oggi (1902-1986), Riccardo Rabaglio, Italo Zamprotta Ed. Giovannacci, appendice VIII "Sulla conoscenza in generale e sul rapporto conoscenza limite ideologico nell’ambito della produzione artistica" mia comunicazione presentata al convegno nazionale presso l’Università di Pavia nell’ambito delle celebrazione per il centenario della morte di C. Darwin , 1982, pp.79-86.

    (5)mio schema classico in www.lswn.it



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