Da una ricerca italiana conferme sulla capacità dell'agopuntura di intervenire sui meccanismi di percezione del dolore.


    L'antica tecnica medica cinese nota come agopuntura ha ricevuto un ulteriore riconoscimento da parte della scienza occidentale. Una ricerca italiana offre lo spunto per approfondire lo status attuale di questa disciplina nell'ambito della medicina dei paesi scientificamente avanzati.

    [inline: 1= Immagine - 1 - figura umana stilizzata] Immagine - 1 - Figura umana stilizzata con indicati sul corpo i punti significativi dell'agopuntura.©National Institutes of Health

    Introduzione

    Poche settimane fa sono stati resi noti i risultati di uno studio che ha coinvolto il CNR e l'Istituto San Raffaele di Milano, avente per oggetto la verifica degli effetti analgesici dell'agopuntura.

    Di notizie analoghe, o quanto meno apparentemente simili, riguardanti i successi o gli insuccessi delle cosiddette medicine alternative siamo continuamente bombardati.

    Tuttavia il quadro emergente è, almeno per i potenziali fruitori di cure mediche e spesso anche per gli stessi medici della medicina ufficiale, confuso e contraddittorio: la pubblicazione della ricerca di CNR e San Raffaele offre lo spunto per fare chiarezza, se non sul complesso mondo delle medicine alternative, almeno su alcuni fatti assodati relativi all'agopuntura.

    Voglio dire immediatamente che, studiando in modo obbiettivo la messe di informazioni generali e scientifiche disponibili oggi sull'agopuntura (con numerosi studi sia sull'uomo che sull'animale), si è costretti a riconoscere di essere di fronte ad un procedimento medico i cui effetti positivi sono, almeno in certi ambiti di applicazione, dimostrati e incontrovertibili.

    Agopuntura e scienza medica

    L'agopuntura è oggi una pratica terapeutica riconosciuta e regolamentata dalle principali organizzazioni sanitarie internazionali e dai sistemi sanitari nazionali di molti paesi scientificamente avanzati (tra questi l'Italia).

    Questa tecnica, in verità assai complessa e articolata in diverse scuole, è parte della millenaria tradizione medica cinese.

    Il primo trattato della medicina cinese, lo "Nei Jing", risale a circa 2500 prima di Cristo: questo fatto è di per se significativo e ci parla di un corpus di conoscenza e prassi che ha avuto modo di essere sperimentato per un tempo incredibilmente lungo.

    Come ormai noto a tutti la tecnica consiste nell'infissione di sottili aghi in punti strategici del corpo umano.

    La determinazione dei punti da utilizzare è fatta dal terapeuta sulla base di una mappa che collega la superficie cutanea a tutti gli apparati e organi dell'uomo.

    La medicina tradizionale cinese è, tuttavia, una medicina olistica (cioè che guarda al paziente come ad un tutto e mai si concentra esclusivamente sul singolo sintomo) e fortemente intrisa di nozioni filosofiche tipiche del sapere (antico) di quella cultura.

    [inline: 2= Immagine - 2 - Applicazione di aghi in una seduta di agopuntura] Immagine - 2 - Applicazione di aghi in una seduta di agopuntura ©The Image Bank

    Questo è uno dei comprensibili motivi per cui la medicina e la scienza occidentali sono state, e in buona parte sono tuttora, molto scettiche rispetto alla medicina tradizionale cinese e all'agopuntura in particolare.

    Anche la forma concreta in cui si esprime questa tecnica, cioè l'infissione di aghi, induce probabilmente l'uomo occidentale a considerare l'agopuntura una pratica fondamentalmente un po' barbara.

    Occorre però separare i diversi piani di valutazione e analizzare l'agopuntura allo stesso modo di una qualsiasi terapia o medicinale prodotto dalla scienza medica occidentale, cioè a partire da effetti biologici verificabili e dai risultati della sua applicazione.

    Cosa si può dire al riguardo?

    Esistono letteralmente una miriade di studi e ricerche che documentano gli effetti biochimici dell'agopuntura. Una parte significativa di questi studi riguarda la capacità dell'agopuntura di generare effetti analgesici.

    Questo campo di ricerca ha preso lo spunto dalla constatazione di un effetto veramente spettacolare: è possibile effettuare interventi chirurgici in cui, in luogo di un anestetico chimico, si usa l'agopuntura.

    Il paziente è sveglio e vigile e tuttavia non prova dolore durante l'intervento!

    Ora è opinione quasi unanimemente condivisa del mondo scientifico che ciò sia dovuto alla produzione, stimolata dall'agopuntura, proprio delle sostanze che il corpo utilizza naturalmente per combattere il dolore (i cosiddetti "oppioidi endogeni" come le endorfine): lo studio tutto italiano che ora descriveremo brevemente si inserisce autorevolmente in questo filone di ricerca.

    La ricerca ha coinvolto un gruppo guidato dal neurofisiologo Gabriele Biella dell'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del CNR, l'Università e l'Istituto San Raffaele di Milano.

    Il risultato essenziale di questa ricerca sta nell'aver dimostrato che l'applicazione dell'agopuntura, solo se effettuata con le modalità e nei punti previsti dalla teoria , attiva le zone cerebrali coinvolte nella percezione del dolore.

    Vediamo come ciò sia avvenuto.

    L'Ospedale San Raffaele ha messo a disposizione un'avanzata macchina per la PET (tomografia ad emissione di positroni), uno strumento che permette, tra l'altro, di ottenere immagini che evidenziano la stato di attività delle diverse zone cerebrali.

    Con l'aiuto di un agopuntore esperto, il Dott. Giulio Pellegata, anestesista presso lo stesso ospedale milanese, è stato definito uno schema di seduta di agopuntura utilizzato di norma per trattare il dolore (sia acuto che cronico) ed individuato un gruppo di pazienti cui praticare le sedute.

    Ai pazienti sono state praticate sia sedute di "vero" agopuntura (aghi infissi nei punti previsti dalla teoria e mantenuti in sito per alcuni minuti) che sedute di "falso" agopuntura.

    I pazienti non avevano modo di vedere come l'agopuntore agisse, inoltre, condicio sine qua non per includere le sedute nella statistica dell'esperimento era che i pazienti, pur accorgendosi dell'infissione degli aghi, non provassero dolore.

    Per lo stesso motivo i pazienti scelti erano giovani e sani: questo per evitare che stati dolorosi preesistenti o prodotti dagli aghi stessi, mascherassero gli effetti dell'applicazione dell'agopuntura sul sistema nervoso centrale. A venti minuti da ogni seduta (vera o falsa) veniva eseguita una PET del cervello del paziente.

    Ebbene, l'analisi delle immagini prodotte, ha evidenziato in modo chiaro come l'agopuntura attivi le stesse aree del cervello coinvolte nella percezione del dolore. Parallelamente si è verificato che le sedute di falso agopuntura non producevano questo stesso effetto.

    L'effetto analgesico deriverebbe, nell'interpretazione dei ricercatori, da una sorta di inganno che l'agopuntura produce, a livello centrale, sul circuito di percezione del dolore. Studi ulteriori dovranno invece chiarire i meccanismi neurochimici che sovrintendono agli effetti rilevati dalle immagini.

    Grazie a studi come questo, nel tempo, l'agopuntura sta trovando il suo spazio all'interno della medicina scientifica.

    Una tappa storica per l'accreditamento dell'agopuntura nei paesi occidentali è stato il riconoscimento ricevuto dal National Institutes of Health (forse la più autorevole organizzazione medico–scientifica del pianeta).

    Nel 1997, come risultato di un accurato lavoro di verifica della letteratura scientifica sull'argomento, l'organizzazione americana pubblicava l'"NIH Consensus Statement" sull'agopuntura.

    Le conclusioni di quest'atto furono le seguenti (traduzione integrale):

    "L'agopuntura come intervento terapeutico è ampiamente praticato negli Stati Uniti. Sebbene ci siano stati molti studi sulla sua potenziale utilità, molti di questi studi forniscono risultati equivoci a causa della loro progettazione, della dimensione del campione o per altri motivi. La questione è ulteriormente complicata da intrinseche difficoltà nella messa in atto di appropriati controlli come placebo e gruppi di falso agopuntura. Tuttavia, promettenti risultati sono emersi: per esempio, l'efficacia dell'Agopuntura nella nausea e nel vomito da chemioterapia e nel dolore dentario post-operatorio. Esistono altre condizioni come la tossicodipendenza, la riabilitazione dopo ictus, le cefalee, la dismenorrea, l'epicondilite, la fibromialgia, l'osteoartrite, la lombalgia, la sindrome del tunnel carpale e l'asma, per le quali l'Agopuntura può essere utile come trattamento aggiuntivo o come alternativa ragionevole, oppure ancora come complemento di un programma terapeutico multifattoriale. E' probabile che ulteriori ricerche riescano a individuare nuove aree nelle quali un intervento con Agopuntura può risultare utile."

    Il documento (e la posizione) dell'NIH è molto prudente, certamente non è pregiudizialmente favorevole; sottolinea come, nonostante negli Stati Uniti e nel mondo si faccia ampio uso dell'agopuntura e che vi siano molte ricerche sugli effetti terapeutici dell'agopuntura, una percentuale relativamente bassa di studi è costruita in modo scientificamente ineccepibile.

    Ciò non di meno la conclusione dell'ente americano è che esistono sufficienti prove dell'efficacia dell'agopuntura in tutta una serie di patologie.

    L'OMS (l'organizzazione mondiale per la sanità) ha a sua volta integrato l'agopuntura tra le tecniche mediche con effetti terapeutici riconosciuti; ha prodotto (tra gli altri) un corposo documento che raccoglie i trial clinici che hanno testato l'efficacia di questa tecnica per numerose patologie.

    Nel documento ("Acupuncture: review and analysis of reports on controlled clinical trias") sono inclusi e commentati solo gli studi, prodotti in ogni parte del mondo, che soddisfano rigidi criteri di qualità e messa a punto.

    In base ai dati raccolti l'OMS arriva a conclusioni ancora più ottimistiche rispetto all'NIH.

    L'OMS classifica le patologie per le quali esiste una quantità accettabile di studi sull'applicazione dell'agopuntura in quattro gruppi:

    1. Malattie, condizioni o sintomi per i quali, attraverso prove controllate, l'agopuntura si è dimostrato un trattamento efficace. Tra questi sono citati tra gli altri: gli effetti indesiderati di radioterapia e/o chemioterapia, la rinite allergica, le coliche biliari, la depressione, la dissenteria acuta, la dismenorrea, la leucopenia (carenza di leucociti), ipo e ipertensione, dolore alle ginocchia, alla faccia, al collo, dentale (post operatorio), il gomito del tennista, l'artrite reumatoide e la periartrite della spalla ecc.
    2. Malattie, condizioni o sintomi per i quali l'effetto terapeutico dell'agopuntura è stato mostrato ma per i quali servono prove ulteriori. Tra questi l'OMS include oltre 60 condizioni patologiche, tra cui: il dolore causato dal cancro, la dipendenza da droghe e alcolici, il diabete mellito non insulinodipendente, l'infertilità femminile, alcune disfunzioni sessuali maschili non di origine organica, mal di gola (compresa la tonsillite) ecc.
    3. Malattie, condizioni o sintomi per i quali ci sono solo studi clinici unici che riportino un qualche effetto terapeutico, ma per i quali è il caso di utilizzare l'agopuntura in quanto l'utilizzo dei trattamenti convenzionali o di altre terapie risulta difficoltoso. Tra questi citiamo ad esempio la sindrome del colon irritabile e il daltonismo.
    4. Malattie, condizioni o sintomi per i quali l'agopuntura può essere utilizzato a condizione che l'agopuntore abbia una conoscenza medica specialistica moderna e una adeguata attrezzatura di monitoraggio. Tra questi sono indicati tra gli altri il coma, le convulsioni nei bambini e l'angina pectoris.

    Entrambe le organizzazioni concordano sul fatto che l'agopuntura ha l'indubbio vantaggio di essere un trattamento estremamente sicuro, praticamente privo di effetti collaterali (al contrario delle terapie normalmente utilizzate dalla medicina occidentale per trattare i disturbi in cui l'agopuntura è particolarmente efficace).

    Inoltre, fatto non irrilevante pensando al sistema sanitario italiano, questa tecnica ha costi di applicazione bassissimi.

    E' importante osservare che i rari effetti collaterali documentati, in alcuni casi, è bene dirlo, anche mortali (decesso per pneumotorace), sono strettamente correlati alla scarsa perizia del terapeuta.

    Al riguardo va osservato che nel nostro paese da un lato l'agopuntura è considerata una pratica medica a tutti gli effetti e, come tale, può essere praticata solo da medici, dall'altro esiste una ormai notevole tradizione clinica e formativa.

    Tantissimi sono i terapeuti di riconosciuta capacità ed esperienza, così come numerose sono scuole di alto profilo che formano nuovi agopuntori (è possibile farsene un'idea consultando il sito della Federazione Italiana delle Società di Agopuntura ).

    In molti ospedali italiani, sia pubblici (una cinquantina) che privati, l'agopuntura è presente (lo stesso San Raffaele offre ai pazienti questa specialità), anche se non è possibile farsi curare in convenzione (cioè occorre pagare per intero la prestazione).

    Sitografia

    Le basi biologiche dell'agopuntura - Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR, Genova www.fi.cnr.it/r&f/n22/ist_bioimmagini.htm: descrizione dell'esperimento di Gabriele Biella e Ferruccio Fazio (direttore dell'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del CNR)

    Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del CNR www.ibfm.cnr.it/istituto/istituto.php

    NIH Consensus statements - "Acupuncture" http://consensus.nih.gov/1997/1997Acupuncture107html.htm(in inglese): link al "NIH Consensus statements" sull'agopuntura

    "Acupuncture: review and analysis of reports on controlled clinical trias" - WHO, World Health Organization www.who.int/medicinedocs/collect/edmweb/pdf/s4926e/s4926e.pdf(file PDF - 2Mb - in inglese): documento del WHO raccolta e commento degli studi medico-scientifici sugli effetti terapeutici dell'agopuntura;

    Federazione Italiana delle Società di Agopuntura www.agopuntura-fisa.it: è il sito della più rappresentativa organizzazione italiana del settore.



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